[rece] Le parole di Tolkien
Von: Cla (cla@despammed.com) [Profil]
Datum: 03.07.2008 22:04
Message-ID: <Wgabk.66$sV.50@nntpserver.swip.net>
Newsgroup: it.fan.scrittori.tolkien
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Recensione a "Le parole di Tolkien" di Massimiliano Morini, Mobydik, Faenza,
1999, pp. 107
COMMENTO: il volume era in origine una tesi di laurea in lingua inglese dal
titolo "The Word and the Creation of a World". In modo davvero originale,
l'autore
inizia a parlare di Tolkien partendo dalle opere cosiddette "minori", per
poi arrivare a grandi capolavori tolkieniani ("Lo Hobbit", "Il Signore
degli
Anelli" e "Il Silmarillion"). Il titolo vuole intenzionalmente richiamare
la
natura essenzialmente linguistica dell'opera di Tolkien.
PREGI. La parte più interessante è sicuramente quella che riguarda le opere
minori (che ad oggi sono anche quelle meno studiate). L'autore con brillante
intuizione mette in luce come in molte di queste opere si possa riscontrare
il "lato oscuro di Tolkien" ovvero la sua abitudine a richiamare atmosfere e
tematiche cupe e cruente. Morini le ritrova anche in "Mr Bliss" (l'episodio
nella foresta) e nelle "Lettere di Babbo Natale" (l'eccidio dei Goblin da
parte degli orsi polari). Molto interessante anche l'esame stilistico che
l'autore
compie di alcuni brani delle varie opere di Tolkien: vedasi ad esempio i
capitolo (purtroppo molto breve) "Questioni di stile". Pregevole infine la
conclusione nella quale Morini sostiene che il principale protagonista del
"Signore degli Anelli" sono i popoli e, soprattutto, il paesaggio e Terra di
Mezzo medesima, tesi questa sostenuta anche da altri critici tolkieniani, e
che a mio avviso contiene una profonda verità.
DIFETTI. La parte più deludente è quella centrale, ove si esaminano in
maniera troppo sommaria i vari popoli della Terra di Mezzo. Segnalo anche
che l'autore non considera "Lo Hobbit" verosimile perché non vi è
l'atteso
lieto fine (pp. 48 sgg.). Mi pare che ci siano in questo pensiero due
errori: primo, nel racconto vi è un lieto fine, ben più marcato che nel
"Signore degli Anelli" (Bilbo torna dall'avventura ricco e felice nella sua
terra, mentre Frodo vi ritorna ferito e disadattato); secondo, non capisco
perché un racconto senza lieto fine dovrebbe essere meno verosimile: al
limite non è una fiaba (quindi non è verosimile come fiaba), ma può
essere
egualmente "realistico".
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- Tarabas Hunnaur (05.07.2008 12:00)
