Re: Limitazione correnti prese bivalenti e norme CEI 64 8
Von: RLDeboni (robertodeboni@deboni.name) [Profil]
Datum: 05.05.2008 00:09
Message-ID: <vKOdnc_-4q_c3IPVRVn_vwA@giganews.com>
Newsgroup: it.industria.elettrotecnica.normative
Datum: 05.05.2008 00:09
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ambro wrote: > RLDeboni wrote: > >> Premessa: io sostengo che a monte delle prese bivalenti 10A/16A si deve >> porre un magnetotermico da 10A. >> > Non condivido. L'errore di fondo che fai è quella di identificare quel tipo > di prese di tipo 10/16 A, ma la dicitura esatta dei quelle prese, come > fanno alcuni costruttori, è " presa 2P+T 16 A bivalente, standard italiano > tipo P17/11". Questo significa che quella presa sia per un passo che per > l'altro è da 16 A. Sbagliato. La portata di una presa dipende anche dalla superficie di contatto "lamelle-polo" ed il minore diametro, la minore lunghezza e la piu stretta curvatura della lamella implica inevitabilmente una minore superficie di contatto. Come fa a sostenere che la portata e' di 16A in ogni situazione ? > Quindi usare un MT da 16 A per proteggere quelle prese è, a mio parere, > corretto. In ogni caso non mi interessano pareri "a stomaco" (lasciano il tempo che trovano, specialmente in tribunale), mi interessavano le norme CEI. >> La presa non e' nuova (ha >> sei-sette anni di vita: l'installatore deve tenere conto che l'impianto >> va garantito per 10 anni e quindi tutto deve funzionare anche quando non >> e' nuovo) ed e' utilizzata regolarmente e quindi la "forza" di >> compressione sui poli della spina non e' massima, e questo non aiuta la >> conduzione. Risultato, dopo ore (o giorni ?) si arriva al punto che >> l'energia joule accumulata e' tale da alzare la temperatura all'interno >> della presa fino al punto di non sopportazione dell'isolamento dei >> cavetti. > Il fenomeno si manifesta anche con meno di 10 A, questo per il fatto che una > presa quando non è più in grado di garantire la resistenza di contatto con > cui è stata progetta si scalda, .... snip ... Eh, no! Io presumo che una presa mantenga il valore minimo "promesso" anche verso la fine della sua vita utile. Ci mancherebbe che, magari solo dopo due o tre anni, una presa da 10A conduca solo 6A !!! Almeno, e' cosi' che interpreto il significato dei fattori di sicurezza. Ma forse lei e' piu' informato di me su come i produttori italiani intendano "qualita' costruttiva" ? Mi puo' spiegare questo aspetto ? >> Osservazione sul punto b) mi pare di capire che gli impiantisti del: >> "mgt 16A = bivalente 16A/10A" si focalizzano sulla sezione del cavo che >> alimenta la presa. Ma allora secondo questa logica, perche' potrei >> sostenere la tesi che se alimento una presa da 16A con un cavetti da 4 >> mm2, posso utilizzare impunentemente un magnetotermico da 25A. > NO la presa è progettata per 16 A. Vedi osservazione sulla capacita' di trasferire 16A su una superficie di contatto di circa 4 mm2 acciaio/bronzo ... >> Osservazione sul punto a) lo spreco nell'utilizzo di cavetti da 2,5 mm2 >> qualora si abbia a monte un magnetotermico da 10A si risolve banalmente >> ... utilizzando cavetti da 1,5 mm2. E' cosi difficile ? :-) > Il problema è che ci sono anche apparecchi che assorbono più di 10 A e > quindi sarebbe necessario costruire due circuiti, uno da 10 A ed uno da 16A Una volta (prima che inventassero la contabilita' creativa, ed oggi mi rendo conto, anche la "normativa creativa") era proprio cosi' che si faceva. Non e' solo la qualita' di utensili ed elettrodomestici che sta andando a rotoli (usa e getta ?). A quanto pare anche la qualita' delle installazioni e con essa l'etica ... >> In altre parole, la sezione dei cavetti di alimentazione si coordinano >> con la portata del magnetotermico a monte (a protezione), e NON con la >> portata massima ipotetica della presa a valle. Questo almeno spero che >> sia condiviso. > No, è necessario coordinare con entrambi, a mio parere. Rilegga: "La sezione dei cavetti di alimentazione si coordina con la portata del magnetotermico a monte e NON con la portata massima della presa a valle." Dove e' sbagliato ? Quale e' la priorita' ? Mi sto riferendo alla scelta dei cavetti NON alla scelta della presa. Ci pensi con attenzione prima di replicare. >> Al contrario sono invece, a mio parere, perfettamente leciti gli >> adattatori "spina 10A - presa 16A", perche' in un impianto elettrico a >> norma, le prese da 10A sono protette da un magnetermico da 10A, percio' >> l'utilizzo di un'adattatore "spina 10A - presa 16A" non fara' MAI >> surriscaldare i cavetti (presumibilmente da 1,5 m2) che alimentano la >> presa da 10A. > Ma sarebbero poco utili. Se l'apparecchio assorbe più di 10 A non lo puoi > usare. Se l'apparecchio assorbe piu' di 10A e' GIUSTO che non si possano usare. Ma che razza di logica! Pero' ci sono molti apparecchi muniti di spina da 16A che NON assorbono piu' di 10A. Semplicemente il costruttore dell'utensile o dell'elettrodomestico e' stato prudente. >> Personalmente, in base alla informazioni che ho ora, nell'ipotesi che mi >> trovassi a fare una CTU su un danni conseguenti da fenomeno elettrico >> riferiti ad una bivalente "fusa", andrei a scrivere nella perizia: >> >> "Un magnetotermico da 16A a monte di una presa abile a ricevere >> direttamente una spina da 10A di portata, crea, in caso di guasto lato >> utilizzatore, una situazione potenziale di sovraccarico "non protetto", >> che va a posizionarsi sul ricettacolo della spina, che nella parte che >> accoglie la spina da 10A ha una superficie avvolgente compatibile solo >> con correnti massime di 10A. Percio', in caso di guasto la presa (che, >> si badi bene, e' stata posata dall'impiantista) si surriscalda, >> presentando il rischio di un principio di incendio, tralasciando gli >> effetti economici della interruzione di servizio causato dai guasti. >> Percio', a mio parere, si configura direttamente una responsabilita' >> dell'impiantista, qualora disponga un magnetotermico da 16A a protezione >> di prese bivalenti ad incasso." >> >> Come (se possibile) si difenderebbe l'impiantista ? Appellandosi a quale >> possibile norma CEI [se mi si indicasse i precisi estremi, sarebbe cosa >> gradita ... :-)] > > Ripeto quanto detto all'inzio, nella tua relazione consideri che la presa è > da 10 A, e questo non è vero, perchè il costruttore la dichiara presa > bivalente da 16 A tipo P17/11, e quindi è adeguatamente protetta da un MT > da 16 A. Un ragionamento "a stomaco" ? Si vede che lei non e' mai stato in tribunale. Mi fa un'esempio (un link, un riferimento) di un costruttore che garantisce una presa bivalente per una portata di 16A ANCHE con spina da 10A ? R.L.Deboni[ Auf dieses Posting antworten ]
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- ambro (05.05.2008 09:55)
- R.L. Deboni (05.05.2008 12:23)
- ambro (05.05.2008 13:41)
- R.L. Deboni (05.05.2008 16:16)
- ambro (05.05.2008 19:17)
- R.L. Deboni (05.05.2008 21:16)
- Mike (06.05.2008 00:53)
- R.L. Deboni (06.05.2008 11:55)
- Mike (06.05.2008 15:59)
- R.L. Deboni (06.05.2008 17:40)
- Mike (09.05.2008 18:32)
- ambro (06.05.2008 08:57)
- R.L. Deboni (06.05.2008 11:58)
- ambro (06.05.2008 14:41)
- gs (08.05.2008 10:20)
