I due Lucio
Von: Gaetano (galvan.gaetano@alice.it) [Profil]
Datum: 06.07.2008 09:56
Message-ID: <48707a9d$0$40156$4fafbaef@reader1.news.tin.it>
Newsgroup: it.fan.musica.lucio-battisti
Datum: 06.07.2008 09:56
Message-ID: <48707a9d$0$40156$4fafbaef@reader1.news.tin.it>
Newsgroup: it.fan.musica.lucio-battisti
Leggo con piacere nel capitolo finale del libro SULLE CORDE DI LUCIO le considerazioni di Franz Di Cioccio in merito all'accoppiata Battisti-Panella. Sorrido sulla sua affermazione del perchè Lucio abbia voluto cambiare strada ( provate voi a lavorare quindici anni con Mogol ! ) Di Cioccio infine dice cose che ho sempre condiviso durante questi anni di ascolto e riascolto dei dischi bianchi, ovvero che i testi siano stati la nuova sfida di Battisti verso un pubblico abituato a considerare la sua vena melodica primaria rispetto al cantato; d'ora in poi sarà la parte musicale ad essere secondaria e non le parole. " Da melodista puro quale è sempre stato, capace di farci sognare al volo con melodie apparentemente naif ma perfette, Lucio si è accampato in un territorio dove il testo sembrava essere il punto di partenza e non di saldatura.Nel suo nuovo mondo la sensazione è che la canzone sia stata invece sovrapposta in seguito. Si nota che Battisti cerca un modo melodistico diverso, un po' forzato, avulso dallo spirito proprio di chi ha fatto cantare intere generazioni. Non a caso i brani più riusciti paiono quelli che riescono a mantenere una metodicità consueta contemperata al nuovo ritmo letterario. Sono convinto che in parecchi brani i testi fossero già scritti e che Lucio abbia fatto scorrere le parole più sul ritmo che sulla melodia." E qui ricordo una mia considerazione con il Medici e Vito poco tempo fa, riguardante la parabola artistica dei due Lucio, e su di una certa analogia del nuovo modo di cantare di Battisti con quella del bolognese, il quale in fatto di innovazione, volenti o nolenti, ha fatto scuola in Italia e proselitismo. " Lucio Dalla, che di vocalità astruse è maestro, usa raggruppare molti versi riuscendo a dargli sempre una cadenza musicale. Stringe sui tempi del canto per comprimerci il testo e lo fa con lo swing tipico del solista jazz... Lo fa avvicinandosi allo scat, il modo swingato di cantare improvvisando senza parole, con quella narrazione fitta fitta che possiamo ascoltare per esempio in Come è profondo il mare.." La sposa occidentale, Tubinga, Stanze come questa, secondo me si avvicinano molto allo stile dalliano. Qui però Di Cioccio sottolinea le differenze tra i due: "Nel caso di Battisti, il suo canto si limita a essere un piccolo ingorgo di parole, belle e intriganti certo, in linea con il flusso poetico ma ostiche per un ascoltatore che aspetta una melodia su cui appoggiare i propri sentimenti, i suoi pensieri. Lucio non ha quella sensibilità, è un musicista compositore, non un frequentatore di improvvisazioni e swing. Lucio D è sempre musicale, Lucio B sempre narrativo.Per questo penso che parecchi testi fossero già stati scritti mentre in passato veniva prima la musica, poi i versi e qualche adattamento in corso d'opera." Poi Di Cioccio si dispiace della scelta di Battisti per l'aridità musicale intrapresa in quegli anni, ma questa è stata figlia dei tempi, segni di un mondo nuovo oggi purtroppo lontanissimo, addirittura remoto, che sembravano rivoluzionari ma rimasti legati ad un'epoca ( non certo la più bella per chi creava musica da buon artigiano quale era Lucio) Peccato se ne sia andato così presto, conclude Di Cioccio, e non abbia vissuto altre epoche e sperimentato di più. Chissà chi avrebbe preso da modello per i suoi gusti musicali, forse i Radiohead, innovativi fino allo choc ma musicali, elettronici però vitali, pionieri di quella strada che lui stava cercando. Chissà se la sua voglia di tagliare con il passato, non fosse diventata il salvagente della sua sopravvivenza quotidiana... Gaetano[ Auf dieses Posting antworten ]
