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Re: Il mito del Premio Randi

Von: SolomonKane (robdeannientespam@alice.it) [Profil]
Datum: 17.06.2008 02:18
Message-ID: <485702d7$0$41663$4fafbaef@reader4.news.tin.it>
Newsgroup: it.discussioni.misteri
"Mariano Tomatis" <nospam_tomatismariano@hotmailcom.invalid> ha scritto
nel
messaggio news:fQC5k.1086$Qu5.980@tornado.fastwebnet.it...
>
> Grazie per il link. Beh, la spiegazione che dà Randi non fa una grinza.
> Lui dice (anzi, fa dire al suo statistico di fiducia):
> se accetto la soglia dell'1% (come vogliono i parapsicologi) e mi si
> presentano 100 persone senza poteri, in media una si porterà a casa il
> milione di dollari solo grazie al caso. Cosa gli vuoi replicare?

Beh, stiamo a vedere. Finora la possibilità di successo *per la prova
preliminare* (N.B. il milione di dollari riguarda solo la prova formale, non
quella preliminare) era di 1 su 1.000. Adesso l'hanno abbassata a 1 su 100,
staremo a vedere cosa succede. Anche se, considerando i tempi di attesa...

>Dal suo punto di vista, il ragionamento non fa una piega; lui, tra l'altro,
>ammette tranquillamente la ragione economica dell'aggiornamento.

In che senso? Lui dice di aver abbassato la soglia per venire
"graziosamente" incontro alle richieste, e auspica che questo possa
semplificare la Sfida e darle una maggiore visibilità ('n'altra po'?).

> D'altronde l'abbassamento della soglia ha gli effetti descritti nel tuo
> articolo solo per fenomeni poco evidenziabili.

Il punto è proprio questo: la maggior parte dei fenomeni parapsicologici
sono poco evidenziabili "sulla breve distanza"...
P.S. L'articolo non è mio: l'ho solo tradotto.

> Per un semplice effetto di macro-telecinesi à la Geller, tale modifica
> sarebbe irrilevante.

Certo. Queste obiezioni infatti riguardano il campo più strettamente
"quantitativo" della parapsicologia. Per i soggetti tipo Geller... valgono
tutte le altre, di obiezioni. ;)

> Dunque, se da un lato si dà la "colpa" a Randi, dall'altro
bisognerebbe
> riconoscere la responsabilità dell'intrinseca inafferrabilità dei
fenomeni
> che gli si vogliono sottoporre.

Beh, i fenomeni sono come sono, non hanno colpa, poi sta allo sperimentatore
adeguare le condizioni per poterli osservare (SE vuole osservarli, of
course).




--
SolomonKane
http://athanorr.splinder.com/



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