Re: Troppo caldo, obbligare alla termoregolazione e contabilizzazione calore?
Von: Roberto Deboni (robertodeboni@deboni.name) [Profil]
Datum: 20.11.2009 14:07
Message-ID: <UsOdnU_Hx8jICJvWnZ2dnUVZ7qadnZ2d@giganews.com>
Newsgroup: it.discussioni.energie-alternative
Datum: 20.11.2009 14:07
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dotting wrote: > On 20 Nov, 01:28, Felix <felixma...@gmail.com> wrote: > >> Sarebbe più intelligente una forma di pagamento a consumo mettendo un >> contatore di flusso in entrata ad ogni appartamento che decide >> autonomamente la temperatura degli ambienti. > > Non sempre è possibile, la distribuzione delle colonne montanti che > servono i termosifoni in tutti i condomini italiani avviene in senso > verticale e quindi un appartamento è servito da più colonne. > Nei condomini vetusti l'unica soluzione, fra l'altro abbastanza > economica, è quella di dotare la caldaia di una regolazione climatica, > con una sonda che misura la temperatura esterna collegata fisicamente > alla caldaia ed una sonda che attraverso un collegamento wireless, > fornisce la temperatura di un ambiente campione, magari la stanza > della vecchietta dell'ultimo piano, notoriamente un cesso quanto ad > isolamento. Chiaramente occorre affrontare questo aspetto dal punto legislativo. Se in 20 anni di discorsi, informazione ed altro, e gli ultimi dieci di incentivi fiscali sostenuti (fino ad arrivare al 55%) ci sono ancora attici o "ultimi piani" veri e proprio colabrodi termici, qualcosa non ha funzionato dovunque. La situazione tipica, immagino, e' quella della casa in affitto, ove la vecchieta non ha i soldi per pagarsi da se l'isolamento ed il rifacimento delle finestre, oppure se ha i soldi (con un certo ragionamento da inquilina un po' "torda") non prende neanche in considerazione l'investimento che le farebbe risparmiare un mucchio di soldi in futuro, e, d'all'altra parte, abbiamo un locatore a cui, ovviamente, non interessa nulla se la casa e' piena di spifferi, tanto non e' lui a pagare il riscaldamento. Il ragionamento "crudo" di mercato sarebbe quello di aumentare il prezzo finche' la vecchiata trova altre soluzioni (magari traslocare in un'appartemento piu' "caldo"). Oppure, si pensa anche alle parti deboli e, valutando che l'interesse al risparmio energetico e' un'interesse collettivo (risparmiano anche ai piani inferiori ...) si fa incidere i costi dell'isolamento dell'ultimo piano (che oltretutto fa da tetto) su tutto il condominio/fabbricato ? Forse un intervento legislativo "ad hoc" con un blando compromesso in questo senso, potrebbe fare in modo che chi abita all'ultimo piano (stufo di litigare ogni settimana per fare regolare verso l'alto la caldaia) possa "imporre" al resto del condominio che si faccia l'isolamento del tetto ? > Semplice ed efficace e non soggetto a manomissioni. > La legge per gli ambienti domestici prevede un massimo di 20°C con una > tolleranza di 2°C in più e in meno. Trattandosi di temperature "collettive" 21,9 gradi, ove non ci sono malati, sono anche troppi :-( Occorre in qualche modo spingere le persone a ritenere accettabile l'escursione 18-20 gradiC, che, nelle localita' in cui si e' abituati (e quindi si tiene il maglione anche in casa) e' bene tollerabile. Insomma, qui occorre decidersi: o il benessere di questi 2 gradi in piu' o veramente c'e' un problema di collasso del sistema energetico che richiede di modificare la scala dei propri valori ? -- Roberto Deboni [Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.][ Auf dieses Posting antworten ]
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- Franco (26.11.2009 12:18)
