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Se gli Svizzeri parlassero il governo cadrebbe in 24 ore !

Von: Rintintin (yohoo_rinty@yahoo.it) [Profil]
Datum: 30.10.2009 20:10
Message-ID: <de5c5c9a-6bd1-45ba-a9f4-3d4a49b49a4b@a32g2000yqm.googlegroups.com>
Newsgroup: it.economia it.politica
un articolo pubblicato oggi dal sito di economia e finanza Bluerating
Funds & Investments, firmato da Giacomo Berdini.


Dopo le incursioni nelle filiali delle banche elvetiche la situazione
diplomatica con la Svizzera è precipitata. Gli abitanti di Chiasso
sono chiamati dalle autorità locali a collaborare per smascherare le
spie italiane e dalle colonne dei giornali si minaccia il governo
Berlusconi: "Se parlassimo, il governo cadrebbe in 24 ore".

Clima da guerra fredda tra Italia e Svizzera e come nei migliori film
hollywoodiani ci sono di mezzo anche le spie.
Gli abitanti di Chiasso, cittadina svizzera al confine con l'Italia,
sono stati chiamati ufficialmente a collaborare con le autorità locale
per smascherare gli investigatori del Fisco italiano che agiscono sul
suolo svizzero.


L'iniziativa del comune ticinese è seguita a diverse segnalazioni su
attività d'inchiesta non autorizzate che sarebbero ora in corso nella
città.

Ieri il consigliere di Stato del Ticino, il liberale radicale Gabriele
Gendotti, ha dichiarato che agenti italiani effettuano operazioni di
spionaggio sui treni, ma ha aggiunto di non essere meravigliato dalle
incursioni delle Fiamme gialle, giustificate dal bisogno di denaro da
parte del governo italiano, alle prese con una grave crisi economica e
con un forte indebitamento.


Il consigliere ha puntato il dito contro lo scudo fiscale, che viola
le regole della libera circolazione dei capitali e le direttive
europee sul riciclaggio di denaro.
Dopo la situazione di aperta tensione con la Confederazione Elvetica,
la recente incursione alle 76 filiali di banche svizzere ha
definitivamente rotto l'equilibrio italo-svizzero, catapultando la
situazione politica in un contesto non troppo dissimile dal rapporto
tra Stati Uniti e Russia alla vigilia della fine del secondo conflitto
mondiale.

Non ci resta cha aspettare che venga eretto un muro sul confine con la
Svizzera?
In realtà siamo già a buon punto, visti i metodi utilizzati dalle
autorità italiane, che effettuano controlli serrati alle frontiere,
piazzano telecamere ai valichi e, soprattutto, "eseguono odiose
incursioni nelle filiali nel nostro paese", denunciano gli svizzeri.


La Confederazione, inoltre, si lamenta del fatto che l'Italia non si
sia allineata alla decisione dell'Ocse di cancellare Berna della lista
grigia dei paradisi fiscali e continuano i negoziati bilaterali per
raggiungere un nuovo accordo di doppia imposizione.


Di fronte all'indignazione elvetica il ministro degli esteri italiano
Franco Frattini minimizza il tenore dei problemi con Berna.

"L'Italia non ha alcun problema con la Svizzera. Abbiamo un'eccellente
relazione, il resto è una questione interna di investigazione della
Guardia di finanza che ha eseguito gli ordini impartiti".

Ma da quello che sembra i rapporti, almeno da parte elvetica, non sono
così "eccellenti". Le minacce al governo italiano si susseguono, e di
nuovo si gioca la carta del ricatto: "Non c'è politico o esponente
dell'economia italiana che non abbia un conto in Svizzera", ha
dichiarato un banchiere svizzero rimasto anonimo, ex direttore con
anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in
Ticino.



"Se io parlassi, il governo italiano cadrebbe in un giorno", ha
minacciato dalle colonne del giornale svizzero-tedesco Blick, che
ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della
piazza finanziaria ticinese.
"Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi", si legge
sul Blick, "non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che
hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla
Fininvest".

(Fonte: Dagospia)

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