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Re: dvd concerto 12 MARZO 2000

Von: Marco C. (ciaramellamarco@gmail.com) [Profil]
Datum: 03.01.2007 23:52
Message-ID: <1167864738.240755.38110@6g2000cwy.googlegroups.com>
Newsgroup: it.fan.musica.de-andre
Franco Senia ha scritto:
> Pigi ha scritto:
>
> > Sono assolutamente d'accordo!
> > (...)
>
> Io no!

E d'accordo, ognuno ha i suoi gusti.
Ho sentito parecchie, ma parecchie cover di De André: me ne sono
piaciute davvero pochissime, forse 1 o 2 prima di ascoltare questo dvd.
Invece questo dvd contiene, a mio personalissimo avviso, più di 2
cover che mi hanno, più o meno, positivamente colpito. Chiaramente non
parlo dei cantanti, o delle ruffianate di rito o del senso della stessa
manifestazione.

In particolare mi hanno colpito le interpretazioni(sempre nella mia
personalissima opinione) di:
Volta la carta, quasi ottima, non tradita nello spirito e comunque di
livello molto alto.

Don Raffaè. A parte qualche titubanza nella pronuncia delle parole (e
nonostante la presenza del gobbo, ahi ahi!), ho apprezzato abbastanza
almeno il tentativo di mettere in gioco l'ironia del pezzo da parte di
Ranieri, in alcune parti anche abbastanza riuscita. Mi è piaciuta
parecchio invece l'orchestrazione esageratamente "pomposa", molto
riuscita!

Creuza de ma. La reinterpretazione mi è piaciuta, mi ha coinvolto e a
tratti mi ha ricordato perfino il trasporto della versione con cui ho
visto aprire l'ultimo concerto di De André che ho visto, proprio con
questa canzone. Questo pensiero è quanto mai soggettivo e spero che
nessuno se la prenda per questo.

Ave Maria. Anche questa è bellissima. Anzi, secondo me, più che mai
con quest'interpretazione, rivela una mano poco di De André nella
composizione della musica, che sembra fatta proprio per tonalità alte
della voce. Ma è proprio il fraseggio musicale poco "chitarristico" e
molto "tastieristico" che mi convince che la composizione del pezzo
appartenga davvero poco a Faber musicalmente, così come Tre Madri
nello stesso album (mentre gli altri pezzi molto di più), che non mi
pare affatto eseguito a caso e che si presta davvero molto bene ad una
rilettura orchestrale e di cui, francamente, ho sempre sentito la
mancanza. Il risultato è molto buono, secondo me. Al punto, confesso,
di farmi addirittura attraversare la mente il pensiero: se La buona
novella, anziché essere tutta interpretata da Faber con la sua "voce
tanto importante che diventa un monumento" (cit. libro di Bertoncelli)
avesse avuto un cantato femminile contrapposto alla voce narrante,
sarebbe stata molto evocativa, specie nelle parti, armonicamente, più
orchestrabili come questi due brani (Nota: so che La buona novella è
anche un'opera teatrale tratta dal disco, ma non l'ho mai visto e non
so proprio cosa sia).

Insomma, in questi casi il lavoro dei musicisti, secondo me, è stato
più che apprezzabile e di buon livello, dato il contesto, la
situazione, ecc., ...una volta tanto!

Infine, per dirla tutta, secondo me ha fatto molto più scempio De
André stesso lasciando arrangiata dalla PFM Il testamento di Tito in
"stile u2, stravolgendo completamente lo spirito pezzo" (cit. Venegoni,
con la quale, per una volta, sono quasi d'accordo), di Dolcenera che
miagola "La canzone dell'amore perduto" che, in fondo, un po' di
struggimento lo dovrà pur contenere dato l'argomento. Dirlo sembra un
sacrilegio, ma questo è ciò che penso.


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