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Psicologia e teleologia : questo matrimonio non s'ha da fare ?

Von: John (dummy@agdp.de) [Profil]
Datum: 08.06.2008 15:41
Message-ID: <g2gnim$se4$1@nnrp.linuxfan.it>
Newsgroup: it.discussioni.psicologia
Prendo lo spunto da questa bellissima frase di Lady :

>La nevrosi è per
>scelta dell'uomo nel modo di vedere il mondo fra profano e sacro.
>Secondo me , l'uomo della razionalità e della sienza ha molte più
>probabilità di perdere l'equilibrio psichico propio perchè dove non
>arriva la ragione c'è il vuoto, il nulla e il nulla all'uomo razionale
>fa paura.


per toccare un argomento affine : quello della teleologia in psicologia.

Solo e pensoso i piu' deserti campi vo misurando a passi tardi e lenti.
E mi sto domandando se lo 'staccarsi' da una relazione umana, non
infelice, ma nemmeno molto eccitante, sia frutto di 'mancanza di
coraggio', o di una non meglio identificabile 'patologia' psicologica :
quello della pigrizia, la avversione ai cambiamenti.

Perche' a volte ci ammaliamo di 'noia relazionale' e non siamo capaci ad
andarcene ? Magari ci siamo abituati a certe comodita' della vita, la
persona che ci sta accanto, uguale se moglie/convivente/concubina o
altro non ci eccita in nessun modo, ma e' a noi *molto utile* e senza di
lei non sapremmo cavarcela cosi' bene come ce la stiamo cavando.

Allora la psicologia mette sotto il riflettore la *incapacita'* di
staccarsi da una situazione, oppure la bassa *soglia di tolleranza* alla
frustrazione. Una delle due cose deve essere vera.

In nessun momento, nemmeno per caso, puo' passare alla psicologia
nell'anticamera del cervello che tutta questa situazione potrebbe avere
un senso 'metafisico' cioe' 'teleologico'.

O peggio, che una simile situazione sia stata 'causata ad hoc' da un
misterioso 'Grande Architetto' il quale ha i suoi buoni motivi per
averlo fatto.

Spesso mi sono domandato se i migliori matrimoni non siano quelli di
duecento anni fa, o ancor oggi praticati in India : non si decide chi si
deve sposare. Lo decidono i genitori gia' dalla nascita.
Penso che due persone 'messe insieme per volonta' d'altri', come due
detenuti nella stessa cella in una prigione, possano a volte trovare
meglio quella 'complicita' necessaria a divertirsi un po' nella vita,
accettando il 'fatto compiuto' senza star li' a combatterlo ad ogni costo.

In altre parole : e' la *possibilita di scelta* che a volte e'
generatrice di nevrosi ?

Il famoso 'imbarazzo della scelta' e' forse molto di piu' che un sempice
'imbarazzo', bensi' un vero e proprio agente patogeno  ?

Per la psicologia non esiste nessun agente del dostro destino se non noi
stessi.
La psicologia e' *atea* peche' la scienza, per definiziopne, e' *atea*.

E non potrebbe essere altriemnti,. Non si puo' costruire niente
basandosi su quello che 'Dio vorra' domani'.

E non si riesce a dare un senso nemmeno alla morte. Perche' si dovrebbe
essere'contenti' di morire ? Non e' forse piu' 'normale' combattere la
morte con ogni mezzo ?

"La morte e' un male e non dovrebbe esistere. Ci si deve ribellare"
disse un miliardario americano che, essendo malato terminale, piuttosto
di morire si e' fatto ibernare col compito di essere 'scongelato' quando
la medicina sara' in grado di guarire il suo cancro.

E magari di decuplicare la lunghezza della vita umana.

Compito alquanto inutile perche' alla fine dei magari 900 anni, si
dovra' fare i conti lo stesso con la famigerata 'morte'.

Si scorrazza qua e la' per l'aia come il corpo di una gallina al quale
sia stata mozzata la testa.

Come giustamente dice Lady : l'uomo perde l'equilibrio psichico
affannandosi a cercare risposte a problemi profondi che egli sente, e
che la scienza non gli puo' dare.

Questo e' l'essere umano, in preda alla 'paranoia scientifica'. Non
esiste altro Dio che la scienza.

Allora e' inevitabile notare come la 'pace e serenita'
predicata/auspicata da Vincenzo del Piano non siano altro che uno
'status anestaeticus', che non ha niente a che fare con lo 'status vitalis'.

Perche' dove non esiste sofferenza non esiste vita.


John.

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