[RECE] - Il Cantuccio - Stella di Monsampolo (AP)
Von: lucacele3@yahoo.com [Profil]
Datum: 24.06.2008 10:53
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Newsgroup: it.discussioni.ristoranti
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IL CANTUCCIO Stella di Monsanpolo (AP) Tel. 0735-703496 www.ilcantuccio.biz La professionalità di un ristoratore si percepisce dai dettagli. Per esempio dal fatto di preannunciare al momento della prenotazione l’assenza del menu di pesce, a causa dello sciopero dei pescatori, anche con il rischio di perdere un cliente. E così si presenta il Cantuccio, una vera e propria oasi di piaceri gourmet in una zona dove i ristoranti degni di portare questo nome si contano sulla punta delle dita. Il luogo è splendido, una bella villa con un meraviglioso giardino (in questo periodo dell’anno pervaso dal profumo dei gelsomini) che in un attimo allontana dal rumore della Salaria. L’interno è una riuscita commistione di antico (le pareti e le volte di mattoni) e moderno. Tavoli grandi e molto, molto distanziati. Dicevamo dell’attenzione al cliente: la musica, all’inizio un filo alta, viene abbassata senza problemi dopo la nostra richiesta; il cartizze di benvenuto offerto; gli eccellenti amouse-bouche: bastoncino di pollo con foglie di parmigiano, baccalà mantecato con pomodoro e spuma di rafano con cipolle caramellate. Ma quello che più conta è trovare il piatto che vale la cena … è un ulteriore assaggio: le olive all’ascolana. Uno dei giacimenti della cucina italiana, purtroppo bistrattato e violentato da troppe preparazioni approssimative e massificate, trova al Cantuccio la sua massima espressione, con l’aggiunta di un pizzico di originalità. L’oliva viene ancora tagliata nel modo tradizionale, a spirale, e riempita con un ripieno di carne di gusto delicato, ma al posto della panatura, l’oliva, a questo punto allungata, viene avvolta, abbracciata da una sottilissima cialda di pane. Fantastico, da applausi. Lo stesso livello si mantiene anche nel corso della serata. Deliziosa e molto saporita la tartare di marchigiana con mele annurche; moderna senza perdere in gusto la rivisitazione della bruschetta (gelato al basilico, spuma di pomodoro e crostini), molto bene eseguito il flan di carciofi (non ‘pannoso’) con guanciale croccante e salsa al formaggio. Secondo piatto della serata, da emozione pura (ed era un pezzo che non facevo una cena con due piatti emozionanti), il tortino di misticanza con salsa al topinambur, peperoni e salsiccia, che fa capire come lo chef riesca ad affrontare e gestire in maniera raffinata anche prodotti poveri e sapori decisi. Decisamente buone le fettuccine con il ragù bianco e strepitoso il lacierto di marchigiana con cipolle di troppa. Carne cotta a bassa temperatura, ma qui con un motivo: il lacierto e un taglio della coscia, che quindi lavora molto e tende a essere coriaceo, pur risultando molto saporito. Qui la sua massima valorizzazione. Molto buona la fantasia di dolci, almeno una ventina di preparazioni tra creme di vario tipo, pasticcini, gelati ecc. Abbiamo accompagnato la cena con un ottimo Quinta Regio 2002 dell’azienda San Savino. La cucina è sicuramente di livello molto alto, superiore a tutto quanto si può trovare in zona, per lo meno riguardo alla da noi provata carne. Il posto è bello, il servizio adeguato, la cantina è giustamente incentrata sul meglio della produzione locale e regionale (marchigiano – abruzzese). I prezzi sono popolarissimi: il menu che abbiamo preso noi viene servito a 44 euro! Un locale da visitare assolutamente per chiunque si trovi in zona (e anche per chi non vi si trova ma vuole assaggiare il meglio della cucina marchigiano-ascolana). Luca e Paola[ Auf dieses Posting antworten ]
