Battiato celebra Giusto Pio
Von: Incantesimo (incantesimo@incantesimo.com) [Profil]
Datum: 02.11.2009 13:12
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Newsgroup: it.fan.musica.battiato
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Battiato celebra Giusto Pio «Il suo inno per le Dolomiti» Il compositore premiato dal Comune di Castelfranco: una vita per la musica Finisce con una stan ding ovation. Il Mae stro Giusto Pio scen de dal palco. In ma no, ha il premio consegnato gli dagli artigiani castellani. Qualche metro, passi spediti alla faccia della data di nasci ta, il 1926. E in mezzo alla sa la, ecco la moglie, Maria Bottari, 81 anni: sono sposati da 57 anni, si conoscono da 63. Le consegna il premio. «Per ché se è vero che siamo in condivisione dei beni, è giu sto condividere tutto». Ap plausi e lacrime. Cala così il sipario sul «Pri mo Art. Premio», consegnato venerdì sera nella cornice del Teatro Accademico di Castel franco Veneto al grande musi cista castellano. Per l'occasio ne, ospiti Franco Battiato e Michele Di Lernia. E l'ultima parola è toccata a Luigina Bor tolato, direttore del gruppo artistico «Le Venezie», introdotta dal vicedirettore del Corriere del Veneto, Alessan dro Russello. Con una propo sta che farà discutere a lungo. «La canzone di Giusto Pio "Sua Maestà il Pelmo" merita di diventare l'inno delle Dolo miti ». Commosso il maestro: «Un onore, ho vissuto per la musica». Il premio porta a Giusto Pio una nuova sfida, che vede al suo fianco l'autore de «La Cura». Quella di diventare il cantore ufficiale dei monti pa trimonio dell'Unesco dallo scorso giugno. Con un brano strumentale da tre minuti e mezzo, pensato nel 1992 e da allora lasciato nel cassetto. So lo recentemente il musicista castellano ha fatto ascoltare l'opera ad alcuni amici, propo nendola al pubblico in ante prima venerdì sera ad una ce lebrazione in suo onore inizia ta con le parole di Alessandro Russello, che ha descritto il Maestro come «un bambino di 84 anni, la cui meraviglia diventa continuamente arte». Una figura esile, «col pragma tismo spirituale tipico di un nordestino», e che «eleva il la voro a divertimento», in for za della sua «sete cosmica di rumori». Poi era toccato a Bortolato raccontare la sua biografia. Dopo gli studi a Venezia, il Maestro atterrò all'orchestra della Rai di Milano. A metà degli anni Ottanta, ecco il so dalizio con Battiato. Iniziato quasi per caso, l'artista pop aveva infatti bisogno di un istruttore di violino. «Sono stati i miei figli a convincer mi, io non avrei voluto far lo », rideva ieri il maestro. Tra un video e una canzo ne, al tavolo d'onore si sono seduti gli ospiti d'eccezione. Ne è iniziato un dialogo serra to e ironico. Aneddoti di una vita artistica mixata a facezie quotidiane. «C'era un perio do - racconta Battiato - in cui mi pagavano i concerti meno del pattuito. Dovevano darmi 300.000 lire, me ne da vano la metà. Io accettavo: gli organizzatori mi convinceva no che la serata era andata male. Una volta Giusto mi dis se: "Vado io a prendere i soldi". E tornò con la cifra in tera. Da allora, divenne lui il cassiere della coppia». La conversazione è poi sci volata su temi più «filosofi ci ». La decadenza dei tempi, ad esempio. Battiato: «L'uo mo è sempre uguale, ma noi ci stiamo abituando a cose ter ribili. All'indifferenza, ad esempio. A volte temo che fi niremo tutti intruppati». Ap plausi. Poi la dichiarazione d'amore per il Partito Demo cratico: «Ho votato alle prima rie, spero che quell'Italia lì ce la faccia». O il passaggio sul dialetto: «Gli odori semantici sono nel gene di una perso na. Così come il dialetto. Ma non avrebbe senso insegnar lo ». Mauro Pigozzo http://corrieredelveneto.corriere.it[ Auf dieses Posting antworten ]
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- AleZen (20.11.2009 01:32)
