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Dal NG di Battisti: dissertazione su "I vecchi".

Von: Alberta (albe_1964@yahoo.it) [Profil]
Datum: 17.04.2008 03:19
Message-ID: <c9e4c60f-f536-477c-91fb-9a8270547a23@a22g2000hsc.googlegroups.com>
Newsgroup: it.fan.musica.baglioni
La posto anche qui ... certo che, ormai, quel poco che si posta su CB
nei NG sembra stare più altrove (come stavolta nel NG di Lucio
Battisti) che non qui su IFMB, il quale in questi giorni va diventando
sempre più semicomatoso, non so bene perchè ma un po' mi dispiace ...
Ciao a tutti
Alberta

http://groups.google.it/group/it.fan.musica.lucio-battisti/browse_thread/thr
ead/0082357304954012/8fd18dca981d2227?hl=it&lnk=raot#8fd18dca981d2227


"On 12 Apr, 14:43, "Winding" <xxgatto[AT]libero.it> wrote:
> "Raffaella"
>
> > "Winding"
> >> Proprio oggi ho sentito una canzone di Baglioni intitolata "i
vecchi",
> >> il testo era talmente funesto e da brividi che se
> >> un anziano lo ascoltava per caso si sarebbe impiccato all'istante...

> > bè dillo all'Alberta:-)))
>
> Si, l'ho scritto proprio per sentire che ne pensa di questa straziante
> e banale canzone che fa sentire i vecchi come scheletri vaganti, ma anche
> altri
> si cimentarono, per esempio Renato Zero, Modugno.. e poi ?.. bho'..
> Battisti ne canto' mei di questo genere ? . a memoria non ricordo, pensava

> solo
> all'amore, alle emozioni, alla vita, ma da zero a 2 o 300 anni.

> Paolo.

In primo luogo tanti auguri a Vito, il cui compleanno ignoravo.
Scusami! Happy Birthday! :-)))

Per il resto ... leggo solo ora questo thread, e francamente non
volevo neanche rispondere a questa domanda, a quanto pare mirata
proprio a me, e ciò anche per evitarmi i soliti strali del Medici
sulla mia non battistianità, sul fatto che scrivo solo OT e via
dicendo.
Ma poi ho pensato chissenefrega. Sentir parlare male anche delle
produzioni migliori del povero Baglioni non mi riesce (ancora)
totalmente indifferente.

Quindi, passando a rispondere ... beh, Paolo, deciditi ... se è da
brividi come fa ad essere al tempo stesso banale?! E' una
contraddizione in termini, la tua.

La canzone la possiedo da quando uscì l'album che la contiene (giugno
1981; CB aveva allora 30 anni e non era decisamente vecchio, mentre
ora lo è, e "forse" non è un caso che dal vivo la esegua sempre
meno ...).

L'ho sempre amata, anche perchè descrive -  con onestà non disgiunta
IMHO da una certa qual dose di poeticità (non so ad esempio dove stia
la banalità in versi come "i vecchi/anima bianca di calce in
controluce" ... mah ...) - una realtà che, è inutile negarlo, esisteva
allora, nel 1981, ed esiste ora, di certo per non poche persone
anziane anche se, fortunatamente, altretanto certamente non per tutte.
Essendomi occupata per anni di interdizioni, e avendo pertanto dovuto
visitare per anni tante e tante case di riposo, ne ho viste proprio
moltissime, di situazioni che mi hanno richiamato ogni volta alla
mente in maniera vivida le immagini-fotogramma di questa canzone,
specie quando vivevo e lavoravo a Trieste, città più vecchia d'Italia.

Come si fa - mera analogia di argomento a parte - a paragonarla alla
ruffiana e qualunquista "Il vecchietto" di un Modugno ormai ampiamente
in fase calante all'epoca (uno che del resto aveva già fatto "Piange
il telefono" ...)? "Il vecchietto/dove lo metto/dove lo metto/non si
sa" non mi sembra la stessa cosa di "i vecchi senza un corpo i vecchi
senza una carezza" o "succhiano fili d'aria a un vento di ricordi".

Molto più azzeccato il tuo parallelismo con "Spalle al muro" (cantata
sì da Renato Zero, ma la canzone è una composizione di Mariella Nava;
io l'ho sempre trovata splendida) ... e se ne vuoi anche un altro,
allora ti indico "Il pensionato" di Francesco Guccini (1976), assai
affine - con cinque anni di anticipo - alla canzone di CB per scelte
poetiche, taglio "cinematografico" ed atmosfere (anche se, come quasi
sempre in Guccini e come mai o quasi mai in CB , il versante
prettamente musicale qui è deficitario) ... ed infine ti indico pure
quella che appare essere l'ispiratrice dell'una e dell'altra (de "I
vecchi" lo fu di sicuro), che è "Les vieux" di un certo Jacques Brel
(1964) ... ma forse, a questo punto, chissà, si può dire che è banale
pure Brel, perchè qui cantava anche lui la vecchiaia in immagini-
fotogramma dolorose ...

Per riassumere quel che penso, posso anche limitarmi a citare - qui
sotto -  le parole dedicate a questa canzone da Edmondo Berselli, che
pure è - notoriamente - tutt'altro che un ammiratore di CB:

"La cosa più obiettiva che si può dire di Baglioni è che
malgrado
tutto non è un antimoderno. Anzi, alla sua maniera, con le sue
sensibilità e i suoi tuffi al cuore da ragazzo che non vorrebbe
invecchiare, accetta le tensioni e le pulsazioni, i problemi e i
dilemmi, della contemporaneità. Solo che poi li tratta riconducendoli
dentro il suo mondo, dove la crudezza della vita con le sue zampate
trova consolazione soltanto grazie alla consapevolezza del cuore e a
qualche nuance amaramente affettuosa:

I vecchi tosse secca che non dormono di notte
seduti in pizzo a un letto a riposare la stanchezza
si mangiano i sospiri e un po' di mele cotte
i vecchi senza un corpo i vecchi senza una carezza

Ci vuole coraggio a dedicare una canzone ai vecchi, questi poveri
vecchi e vecchi poveri che "portano il mangiare per i gatti e come i
gatti frugano tra i rifiuti". Ma forse ce ne vuole anche di più a
inseguire la poeticità raccontando "le ragazze dell'Est", cioè
l'universo femminile al di là del Muro. Se Mogol aveva affidato a
Battisti il compito di cantare un'avventura amorosa in "La luce
dell'Est", che in diversi hanno creduto si svolgesse oltrecortina, e
che cominciava con la nebbia che si diradava aprendosi davanti a un
sole "quasi bianco", Baglioni non si tira indietro se deve raccontare
il mondo delle "povere belle donne innamorate d'amore e della vita",
che provano a dire qualcosa in un "italiano strano", "piccole regine
fra statue di eroi e di operai"; e fa scorrere in apertura il sipario
su un ampio paesaggio degli affetti, dove le immagini confondono a
bella posta la sociologia in melodia e in metafore particolarmente
contorte:

Nei mattini pallidi appena imburrati di foschia
risatine come monete soffiate nei caffè ..."

(da "Canzoni - Storia dell'Italia leggera", Il Mulino, 1999, pagine
145-146).

Ciao a tutti
Alberta"


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