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Problemi nel pagare bollette ENIA a Parma

Von: Paolo (pppaolo@email.it) [Profil]
Datum: 04.04.2008 17:24
Message-ID: <5de53dcb-bea6-4f02-a40d-13b5df14b47d@p39g2000prm.googlegroups.com>
Newsgroup: it.economia
Nel febbraio 2008 la concessionaria della Banca del Monte di Parma
dove si potevano pagare le bollette ENIA di elettricita'-acqua-gas e
rifiuti in contanti e senza commissioni bancarie venne chiusa , con
fuori un cartello indicante gli sportelli bancari dove si sarebbe
potuto pagare, per quel mese senza spese, ma da marzo in poi pagando
ogni volta un euro di commissione bancaria.
Il 26/03/2008, scoperto che Banca Monte Parma e' ormai fuori gioco e
che la convenzione per i pagamenti e' ora tra ENIA e Cariparma, e
scoperto che ci sono solo due agenzie dove si puo' pagare le bollette
senza la commissione di un euro, una vicino al casello autostradale
della A1 (Agenzia 16) e una ancora piu' lontana, a Coenzo di Sorbolo,
vado alla Agenzia 16, dove si presenta un ulteriore problema, perche'
pretenderebbero che lasci le mie impronte digitali, mentre a quanto mi
risulta chi non vuole lasciarle, puo' entrare esibendo un documento di
identita'. Infatti e' diversa la procedura seguita dalla Banca del
Monte. Pare che le norme sulla privacy impongano non solo di
cancellare le impronte dopo sette giorni, ma anche di offrire
modalita' di accesso alternative per chi non voglia lasciare le
proprie impronte, con intervento del personale che potra' riconoscere
clienti noti o identificare facce nuove tramite i loro documenti di
identita', ma pare, secondo le banche, che il personale delle banche
abbia un ampio margine di discrezionalita' nel fare entrare qualcuno
secondo queste modalita' alternative, anche se tale discrezionalita'
dovrebbe essere limitata a ragioni di sicurezza, comunque il tutto
lascia presagire conflitti e rogne a non finire. Molte lettere di
protesta sono state pubblicate sulla stampa locale (evidentemente
parecchia gente non solo evita come la peste di avere un conto
corrente, con relative spese, ma prova un forte fastidio a tirare
fuori anche un solo euro in piu'), l'aver scelto due agenzie tanto
fuori mano e' visto come un modo per scoraggiare chi non vuol pagare
la commissione. E sei bollette l'anno per elettricita-acqua-gas piu'
due bollette rifiuti per un 90000 utenze sono un bel po' di euro.
Da notare un aspetto particolare, un intreccio perverso tra pubblico e
privato, dove banche che esercitano sostanzialmente una funzione
pubblica (riscossione di tariffe, o altre volte di imposte)
indispensabile (a meno di non usare ne' elettricita' ne' acqua ne' gas
e di non abitare in un alloggio per cui si debba pagare la tariffa sui
rifiuti) e in regime di monopolio (la banca viene scelta da ENIA, non
dai singoli clienti di ENIA), si sentono libere di appellarsi alle
regole del libero mercato, fissando le loro norme e i loro prezzi, cui
il cliente non puo' opporsi o sottrarsi con i normali strumenti di
mercato, cioe' facendo a meno di qualcosa o andandoselo a comprare
altrove a un prezzo piu' ragionevole. Se questo mezzo liberismo serve
solo a spennare i cittadini, meglio tornare indietro al regime dei
prezzi amministrati, per lo meno per i beni e i servizi essenziali.
Oggi 04/04/2008 ho parlato con una dirigente della CdR, chiedendo che
risolvano entrambi i problemi, anche per la loro buona immagine,
lasciando pagare le bollette senza commissione anche in qualche
agenzia in centro dove non si chiedono le impronte digitali, come in
quella all'inizio di via D'Azeglio.
Certo sarebbe auspicabile che le associazioni di difesa dei diritti
dei consumatori si facessero sentire, il loro intervento sarebbe di
aiuto, anche per chiarire se si abbia il diritto di non pagare
commissioni sul pagamento delle bollette (problema gia' sorto quando
Telecom chiuse i propri sportelli e costrinse gli utenti a  pagare in
banca o tramite costosi conti correnti), se il luogo dove pagare senza
commissioni debba essere ragionevolmente a portata di mano, e se si
abbia il diritto di accedere a una banca senza lasciare impronte
digitali, e senza sottostare ai capricci di funzionari che potrebbero
avere un interesse a deviare il cliente altrove, dove dovra' pagare
una commissione in piu'.
Paolo

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