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C'era una volta il riso di Haiti. Storie di commercio e follia.

Von: .sergio. (senzanome2222@yahoo.it) [Profil]
Datum: 05.05.2008 15:28
Message-ID: <fvn21i$ua$1@news.newsland.it>
Newsgroup: it.economia
C'era una volta il riso di Haiti. Storie di commercio e follia.
I prezzi del cibo salgono perché il sistema è malato. Vi racconto come..



Di Luisa Morgantini

TRATTO DA LIBERAZIONE-UE’/ 03/05/08


A spiegare il fenomeno dell'impennata dei prezzi del grano e del riso e in
generale di tutti i cereali destinati all'alimentazione, valgono certo i
fattori messi in evidenza dalla Banca Mondiale: i sussidi per la
produzione di biocarburanti, l'aumento dei costi del petrolio, il
maltempo, il forte aumento dei consumi in molti Paesi asiatici, la
speculazione sui future dei prodotti alimentari






Aspiegare il fenomeno dell'impennata dei prezzi del grano e del riso e in
generale di tutti i cereali destinati all'alimentazione, valgono certo i
fattori messi in evidenza dalla Banca Mondiale: i sussidi per la
produzione di biocarburanti, l'aumento dei costi del petrolio, il
maltempo, il forte aumento dei consumi in molti Paesi asiatici, la
speculazione sui future dei prodotti alimentari. Cionondimeno non si
possono ignorare le gravi responsabilità di un sistema commerciale
mondiale iniquo e nocivo. Il caso haitiano, è per certi versi emblematico.
All'inizio di Aprile nelle diverse città di Haiti nella rivolta della
popolazione contro i prezzi dei beni di prima necessità diverse persone
sono state uccise e centinaia i feriti, il Primo Ministro Alexis ha dovuto
rassegnare le dimissioni. Il 28 aprile il New York Times ha fatto la
predica ad Haiti, dicendo che «L'industria agricola haitiana a pezzi
avrebbe bisogno di essere nutrita». L'articolo naturalmente non parlava di
una delle maggiori cause della carestia: il fatto che gli Stati Uniti ed
alcune istituzioni finanziarie internazionali abbiano distrutto la
capacità produttiva dei coltivatori di riso haitiani a favore di un
mercato per il riso dei produttori statunitensi, che godono di enormi
sovvenzioni. Trent'anni fa Haiti produceva praticamente tutto il riso che
consumava. Che cos'è successo poi?
Nel 1986, dopo l'espulsione del dittatore haitiano Jean Claude "Baby Doc"
Duvalier, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha accordato ad Haiti un
prestito di 24,6 milioni di dollari. Ma, per ottenere il prestito, Haiti
ha dovuto accettare la condizione di ridurre le proprie tariffe
all'importazione, che proteggevano il riso e altri prodotti agricoli oltre
che alcuni prodotti industriali, per aprire il proprio mercato alla
competizione dialtri Paesi. Inutile dire che gli Stati Uniti sono uno dei
maggiori decision makers del Fmi.
Risultato: in meno di due anni è diventato impossibile per gli agricoltori
locali competere con il "riso di Miami". L'intero mercato locale del riso
è collassato nel momento in cui il più economico riso sovvenzionato
americano ha invaso il Paese, alle volte sottoforma di aiuti alimentari.
Negli anni ottanta il riso importato aveva un prezzo inferiore al costo di
produzione locale. I contadini non traevano più vantaggio
dall'investimento e hanno smesso di produrre. La gente nelle campagne ha
perso il lavoro e si è spostata verso le città. Così sono iniziate
anche
le violenze e la "rice wars" ha causato i suoi primi morti.
Nel 1994, il presidente Jean Bertrand Aristide è stato forzato da Stati
Uniti, Fmi e Banca Mondiale ad aprire ancora di più il mercato haitiano.
Haiti è il Paese più povero dell'emisfero occidentale. Che ragioni hanno
gli Usa a distruggere il mercato del riso di un Paese tanto piccolo e
povero? In effetti, il 78% della popolazione di Haiti vive con meno di 2
dollari al giorno. La metà di questi con meno di un dollaro. E, nonostante
ciò, Haiti è diventato uno dei maggiori importatori di riso statunitense,
che è uno dei prodotti più sovvenzionati degli States.
Il quadro sopra descritto non vale solo per il riso. Haiti, che era un
tempo uno dei maggiori esportatori di zucchero ed altri prodotti tropicali
verso l'Europa, ha iniziato ad importare perfino lo zucchero da produzioni
della Florida e della Repubblica Dominicana, controllate dagli Stati
Uniti. Anche in questo caso i produttori haitiani hanno abbandonato le
loro coltivazioni, velocizzando il circolo vizioso che ha portato alle
rivolte di questi giorni.
Il presidente Rene Preval ha accordato ora una riduzione del prezzo del
riso per il prossimo mese dai 51 dollari a 43 dollari per 110 libbre.
Nessuno può pensare che questa riduzione per un mese serva ad altro che a
ritardare la fame di qualche settimana.



--
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm
http://www.larinascita.org
http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm

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