Romanzi della Nutrimenti
Von: cottogni@libero.it [Profil]
Datum: 14.04.2008 10:16
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Newsgroup: it.discussioni.giallo
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Due romanzi: * Il segreto perduto di Schliemann di Roberto Fagiolo collana Cormorani 13, pag. 190, euro 13,00 E' l'indagine di un giornalista sulla misteriosa morte dello scopritore della città di Troia che porta alla scoperta di segreti leggendari. Nel romanzo l'autore ci descrive la morte, a Napoli, di Schliemann, archeologo noto in tutto il mondo per aver scoperto a Hissarlik, in Turchia, i resti della città di Troia. Con un salto temporale di circa un secolo, il lettore seguirà l'indagine di un cronista che scava nella vita e negli ultimi giorni di vita dell'archeologo, scoprendo che questi era sulle tracce della mitica Atlantide. Un segreto affascinante e molto pericoloso che potrebbe aver provocato la sua morte. Ma è un segreto che deve ancora restare tale e può ancora uccidere chi tenta di svelarlo. La "quarta": Il giorno di natale del 1890 un malore improvviso colpisce Heinrich Schliemann mentre passeggia per i vicoli di Napoli. il celebre archeologo tedesco, noto in tutto il mondo per aver scoperto i resti della città di Troia, barcolla come un ubriaco e poi si accascia al suolo. morirà il giorno dopo nella sua camera del Grand Hotel, senza riprendere conoscenza. a giorni avrebbe compiuto sessantanove anni. Più di un secolo dopo Andrea Zanchi, giovane cronista nel bel mezzo di una crisi sentimentale e professionale, s'imbatte casualmente nella storia. le cronache dell'epoca sono dettagliate, le testimonianze numerose, ma qualcosa non quadra. dopo la scoperta di Troia e di Micene Schliemann ha concentrato la sua attenzione sull'Egitto. E' alla ricerca della tomba di Alessandro Magno. Ma il suo obiettivo sembra essere un altro. Qualcosa di leggendario, di mitico. A cosa dava la caccia Heinrich Schliemann nei giorni che gli furono fatali? Forse alla città sommersa, al mito di Atlantide? E la sua morte è legata a quest'ultimo ambizioso progetto? Mescolando realtà e fiction, Il segreto perduto di Schliemann ricostruisce con l'esattezza dell'inchiesta e il ritmo serrato del giallo un'oscura vicenda nella storia delle scoperte archeologiche. *La cura dell'acqua di Percival Everett collana Greenwich 4, pag. 194, euro 15,00 Percival Everett è uno scrittore quasi sconosciuto in Italia. L'autore, americano è nato nel 1956 a Fort Gordon. Attualmente si divide tra l'insegnamento, la conduzione del suo ranch dove vive con la moglie, e la scrittura. Nel romanzo il protagonista è un uomo tranquillo, scrittore di romanzi rosa che firma con pseudonimo femminile, che deve affrontare la perdita della amata figlia di appena undici anni che è stata stuprata e poi uccisa. Il dolore e la rabbia sono tali che rapisce il maggiore indiziato, lo segrega nella cantina della sua casa e lo tortura. Tra le varie torture, è molto particolare quella chiamata "la cura dell'acqua": alla vittima, immobilizzata ed incappucciata viene fatta colare sul viso dell'acqua e questi avrà la continua sensazione di morire affogato. Un romanzo duro che in qualche modo mi ha ricordato un film altrettanto duro: "Un borghese piccolo piccolo" interpretato dal grande Alberto Sordi. La "quarta": Ishmael Kidder è stordito dalla sofferenza: hanno ammazzato la figlia di appena undici anni dopo averla violentata. Incapace di sopportare il dolore, rapisce e segrega nella sua cantina il maggiore indiziato, e inizia a torturarlo. La "cura dell'acqua" è la più atroce delle sevizie a cui lo sottopone: dopo essere stato immobilizzato, Ronnie o W, la vittima, viene incappucciato e gli viene fatta colare acqua sul viso, in modo che abbia costantemente la sensazione di morire annegato. Forma e contenuto sono inscindibili, come azione e destino: il libro è strutturato come un bloc-notes fitto di riflessioni su linguistica, morale, amore, paternità, morte, vita. Tra dialoghi immaginari di grandi filosofi, giochi di parole, limerick, citazioni occulte da Carroll, allusive illustrazioni bambinesche, virtuosi pastiche linguistici alla Joyce e una scrittura che stritola il lettore e non gli concede nemmeno un attimo di pausa, Everett, esasperando la nevrosi del protagonista, che diventa torturatore, gelido carnefice, mette a nudo l'insopportabile futilità del nascondersi dietro i segni. buona lettura pino[ Auf dieses Posting antworten ]
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- Enzo B (14.04.2008 11:08)
