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Re: Tre note

Von: gigio mouse (gigio_mouse@fastwebnet.it) [Profil]
Datum: 15.11.2009 19:06
Message-ID: <lrXLm.35937$813.11284@tornado.fastwebnet.it>
Newsgroup: it.fan.musica.battiato
Tra Fleurs 2 e Inneres Auge Battiato ha composto due  pezzi nuovi: Tutto
l'universo ecc. e Inneres Auge; tre se ci mettiamo Tibet (e questo è già un
giudizio).

Quando  pubblicano una raccolta  gli artisti normali aumentano il numero dei
pezzi, altrimenti gli acquirenti si sentirebbero turlupinati.

Nel caso di questa raccolta si possono fare due osservazioni:

1) è noto, in particolar modo a chi segue Battiato  da decenni, che ormai da
parecchio tempo  l'interesse culturale principale del nostro non è la musica
ma altra forma d'arte. E' noto pure che fa dischi e concerti per alimentare
questo suo nuovo interesse. Per cui dalle sue nuove produzioni deve trarre
il massimo profitto con il minimo sforzo.

d'altra parte

2) questa non è dichiaratamente una raccolta di hits, ma di pezzi meno
famosi che un acquirente meno attento a tutta la sua produzione non conosce
o ha sentito solo ai concerti e non possiede il disco in cui sono stati
negli anni  pubblicati. Il che rende lecito che duri solo mezz'ora.

Questa mi appare come  una deliziosa furbata che mi fa amare ancora di più
il nostro.

Del resto una delle cose che mi colpì ai tempi di Patriots fu proprio quel
suo tono canzonatorio sotteso alla "svolta" musicale: "ho fatto per anni
musica coltissima e nessuno mi ha filato, beccatevi ora i vari frammenti e i
passaggi a livello".

Inneres Auge è l'invettiva indignata che  ogni persona normale fa guardando
il telegiornale mentre cena, o all'uffico mentre discorre con i colleghi o
in metropolitana...
Farla a casa, in ufficio o in metropolitana è un conto. Farla in modo da
dargli grande risalto mediatico è un altro.
Mettersi contro l'uomo che detiene il monopolio dell'informazione  per uno
che è un operatore culturale è un atto di coraggio che può destare
solo
ammirazione anche in chi non condivide il contenuto.
Non si tratta banalmente  di una "canzone", ma di una denuncia per fare la
quale Battiato rischia in proprio in termini di mancati passaggi in radio,
alle tv, recensioni negative sui giornali del "gruppo" e quant'altro. Il
che, per un artista, equivale alla morte civile. Per cui non ha alcun senso
paragonarla musicalmente "alle perle del passato".  Qui vale solo il
coraggio di indignarsi.  Certo, non è Povera Patria (scusate, ma volete
mettere quello che  si prova vedendo a terra morti ammazzati in confronto a
belle ragazze che allietano vecchi pomicioni?) ma Inneres Auge  trasmette
sensazioni: a me  sono venuti i brividi guardando  la registrazione
dell'esibizione al premio Tenco.

Ora aspetto che con il prossimo cd  Battiato ci  dia la  versione dei suoi
pezzi  interpretati da altri artisti.
Non più di sette, però, sia chiaro!



<drap@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4aff3329$0$831$4fafbaef@reader5.news.tin.it...
> Come è mia abitudine dai tempi dell'Arca di Noè, ogni volta che esce
un
> disco di Battiato, io mi precipito ad acquistarlo il giorno stesso in cui
> esce, sapendo benissimo che basterebbe aspettare qualche settimana per
> poterlo prendere alla metà del prezzo.
> Ma tant'è: sono fatto così, è un rito.
>
> Prima nota
> E' vero che un disco non va giudicato per la sua durata (come Battiato
> spesso ha ricordato), però non posso fare a meno di constatare che dura
> mezzora, praticamente quanto Patriots, con la differenza che Patriots era
> costituito interamente da 7 inediti, e in questo disco di 10 canzoni gli
> inediti sono solo 4. Per cui, con buona pace di Battiato, io mi permetto
> di usare la bilancia.
>
> Seconda nota
> Della canzone Inneres Auge se ne sta parlando da tempo. Ma se ne sta
> parlando esclusivamente in riferimento al testo, e più precisamente per la
> prima parte del testo, quella politica. Chi è contro chi è a favore.
> Censurata o meno a motivo dei riferimenti al Primario o Innominato non di
> manzoniana memoria. Anche le interviste a Battiato e le sue parole di
> presentazione dell'intero album fanno riferimento sempre e solo a questa
> questione che ormai da decenni sta spaccando in due il nostro belpaese.
> Coraggioso o non coraggioso.
> E quasi nessuno, invece, parla della canzone in sè (testo e musica), per
> cui è bella o brutta a seconda delle diverse idee politiche di ciascuno.
> Ecco, non mi sembra questo un valido criterio di giudizio, dal momento che
> stiamo parlando semplicemente di una "canzone".
> Personalmente, come ho già avuto modo di dire in qualche post precedente
> (intitolato De gustibus), a me sembra che questa canzone (nella sua
> totalità) sia ben al di sotto della grandezza stilistica musicale di altre
> perle del passato. La riprova è che quando si ascoltano le seppur nuove
> versioni di alcune canzoni del passato (vedi Un'altra vita e No Time No
> Space), si comincia davvero a respirare e a passare dalla linea
> orizzontale di Inneres Auge a quella Verticale.
>
> Terza nota
> Le canzoni del disco.
> Un'altra vita e No Time No Space:
> sarà che rileggere sul disco il nome di Giusto Pio è molto eccitante,
> direi che queste due nuove versioni rendono pienamente i fasti del
> passato.
> Inverno:
> con buona pace del grandissimo De Andrè, direi che la versione di Battiato
> (già riproposta nei suoi concerti) valorizza e migliora completamente la
> versione originale di De Andrè.
> L'Incantesimo:
> sempre bella, ma che bisogno c'era di riproporla, considerando che le
> differenze con le versioni sia del singolo di un pò di anni fa sia di
> quella apparsa in Last summer dance non sono poi così eclatanti?
> Haiku:
> anche questo bellissimo brano (perchè chiamarlo canzone sarebbe
> azzardato), è riproposto in una versione che si discosta dall'originale
> non solo perchè è più allungata la prima parte, ma soprattutto
perchè
> privato del bellissimo finale. Quindi mi sembra anche questo un brano
> inutile da riproporre, oltretutto in una versione che lo impoverisce
> anzichè valorizzarlo.
> La quiete dopo un addio:
> idem come sopra. L'unica vera differenza rispetto all'originale è che
è
> più breve, oltretutto privata del crescendo di "Monti sorgenti dalle
> acque, ecc". Quindi, anche in questo caso, non mi pare che questa perla
> sia stata valorizzata da questa nuova seppur dignitosa versione.
> Stage door:
> idem come sopra, con un'aggravante. Aver tolto buona parte del testo della
> parte centrale non riesce a rendere ragione del significato bellissimo
> della frase "perchè noi siamo liberi di fare quello che vogliamo,
ecc". Un
> vero peccato. Chi di voi ebbe come me la fortuna di assistere ai concerti
> del tour di Gommalacca, ricorderà certamente che la versione che lui
> propose in quei concerti era semplicemente straordinaria, ancora più
> bella, se possibile, del primo originale apparso come singolo.
> Tibet: testo e pronuncia dell'inglese a parte, ma davvero la trovate un
> capolavoro? Si, è bella, ma era più orecchiabile Personal computer
:-)
> 'U cuntu: secondo me questa si che è sublime, in particolare il finale
> quasi gregoriano.
>
> In conclusione: visto lo stile complessivo del disco e le osservazioni
> fatte, fatto trenta poteva fare trentuno. Ovvero: data la durata del disco
> e le non straordinarie innovazioni di queste nuove versioni, con uno
> sforzo in più, già che c'era, avrebbe potuto inserirvi nuove versioni
> almeno di altre 6 canzoni, considerando che Elio e le storie tese hanno
> appena pubblicato un album nel quale hanno proposto nuove versioni
> ORCHESTRALI di una ventina di loro vecchie canzoni. Scusate se è poco. E
> se, pur essendo gli Elii straordinari musicisti, non sono all'altezza di
> Franco Battiato!
>
> Marco Rapelli



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