Cavetti alluminio e PVC
Von: RLDeboni (robertodeboni@deboni.name) [Profil]
Datum: 05.02.2008 17:52
Message-ID: <n8CdndVHPobBDjXa4p2dnAA@giganews.com>
Newsgroup: it.industria.elettrotecnica.normative
Datum: 05.02.2008 17:52
Message-ID: <n8CdndVHPobBDjXa4p2dnAA@giganews.com>
Newsgroup: it.industria.elettrotecnica.normative
Faccio seguito ad un thread di gennaio in cui avevo fatto alcune considerazioni "fisiche" e "tecniche" tra alluminio e rame. La conclusione era che un cavetto di alluminio da 25 mm2 dovrebbe essere piu' conveniente di un cavo di rame da 16 mm2 (a parita' di portata). Ho ampliato le ricerche di mercato nel frattempo con i seguenti risultati. In India ed Africa i cavetti in alluminio ricoperti in PVC (l'equivalente delle cordine usate per cablare le abitazioni) sono disponibili normalmente anche per sezioni a scendere fino a 1,5 mm2. Su internet ci sono un molteplicita' di siti piccoli produttori locali. In Europa invece trovo su internet, solo, per cavi a singola corda, a partire da 25 mm2 a doppio isolamento (in Gran Bretagna, forse perche' hanno di norma utenze da 20 kW, a causa del riscaldamento elettrico), e altrove a partire da 50 mm2. Mi pare di capire che c'e' un motivo normativo che, in Italia, ostacola l'utilizzo dell'alluminio al posto del rame, nei piccoli conduttori, ovvero la CEI 64/8-5. Leggo che, mentre per il rame, per l'alimentazione dei circuiti di energia in condutture fisse, e' ammissibile una sezione minima di 1,5 mm2, nel caso di cavi in alluminio, la sezione minima raccomandata e' di ben 16 mm2. Leggo altresi che si devono impiegare mezzi di interconnessione provati ed approvati per la interconnessione di cavetti di alluminio. Ora, visto che una combinazione di prezzo elevato e scarsita' del rame, mi pare, consigli in futuro di dedicarlo ove non e' sostituibile, ovvero negli avvolgimenti dei motori e dei trasformatori (richiede un minore volume e questo implica minore perdite), non sarebbe il caso di rivedere questo limite di 16 mm2 ? Gia' oggi le interconnessioni non si fanno piu' con il nastro isolante, ma usando appositi capicorda, percio' l'utilizzo di interconnessioni "provate ed approvati" non dovrebbe essere un problema. Magari almeno per rimpiazzare le calate dagli appartamenti verso i contatori. Per farlo basterebbe che il diametro minimo dei cavetti di alluminio previsto dalla norma sia portato a 6 mm2 (che andrebbe a sostituire i cavi di rame da 4 mm2). Gia' solo questa misura potrebbe far risparmiare, in ogni nuova costruzione, una interessante massa di rame. Mi pare di capire che i problemi dell'uso dell'alluminio negli edifici sono (correggere ove sbaglio): - maggiore volume dei condotti a causa della maggiore sezione - minore flessibilita' che implica un maggiore raggio di curvatura in posa - capicorda specifici per evitare ossidazioni che, riducendo la superficie di contatto siano poi causa di surriscaldamento del giunto e possibile causa di incendio L'ostacolo e' solo italiano, perche' ad esempio la norma IEC 60364-5-52 dispone per i cavetti di alluminio una sezione minima di 2,5 mm2 Mi piacerebbe capire il perche' dell'ostilita' della CEI verso i cavi di alluminio di 2,5-4-6-10 mm2, ovvero se tale ostilita' e' preconcetta (nel senso che tra i soci CEI che hanno votato i produttori di cavi di rame hanno avuto la meglio), oppure se ci sono concreti motivi tecnici-economici, validi anche oggi con una differenza di prezzo della materia prima di almeno otto volte, a pari portata di corrente. R.L.Deboni[ Auf dieses Posting antworten ]
