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Re: Le banche fanno prestiti senza coperura?

Von: Luciano (lucyanob@fastwebnet.it) [Profil]
Datum: 05.05.2008 12:58
Message-ID: <CLBTj.32012$o06.6155@tornado.fastwebnet.it>
Newsgroup: it.economia
"LordBeotian" <pokipsy76@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:zyATj.31911$o06.24423@tornado.fastwebnet.it...
> Salve!
> Leggendo il libro "Basta con questa Italia" di Marco Dalla Luna ho
trovato
> una informazione bizzarra di cui chiedo conferma a voi:
> Dice che grazie alle regole Basilea II le banche normalmente prestano
> denaro
> che va al di là del patrimonio + 10 o 20 volte la raccolta. Vale a dire
> che
> gran parte dei prestiti effettuati dalle banche sono, di fatto, senza
> copertura.
> Vi risulta?

Benvenuto in questo newsgroup.
In quel che scrivi ci sono varie inesattezze, non so se sono nel libro o
sono dovute al sommario riassunto che ne hai fatto.
Anzitutto non sono le regole di Basilea II che hanno prodotto questa
situazione. La cosa avviene da tempo immemorabile, e in sede teorica gli
economisti l'hanno trattata credo da almeno un secolo.
In secondo luogo non è esatto che le banche prestano più della raccolta.
Ciò che avviene, e a questo probabilmente allude il libro, è che con
l'esercizio del credito il sistema bancario nel suo complesso (non una
singola banca) crea mezzi di pagamento. Mi spiego meglio.
La banca A ha ricevuto dei depositi, e ne presta una parte (non tutti) a
clienti che glie ne chiedono. Il prestito viene utilizzato dal cliente per
pagare i suoi fornitori, e quindi si trasforma in mezzi di pagamento
(banconote o depositi) in mano a costoro, i quali li depositano in banca.
Se questi soldi vengono depositati nella banca B, questa potrà a sua volta
aumentare i prestiti ai suoi clienti, e così via.
Se immaginiamo di partire da una situazione iniziale in cui non esiste
ancora credito e i depositi sono pari alle banconote messe in circolazione,
si arriva dopo un certo periodo di assestamento a una situazione in cui i
depositi si sono moltiplicati, e quindi anche il credito è cresciuto.
È un fatto perfettamente normale, e non bisogna temere che porti a
conseguenze ingovernabili, perché la crescita dei mezzi di pagamento non può
aumentare all'infinito; esistono, oltre alle regole legali, dei meccanismi
di mercato che la limitano quando accennasse a diventare pericolosa. È
insomma un processo che tende all'equilibrio, come è stato dimostrato in
sede teorica.
Si potrebbe notare un pericolo che sarebbe allarmante. Ogni depositante ha
il diritto di prelevare a vista i propri depositi. Che cosa accadrebbe se
tutti i depositanti contemporaneamente volessero prelevare? Certamente le
banche non sarebbero in grado di soddisfare le richieste, se non altro
perché il volume dei depositi è superiore a quello di tutte le banconote in
circolazione.
Non bisogna però sopravvalutare le conseguenze di questo fatto, comune un
po' a tutte le attività umane, che vengono organizzate in previsione di un
uso mediamente prevedibile.
Per esempio, ogni persona, quando ha un infortunio, ha diritto di andare in
ospedale e ricevere le cure. Che accadrebbe se tutti andassero
contemporaneamente in ospedale a farsi curare qualcosa? È chiaro che gli
ospedali andrebbero in tilt. Quando avviene qualche gravissimo incidente che
richiede di curare un numero eccessivo di persone, si deve ricorrere a mezzi
straordinari, cioè chiamare in servizio i medici in ferie, dirottare su
ospedali di altre città alcuni malati, spostare da altre città alcuni
medici, ecc.
Ebbene, anche nel caso di prelievo generalizzato dei depositi, esistono
degli strumenti di finanza eccezionali, che consentono di fronteggiare
questa eventualità.
Se il libro voleva portare questo esempio per dimostrare che il mercato del
credito è in stato di grave instabilità cronica, sbaglia. La vita economica
ha certamente degli elementi di instabilità, ed è bene perché
l'assoluta
assenza di instabilità sarebbe stagnazione o regresso, ma nei mercati sono
presenti tanti elementi stabilizzanti che sono in grado di fermare gli
eccessi pericolosi.



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