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Re: Il rincaro dei cereali-2

Von: Luciano (lucyanob@fastwebnet.it) [Profil]
Datum: 16.05.2008 23:32
Message-ID: <x3nXj.46789$o06.38962@tornado.fastwebnet.it>
Newsgroup: it.economia
"Gordan" <gordan@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:15kXj.46646$o06.12142@tornado.fastwebnet.it...
> Non mi sembra paragonabile l'agricoltura di oggi
> con quelle di 50 anni fa.

Le condizioni di lavoro non sono paragonibili, ma i risultati  si possono
confrontare.


>
> 50 anni fa ero un bambino e vivevo in campagna.
> In paese tutti erano agricoltori (80 per cento)
> ogni famiglia aveva tre o quattro mucche, il maiale,
> anatre oche conigli galline...
> E ricordo quanto tempo richiedesse l'accudire a questi
> animali, a partire delle 5 del mattino, dargli da mangiare,
> fino a sera, oulire le stalle, mungere, riassettare le cose.
> Altro che l'attuale lavoro di 40 ore settimanali,
> le 40 ore le facevano in tre giorni. E non potevano permettersi ferie
> o periodi in cui trascurare gli animali. Oltre alla costante
> preoccupazione di falciare erba, raccogliere fieno,
> raccogliere paglia e via dicendo.
>
> Ora gli animali non ci sono piu', i campi vengono
> coltivati di sabato e domenica, giorni liberi dal lavoro
> in fabbrica ed ufficio, si usano macchine e tecniche sbrigative,

Il quadro, che ho presentato io, vuol essere una replica ai toni di tragedia
con cui è stato accolto il rincaro dei cereali, quasi stessimo per morire di
fame.
Ho voluto dimostrare che il prezzo del grano, anche dopo la recente
impennata, è bassissimo rispetto a quel che era 50 anni fa, e che quindi chi
tuona contro il sistema capitalistico e la globalizzazione che affamano il
popolo, sbaglia completamente.
Il bello è che, quando il grano costava molto, i contadini vivevano male.
Abbiamo insomma una situazione in cui stanno meglio sia i consumatori, sia i
contadini, e questa situazione è il prodotto di 50 anni di capitalismo,
liberismo e globalizzazione. Siamo sinceri: si poteva avere di meglio?



>
> Le terre coltivate sono diminuite, ci hanno costruito
> in mezzo le villette, i giardini, e in tante zone hanno
> irreversibilmente abbandonato la coltivazione del frumento
> a favore del mais o altro.
>
> Ora dipendiamo dall'estero. Punto e stop

Non è un dramma. L'estero non ci fa morire di fame, mentre ci godiamo
villette e giardini.



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