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Piccole trote crescono: Jean Sarkozy, il figlio del Capo, a capo (a 23 anni) di un Ente Pubblico Francese

Von: L (parmenide_2002@yahoo.it) [Profil]
Datum: 11.10.2009 19:27
Message-ID: <4AD214F2.129A9884@yahoo.it>
Newsgroup: it.economia it.politica it.cultura.filosofia
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-9895.htm

++
cit on
++
FAMIGLIE CRISTIANE – MANCO FOSSE UN FIGLIO DI BOSSI QUALUNQUE, IL GIOVIN
RAMPOLLO DI SARKOZY VIENE MESSO A SOLI 23 ANNI AL VERTICE DELL'ENTE CHE
PROGETTA IL PIÙ GRANDE QUARTIERE D'AFFARI D'EUROPA – UN FIUME DI DENARO
CHE “RESTA IN FAMIGLIA”…

Roberto Zichittella per "il Riformista"

Come nelle migliori tradizioni della monarchia francese c'è un Delfino
in ascesa alla Corte dell'Eliseo. È Jean Sarkozy, figlio nato dal primo
matrimonio del presidente della Repubblica, quello con Marie-Dominique
Culioli. Secondo una indiscrezione del settimanale Le Point, il ragazzo,
23 anni compiuti il 1° settembre, sarà il prossimo presidente dell'Epad.

La sigla significa Etablissement Public d'aménagement de La Defense, si
tratta dell'ente pubblico che gestisce la pianificazione della Defense,
il più grande quartiere di affari d'Europa.

La Defense è il quartiere ultramoderno che si è sviluppato nella zona
orientale della capitale. Qui, dietro le vetrate luccicanti di
grattacieli avveniristici che svettano a mordere il cielo, si trovano
uffici, grandi centri commerciali, sedi di importante aziende. Simbolo
del quartiere è la Grande Arche, l'enorme arcata alta 112 metri e posta
quasi esattamente sulla stessa asse che collega il Louvre all'Arc de
Triomphe.

Secondo Le Point, il giovane Sarkozy assumerà la presidenza dell'Epad il
prossimo 4 dicembre, giorno in cui si riunirà il consiglio di
amministrazione dell'ente. Sarkozy succederà a Patrick Devedjian, il
quale lascerà l'incarico per aver raggiunto l'età limite di 65 anni.

Essere presidente dell'EPAD non vuol dire soltanto avere un ruolo di
prestigio, ma in concreto significa gestire una gran massa di quattrini.
Nella sua storia La Defense ha avuto alti e bassi, momenti di crisi
alternati a fasi di grande espansione. Ora è in corso un progetto di
rilancio del quartiere d'affari, proiettato fino al 2015. Si prevedono
demolizioni di vecchi edifici, il rinnovamento di altri, la costruzione
di nuovi grattacieli, una espansione dei trasporti. Verranno realizzati
450 mila metri quadri di nuovi uffici e 100 mila metri quadri di nuovi
alloggi.

Questo piano di rilancio fu approvato nel 2006 e Nicolas Sarkozy, allora
ministro dell'Interno e della pianificazione del territorio, ne fu fra i
più convinti sostenitori. Che la gestione del progetto finisca ora nelle
mani del figlio non può che rallegrarlo. Ma già si parla di scandalo.
«Jean Sarkozy non ha alcuna legittimità per assumere la presidenza
dell'Epad, si vuole soltanto assicurare la perennità di un clan»,
protesta Patrick Jarry, sindaco comunista di Nanterre.

Si sa che Jean è il pupillo di Nicolas Sarkozy. L'altro figlio avuto
dalla Culioli, Peter, è meno ambizioso e più discreto (si dedica alla
musica rap). Jean invece è in irresistibile ascesa. Si è impegnato
apertamente nella campagna elettorale del padre durante la corsa alla
presidenza, è militante dell'Ump (il partito del presidente) ed è stato
eletto consigliere regionale nel distretto di Neuilly-sur-Seine,
l'elegante località a ovest di Parigi dove Nicolas Sarkozy è stato
sindaco dal 1983 al 2002. Ma a parte le ambizioni politiche il ragazzo,
a soli 23 anni, conduce già una vita alla ribalta.

Più alto del padre, biondo con il capello lungo, Jean studia Legge alla
Sorbona, ma non è certo uno che passa molto tempo sui libri. Intanto ha
pensato bene di sposarsi una donna ricca, Jessica Sebaoun, figlia di
Isabelle Darty, erede della famiglia che possiede l'omonima azienda
leader nella grande distribuzione di prodotti di elettronica.

All'annuncio delle nozze, le origini ebraiche della moglie di Jean
Sarkozy scatenarono un caso. Infatti una vignetta del disegnatore
satirico Maurice Sinet sul settimanale Charlie Hebdo fece allusioni sul
fatto che una eventuale conversione all'ebraismo di Jean gli avrebbe
consentito una brillante carriera di successo.

Sinet fu accusato di antisemitismo. Il direttore del settimanale gli
chiese una marcia indietro e Sinet rispose che piuttosto si sarebbe
tagliato i testicoli. Dopo fortissime pressioni sull'editore e il
direttore di Charlie Hebdo alla fine Sinet è stato costretto alle
dimissioni.



[09-10-2009]

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cit off
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Saluti felicità,

L

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