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come affrontare i "ragazzini"

Von: cia (hitomi_kanzaki@tin.it) [Profil]
Datum: 05.07.2008 20:53
Message-ID: <486fc322$0$35961$4fafbaef@reader2.news.tin.it>
Newsgroup: it.discussioni.psicologia
Salve a tutti,
vi espongo il mio "problema": per lavoro tra qualche giorno dovrò stare a
contatto con dei bambini dai 6 ai 13 anni (più di 80 ma divisi in gruppi)
durante delle attività post-colonia marina, cioè appena dopo pranzo
rimaniamo a terra, alcuni in palestra, altri a disegnare, giochi etc. Tutto
questo non era previsto nel progetto in cui mi sono impegnata, e mi trovo in
difficoltà perché mi sento incapace di affrontare loro, di gestirli, di
essere brava nel farlo, di relazionarmi bene contemporaneamente con le altre
ragazze che saranno con me e con le responsabili. In particolare temo di non
riuscire a farmi rispettare, di creare un meccanismo per cui io divento
quella che rompe o quella da prendere in giro, e non perché ne soffrirei
personalmente ma perché vorrei creare un rapporto sì autoritario (non
possiamo toccarli, avere rapporti amichevoli, giocare con loro: noi dobbiamo
monitorare, aiutare, coinvolgere) ma anche essere simpatica, fare battute,
trovare il modo di riprenderli durante atti di bullismo senza strillare a
basta (cosa che trovo difficile se cominciano a menarsi e sono dall'altro
lato della palestra... mi dicono che noi ragazze non dobbiamo urlarli
contro, ma come facciamo allora a fermarli?), insomma non so come spiegarmi
se non con il "risultare simpatica" in modo da rendere più facili le
dinamiche tra tutti. Tenete conto che ho poco tempo, dieci giorni, che sono
poco fisionomista, che tornano dal mare stanchi ma iperattivi, trasformando
la stanchezza in nervosismo, in un attimo succede un disastro, che non ci
sono solo io ma che cmq siamo da sole a gestire i gruppi e quindi vengo
osservata ma non aiutata, che mi "spaventano" di più i bimbi delle medie
rispetto ai più piccoli, che non sopporto il caos uditivo, che non ho mai
visto né loro né la situazione dal vivo e verrei introdotta tra persone che
già si conoscono e sanno come muoversi, e che di tutto questo me ne vorrei
fare una ragione ed essere cmq utile al servizio che si sta facendo, e non
un pesce lesso o un baccalà (come mi sento a pensarci, senza sapere cosa
dire o cosa fare se non le ovvietà). Non credo in generalizzazioni, ma c'è
sicuramente qualcosa da sapere su come gestire i rapporti con questi bambini
che mi può aiutare, giusto?
Grazie :)


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