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La truffa organizzata dei fondi comuni

Von: Roberto Deboni (robertodeboni@deboni.name) [Profil]
Datum: 09.10.2009 22:04
Message-ID: <V6qdnZaSCtE_ClLXnZ2dnUVZ8qidnZ2d@giganews.com>
Newsgroup: it.economia
Oggi stavo dando dei consigli su investimenti in borsa e tra quello che
dicevo e quello che osservavo dai grafici ho notato una forte
discrepanza. Anzi ho detto "La finestra per gli investitori ha iniziato
a chiudersi". E su questa frase mi sono soffermato.

Mi spiego: "investire" in borsa (al contrario di "speculare")
significa
non guardare solo le quotazioni, bensi' prima il dividendo
promesso/probabile a fine gestione, poi calcolarsi il desiderato
utile/rendimento e  da questo ottenere il "giusto prezzo" di quella azione.

Ad esempio,:
- le azioni di una certa azienda XYZ mi fanno sperare (per la storia
passata, per la situazione di bilancio e di mercato, etc.) un dividendo
di 10 centesimi
- il rendimento desiderato sia del 5%

Allora, il "giusto prezzo" e' pari a 10/(5/100) = 200 centesimi = 2 euro

Quest'anno, ci sono molte azioni che soddisfano questo criterio,
insomma, e' un'anno buono per gli investitori (che tra l'altro in genere
annoverano molti di quelli che hanno "tanti soldi").

Orbene, guardando i grafici, e' stato evidente che molti azioni (quasi
tutte ?), negli anni passati avevano raggiunto quotazioni "assurde" per
un'investitore. Ad esempio, l'azienda di cui sopra, puo' avere raggiunto
quotazioni di 10 euro per azione.
Cosa significano 10 euro ? Che se il dividendo e' di 10 centesimi,
l'utile per l'investitore e' pari a 10/(10*100) = 1%
E francamente per un'investimento azionario, che e' sempre al minimo a
rischio medio/moderato (se la scelta cade si aziende primarie), 1% di
rendimento e' troppo poco.
Dal che segue la domanda: "Ma chi e' cosi' imbecille (o ignorante) da
acquistare a quel prezzo ?"

A prima vista si potrebbe pensare ai piccoli azionisti che operano da
home-banking ... ma qui mi sorgono due dubbi/domande:

a) non credo che le cifre mosse dai piccoli azionisti siano cosi'
significative da far schizzare i prezzi anche di venti volte il valore
ragionevole

b) ai quei prezzi gli acquisti sono fatti non solo da singoli azionisti,
ma anche da fondi di investimenti, che in teoria (almeno per quelli a
rischio moderato) dovrebbe ragionare in modo investitivo e non speculativo

In altre parole, quando le quotazioni raggiungono certi livelli, i fondi
d'investimento dovrebbero tirarsi indietro, lasciare i piccoli
risparmiatori impazziti al loro brodo.

Perche' ? Perche' i risparmiatori che si sono rivolti ad un fondo di
investimento hanno presunto (cosi' gli e' stato fatto credere) che i
gestori del fondo lo gestiscono con diligenza, limitando i rischi
dell'investimento entro limiti moderati. Infatti, questi risparmiatori,
oltre a non avere nessuna (o quasi) nozione di dividendo, valore
realistico delle azioni, etc. sono completamente nelle mani dei gestori
del fondo, che hanno piena disposizione (incluso, tra parentesi, il
diritto di voto nelle assemblee societarie) delle somme affidate.

Ebbene, dove sta il problema ? Sono esperti, che magari sanno anche
speculare al di sopra della media. Attenzione, e' qui la trappola. Se
un'azione sale a livelli proibitivi di quotazione, l'unica razionale
motivo per acquistarla e' che il prezzo salga ancora. Cioe' che ci sia
sempre nuovi azionisti disposti ad acquistare a prezzi sempre piu' alti,
in modo da dare modo all'"esperto" di ritirarsi prima che sia "troppo
tardi". Ma scusate, questo non e' altro che il tanto conosciuto e
deprecabile schema delle catene di san antonio.
Ora, quanti risparmiatori che si siano fidati di un fondo d'investimento
(proprio perche' sanno di non avere conoscenze/esperienze nel mercato
mobiliare) sarebbero d'accordo che i loro fondi venissero usati per
partecipare ad una catena di san antonio ?

Percio', ripeto: un fondo d'investimento dovrebbe comportarsi
esattamente come fa qualsiasi altro investitore: quando il prezzo supera
il livello per cui il dividendo atteso dia una passabile redditivita' (a
mio parere, almeno superiore all'1%) l'offerta d'acquisto di quella
azione va cestinata.

E' gia' la seconda volta che abbiamo una gigantesca bolla (speculativa
... o catena di san antonio ?). E francamente, l'unica vera novita' che
c'e' nel mercato borsistico da mezzo secolo a questa parte sono i fondi
d'investimento.


Mentre ragionavo in questi termini, mi e' venuta in mente la
disavventura di una persona che si era fidata dei "cosidetti" consulenti
delle banche (avete presenti quelli che hanno consigliato i titoli
argentini, le azioni Parmalat, etc.).
Ebbene, tutto era iniziato con un suggerimento ragionevole e gli avevano
fatto acquistare un certo numero di Schermo Totale Italia con scadenza
(fatte bene attenzione alla data) Settembre 2008.
Finche' nel 2006, molto agitati, gli hanno telefonato, invitandolo a
presentarsi in banca, proponendogli di scambiarle con Schermo Totale
Europa (qualcuno stara' gia' ghignando).
Ed ora attenzione: la persona non si fa convincere, e dice che ci
pensera'. Passa una settimana e gli telefonano ancora, insistendo
perche' la persona torni in banca per ulteriori informazioni.
Insomma, la persona non ho mia voluto confessare come hanno fatto, ma
sono riusciti a strappargli la firma sulla vendita di tutte le Schermo
Totale Italia e per l'acquisto con la stessa somma (piu' ovviamente le
salate commissioni dell'operazione di vendita e compra) delle Schermo
Totale Europa con scadenza (attenzione) 2011.
Come saprete, la Merril Lynch (Schermo Totale Europa) hanno rischiato di
fare la fine delle Lehmann, mentre invece le Schermo Totale Italia, nel
Settembre 2008 valevano 105 (su 100).
PS: la persona aveva dichiarato che intendeva investire in titoli a
basso rischio.

Cominciate ora a vedere un certo schema ?


L'ipotesi puo' essere che queste bolle quadriennali sono programmate,
volutamente organizzate, per spostare immense ricchezze frazionata nelle
mani di tanti piccoli risparmiatori in quelle degli operatori del settore.

E notare bene, per fare questa congiura non c'e' bisogno di parlarsi,
ne' di organizzarsi. E' sufficiente un tacito accordo (ed ovviamente
essere privi di scrupoli) e la mancanza praticamente di ogni controllo
istituzionale.


Per capirci, avete presente quei giochi di carte in cui si gioca in
copia, e con il compagno non si parla, al massimo si qualche cenno ?
Una cosa del genere.


Quindi, ogni certo numero di anni, si fa in modo che molti risparmiatori
affidino i loro risparmi a fondi ed in titoli ad alto rischio che fanno
capo sempre a questi fondi o banche d'investimento. Con queste enormi
somme messe a disposizione dal miriade di piccoli risparmiatori, poi
possono acquistare e riacquistare azioni a prezzi sempre piu' alti, a
quotazioni al di fuori di ogni ragionevole diligenza. Anzi, diciamolo
chiaro: con la implicita intenzione di far lievitare le quotazioni
sempre piu' in alto. Quando il livello delle quotazioni ha raggiunto
livelli esageratemente alti, a livelli tali per cui la massa dei piccoli
risparmiatori, finalmente comincirebbero a capire che forse e' ora di
"liberarsene" (attenzione: non sono loro le vittime predestinate),
allora si diffonde il tacito passaparola tra gli operatori "vendere".


Ed ora attenzione: due volte abbiamo avuto questo schema. Prima si vende
in proprio, si fa vendere agli amici, ci si libera dei titoli ad alto
rischio, quelle che danno utili incredibili, per scambiarli con titoli a
basso rischio, con utili moderati, ma almeno con quotazioni
relativamente stabili. Ora, durante tutto il periodo del "toro", chi
sono i possessori dei titoli a basso rischio ? Ovviamente un certo
numero di piccoli risparmiatori, che vengono "consigliati" a "vendere"
per rifilarli quelli ad alto rischio.
Peccato che a quella persona non e' possibile sapere chi ha
ricevuto/acquistato le sue Schermo Totale Italia e chi gli ha venduto le
Schermo Totale Europa ... io ho un sospetto e voi ?

--
Roberto Deboni

[Nel NG it.news.votazioni continua la votazione per la costituzione del
gruppo it.discussioni.energia]

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