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genitori invadenti

Von: Ministry (ministry@despammed.com) [Profil]
Datum: 07.07.2008 10:51
Message-ID: <4871d91b$0$18151$4fafbaef@reader3.news.tin.it>
Newsgroup: it.discussioni.psicologia
Sono figlio unico e, come credo accada a chi è nella stessa situazione,
soffro molto l'"ingerenza" dei genitori nella mia sfera privata.
Senza scendere in particolari, non c'è stata scelta (piccola o grande)
nella mia vita che non sia stata soggetta alla loro approvazione: il mio
modo di vestire, la scelta del corso di studi, l'arredamento della mia
stanza ecc.
Questa "approvazione" non si concretizza sempre in un'imposizione
forzosa, ma più che altro in comportamenti eccessivamente benevoli,
premurosi... e opprimenti.
Ovviamente ci sono stati molti conflitti, ma ogni mia volontà di
affermazione veniva percepito come un'offesa personale: l'intento di
respingere l'amore e l'autorità familiare.

Tutto ciò mi ha portato da un lato a sviluppare un senso di insicurezza
in quanto sentivo il bisogno di subordinare ogni decisione al loro
vaglio, trovandomi impacciato di fronte alle decisioni pratiche e
dirette; dall'altro lato ho sentito il bisogno di "isolarmi" e costuirmi
una vita personale distante da loro: raramente ho fatto partecipi i miei
genitori degli affetti (amici o ragazze) e sono sempre stato restìo a
parlare delle mie esperienze, delle mie frequentazioni, delle mie
attività: tutte abitudini assolutamente "normali" ma che io sentivo il
bisogno di tenere per me.

Nel corso del tempo la conflittualità è diminutia; diciamo che ho
imparato a "metabolizzare" ed accettare certe dinamiche.
Ora ho 31 anni e da un po' di tempo vivo da solo, seppur a poca distanza
dalla casa dei genitori. A volte mi capita di rincasare e trovare tracce
del loro passaggio (hanno una copia delle chiavi): piccoli soprammobili
spostati "perché secondo loro dov'erano non stavano bene", i piatti
lavati, il frigorifero pieno o il pavimento spolverato.
Sono piccoli gesti che da una parte apprezzo, ma che dall'altra mi
irritano ancor più di un tempo perché sono una violazione della mia
privacy e mi impediscono di responsabilizzarmi. Ovviamente la casa è
stata acquistata con il loro aiuto e per questo si sentono legittimati a
"vigilare", asserendo che rifiutare queste ingerenze significherebbe
tagliare del tutto "i ponti".
Inutile dire che i litigi si sono sprecati anche su questo fronte, ma mi
sono trovato sempre a capitolare per timore di provocare qualche
frattura insanabile.

Mi rendo conto che questo post può sembrare uno sfogo.
A chi si è trovato nella mia situazione, fermo restando che ognuno fa
caso a se, chiedo se ha trovato il modo di uscirne pacificamente od è
arrivato ad un punto di rottura.  :-)
m.


--
"La legge, in Italia, è come l'onore delle puttane"
(Curzio Malaparte)

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