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"Quel gancio in mezzo al cielo", o della disinformazione baglioniana

Von: Alberta (albe_1964@yahoo.it) [Profil]
Datum: 01.05.2008 14:10
Message-ID: <02f89fc2-b3b4-4ee2-8192-f83a66fc8142@24g2000hsh.googlegroups.com>
Newsgroup: it.fan.musica.baglioni
Ripiazzo il post ... visto il tragicomico errore di battitura -
davvero "molto veneto" - che avevo fatto nel digitarne il titolo,
ROTFL!!! :-)))
Ciao a tutti:-)
Alberta

On 4 Nov 2007, 15:14, Alberta <albe_1...@yahoo.it> wrote:

> On 4 Nov, 14:02, "Ivan"

> <IvanFedeleTOGLITUTTOQUESTOMAIUSC...@libero.it> wrote:
> > "Quel gancio in mezzo al cielo" diAndreaPedrinelli, edizioni Ancora.
> > A me sta piacendo, ha degli ottimi spunti ed esce fuori dai soliti libri

> > biografici (non è una biografia, ma un'analisi della sua opera).
> > Ciao
> > Ivan
> ... le esegesi altrui dell'opera baglioniana - siano esse intraprese dai f
ans
> ovvero dai critici musicali professionali - mi hanno sempre lasciata
> alquanto tiepida e non mi hanno mai interessata più di tanto. Anche
> perchè io tutta questa aura filosofico-spirituale-mistica-meditativa,
> in Claudio, non ce l'ho mai vista più di tanto ...
> Ciao:-)
> Alberta

Alla fine l'ho letto (non tutto intero ma ad ampi spizzichi, lo
ammetto, perchè in certi punti mi annoiava mortalmente, specie quando
cadeva nell'agiografia e/o quanto cominciava a menarla con la storia
della continua ricerca di Dio e della spiritualità, tema che
francamente IMHO è - a parte Qui Dio non c'è, ed a parte Gesù caro
fratello il cui testo è peraltro di Oremus - appiccicato un po' con
lo
scotch nell'opera altamente descrittivo-pittorica del CB anni '80
così
come in quella super-autoreferenziale ed auto-psicanalitica del CB
anni '90...) e la mia reazione complessiva è stata tra lo "yawn" ed
il
"ma va' là" ...

Decisamente il Pedrinelli l'ho apprezzato ben più come autore dei due
bei booklets dei DVD anni '60 e '70  su Giorgio Gaber, nei quali egli
fu supportato ampiamente - peraltro - dal ricchissimo materiale
messogli a disposizione dalla Fondazione omonima, con la quale da
tempo collabora.
Forse è meglio che questo signore si dedichi solo alle cose che
conosce bene e/o che ha ben studiato prima (come l'immenso Giorgio,
per l'appunto).

Anzitutto il suo libro su CB contiene non poche inesattezze (non è
affatto vero - diversamente da quanto si legge a pag. 117 - che CB
sia
stato il primo artista di musica leggera ad esibirsi nell'emiciclo
del
Parlamento Europeo: il primo fu nell'aprile 2006 - contro le mine
antiuomo - il cantautore colombiano Juanes, sì, proprio quello del
tormentone "La camisa negra": http://it.youtube.com/watch?v=dXb784FoKpQ).
Ma, si sa, lo slancio agiografico a volte può giocare brutti scherzi.

In secondo luogo il libro contiene - in più di una occasione -
opinioni ed illazioni personali dell'autore offerte come se fossero
dati assodati ... davvero, un po' di "IMHO" o di "questo ammetto che
l'ho solo orecchiato al bar" di tanto in tanto, a tratti, non
guasterebbero ...

Il massimo esempio di questo suo modo di procedere, per me
intollerabile in un'opera che voglia essere veramente filologica, lo
si trova nel cumulo di vere e proprie assurdità (oltretutto
storicamente più che inesatte ... anzi proprio false, diciamola
tutta)
scritte a proposito de "Il Vento Matteo" a pagina 151.

Fermo restando che tutti noi veri appassionati dell'opera baglioniana
sappiamo che, semmai, accadde - e ciò vale anche per i testi (e non
solo la copertina ed i cori) di Oltre, credits notwithstanding -
proprio il contrario di quanto opina il Pedrinelli (sulla base,
peraltro, di meri "rumors" dei quali egli neppure indica la fonte ...
ma qui, ovviamente, non aveva l'equivalente di una Fondazione Gaber
alle spalle ad evitargli tutto il lavoro di ricerca che, con ogni
evidenza, non ha fatto).

Giudicate un po' voi ... io, se fossi Paola Massari, mi indignerei
non
poco di fronte a questo vero e proprio sovvertimento della realtà dei
fatti.

pagg. 151-152

"Il Vento Matteo

Non è un disco di Baglioni, ma ha un senso almeno accennarne.
Ispirato
al personaggio che più simboleggiava l'alterità etica della natura
nei
confronti dell'uomo nel romanzo - datato 1935 - "Il segreto del bosco
vecchio" di Dino Buzzati, questo CD uscì infatti nel 1993 firmato e
cantato da Paola Massari. Ovvero la moglie di Baglioni dal 1973 al
1989. Ci fu chi affermò che il CD conteneva quelli che avrebbero
dovuto essere i testi di Oltre e che la crisi della coppia avesse
costretto Baglioni a riscriverli, chi più semplicemente notò come
esso
potesse essere il completamento di un lavoro di collaborazione
artistica iniziato dopo La vita è adesso ma non portato a termine
causa i dissapori privati. Sicuramente Paola Massari con Baglioni
faceva i cori nei dischi, e senz'altro era presente ai momenti
creativi dell'artista: il quale peraltro spesso le aveva attribuito
ruoli importanti nei propri progetti. Mai però come autrice. Il
lavoro
fu presentato anche in tv senza grande successo e rimase l'unica
apparizione della Massari nel mondo della musica (assieme ad una mini
collaborazione con Paolo Vallesi). Senza cedere ai pettegolezzi,
possiamo comunque dire che questo disco è senza infamia nè lode; che
Baglioni non ha mai affermato nè negato di avervi collaborato in una
prima fase di scrittura; che fu pubblicato da Cosa Srl (edizioni
create da Baglioni stesso per i propri brani); soprattutto, che Oltre
- a nostro avviso per fortuna - è uscito con ... i testi di Oltre.
Anche se non era affatto male, per dire, il singolo Amore dannato:
"Eppure eccoci insieme/e niente mai ci divide/però non stiamo mai
bene/
e questo amore ci uccide/E intanto guardo la fine/di questo amore
dannato/però continuo a inseguirti/senza mai prendere fiato/E già da
quel primo giorno/l'avrei dovuto capire/che se tu l'ami una donna/la
porti a vedere il mare/con te".

Che il disco sia stato pubblicato dalle edizioni Cosa Srl non
significa proprio nulla, se non il segno dell'avere Claudio,
all'epoca, creduto con convinzione nella bontà del progetto artistico
di lei ... al riguardo la stessa Paola così si espresse, in
un'intervista da lei rilasciata a Mario Luzzatto Fegiz del Corriere
della Sera (di certo mai letta da Pedrinelli):

"É stato Claudio a dirmi di trasformare queste canzoni che avevo
scritto quasi per scherzo in un disco. Lui ha curato il contratto con
la Sony Music. É lui il mio editore. Vi pare credibile che un tipo
riservato come lui mi avrebbe incoraggiata a mettere in piazza
qualcosa in cui poteva riconoscere la nostra storia?"

Quanto al non avere mai, all'epoca, Claudio nè confermato nè smentito
di avere messo il suo zampino (o zampone) ne "Il Vento Matteo", beh,
mi spiace ma questo è proprio falso al 100%. Si veda la chiusa della
stessa intervista che ho sopra citato ... nella quale, peraltro, a
CB,
a sua volta, sta crescendo un naso ancor più lungo del suo naso
naturale, mentre dice quelle parole sul non essere lui il "muso
ispiratore"...;-)))

"E Baglioni? Dice: "Sono sorpreso io stesso. Paola è riuscita a non
cadere nel tranello dell'autobiografico più ovvio. I suoi personaggi
sono tutti o nessuno. Mi avrebbe fatto piacere riconoscermi in
qualche
rima, ma lo ammetto: non sono il "muso" ispiratore"."

Ecco il testo completo dell'intervista in oggetto (da me salvato a
suo
tempo, traendolo dal sito www.chissalenuvole.it dedicato a Paola,
purtroppo non più online):

"LA SIGNORA BAGLIONI: "CANTANTE PER CASO"
di Mario Luzzatto Fegiz - Corriere della Sera - 27 maggio 1993

"Claudio mi ha incoraggiata". Lui: "Brava, non sei stata banale"

Fra le mogli dei grandi cantautori italiani ce n'è una che non ha mai
fatto parlare di sé, se non per aver diretto le luci in alcuni tour:
è
la signora Baglioni, ovvero Paola Massari, 38 anni, da Agordo,
sposata
dal '73 con l'artista romano dal quale ha avuto un figlio, Giovanni,
di 10 anni. A sorpresa, Paola Massari, lunghi capelli biondi, statura
media e nel complesso avvenente per forme e portamento, pubblica "Il
vento Matteo", un album interamente scritto e musicato da lei. La
prima canzone si chiama "Amore dannato" e versi come "la tua
cattiveria mi avesse almeno aiutato a farlo morire prima questo
rapporto sbagliato" o "io fuggirò da te perché amo troppo questa
storia" sono un invito agli amanti del pettegolezzo, giacchè sembrano
l'epitaffio della coppia Paola Massari - Claudio Baglioni, che vivono
separati di fatto da due anni (lei a Roma col figlio, lui nella casa
di Ansedonia).

Ma lei nega: tutti i rimpianti, le incomprensioni e le angosce
cantate
in un disco atipico, un collage di emozioni e piccoli e grandi
dolori,
sarebbero solo frutto di fantasia. Mah.

"É stato Claudio a dirmi di trasformare queste canzoni che avevo
scritto quasi per scherzo in un disco. Lui ha curato il contratto con
la Sony Music. É lui il mio editore. Vi pare credibile che un tipo
riservato come lui mi avrebbe incoraggiata a mettere in piazza
qualcosa in cui poteva riconoscere la nostra storia?"

- Sembra però che lei abbia detto a suo marito che gli lasciava fare
la vita che voleva a condizione che non si parlasse di separazione o
divorzio in forma ufficiale...

"Falso. Non m'interessa lo status di signora Baglioni. Se fossi
convinta che separarsi è veramente ciò che lui vuole, lo farei. In
realtà la scelta non è ancora definita. E fra noi c'è uno splendido
gentlemen's agreement. É più spesso a casa mia che a casa sua."

- Com'è nato il disco?

"Per caso. Da ragazza suonavo molto il pianoforte. Poi è entrato
nella
mia vita qualcuno che lo suonava meglio di me e lo teneva sempre
occupato. Qualche anno fa ho ricominciato, creando delle musiche.
Claudio e altri amici mi hanno incoraggiato a metterci le parole.
Allora sono andata a pescare fra i miei ricordi. Ad Agordo, nella mia
casa di montagna, spira di pomeriggio un vento che sembra quasi una
persona che compare a orari fissi: ricordando il libro di Buzzati "Il
segreto del bosco vecchio", dove c'è una storia simile, gli ho
dedicato una canzone dandogli un nome. In "Mamma montanara" penso che
io più che mamma mi sento ancora figlia. "Serena è mia" si
richiama
alla bimba allontanata dai genitori adottivi".

- E questa voce, un po' nasale, con strani "strappi"?

"Il problema più grosso. Io non sono una cantante. Durante la
realizzazione del coro di "Piccolo grande amore" Claudio disse: "Qua
ci vuole una dilettante, una che si vede che non sa cantare..." e
venni reclutata all'istante. Così mi sono inventata uno stile."

- É stato difficile?

"Sì, io sono timida. Tre anni fa Aragozzini mi voleva portare a
Sanremo e rifiutai. Non credo che porterò questo disco in TV. Meglio
su un palco a cantare. Lì darei ciò che voglio di me stessa, ma
nessuno tenterebbe di scavarmi nell'anima."

- É possibile che "Il vento Matteo" non abbia legami con la sua
storia
sentimentale?

"Forse uno solo e molto diretto: ho capito che è più importante amare
che essere amata."

E Baglioni? Dice: "Sono sorpreso io stesso. Paola è riuscita a non
cadere nel tranello dell'autobiografico più ovvio. I suoi personaggi
sono tutti o nessuno. Mi avrebbe fatto piacere riconoscermi in
qualche
rima, ma lo ammetto: non sono il "muso" ispiratore".

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Ciao a tutti.
Alberta



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