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La voce della razionalita

Von: RLDeboni (robertodeboni@deboni.name) [Profil]
Datum: 07.07.2008 01:45
Message-ID: <VMGdneGe_cVe--zVRVn_vwA@giganews.com>
Newsgroup: it.discussioni.energie-alternative
Il gruppo degli otto leader che si incontra a Hokkaido Toyako Summit per
il G8 in questi giorni, spingera' per una maggiore generazione nucleare
per ridurre le emissioni di gas serra. Le nazioni G8 hanno deciso di
esercitare pressioni su Cina ed India affinche' soddisfino una maggiore
percentuale dei loro bisogni di elettricita' utilizzando impianto
nucleari. I motivi sono diventati due:

a) contribuire a ridurre il riscaldamento globale
b) contrastare la corsa al rialzo del petrolio

[credo che l'ultimo punto sta diventando importante, perche' il
petrolio, al contrario dell'uranio, ha anche altri usi, che nulla hanno
a che fare con l'energia, ma sono altrettanto importanti per l'umanita']

Il gruppo degli otto leader chiedera' pero' che questo potenziamento
degli impianti nucleari sia accompagnato dalla garanzia che non ci sia
una proliferazione al di fuori degli usi pacifici, di una adeguata
sicurezza degli impianti e di sicurezza regionale.

Ma ancora piu' intressante e' la richiesta di eliminare i sussidi
governativi a favore del petrolio. Infatti, nazioni emergenti, come
Cina, Indonesia e Malesia spesso sostengono le raffinerie locali,
sovvenzionando il prezzo della benzina per calmierare il prezzo.

Quando dico gli "otto leader" intendo dire l'accordo comune pressando
una recalcitrante Germania. Anzi, lo spagnolo Jose Manuel Baroso,
intervistato dal settimanale tedesco Bild, ha detto:
"So che l'argomento dell'energia nucleare e' delicato in Germania, pero'
sempre molti piu' paesi vedono l'energia nucleare come una soluzione,
almeno temporanea, per ridurre la dipendenza da petrolio e gas e
combattere il riscaldamento globale."

Angela Merkel ha reagito dicendo che la decisione definitiva e' stata
presa [ndr:prima che il petrolio raggiungesse i 100 dollari ...].
Questo e' il solito problema dei tedeschi: non sanno quando hanno perso
la guerra.

R.L.Deboni

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