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Riforma processo civile: ma vaff e arivaff

Von: Max max (maxmax@nomail.it.invalid) [Profil]
Datum: 03.11.2009 14:29
Message-ID: <4af0302f$0$830$4fafbaef@reader5.news.tin.it>
Newsgroup: it.diritto
Primaria corte di appello italiana.
Causa rito (para) lavoro tutta in diritto, per decidere basterebbe leggere
appello e comparsa di risposta e poi pensare 5 minuti.
L'art. 437 c.p.c. recita: "Nell'udienza il giudice incaricato fa la
relazione orale della causa. Il collegio sentiti i difensori delle parti,
pronuncia sentenza dando lettura del dispositivo nella stessa udienza".
Nella realta:
"Avvocati, abbiamo ancora cause del 2002, la vostra è ancora neonata (del
2008), dobbiamo rinviare".
E il Collegio togato, in spregio alla legge, rinvia di un anno (e non è
detto che non rinvii ancora).
A parte forme elementari di cortesia (ma chi te lo ha detto di fissare
l'udienza ora se non puoi (rectius) vuoi decidere ?) che avrebbero imposto
un previo avviso per le vie brevi (ma la cortesia non è di certe aule
giudiziarie) possibile che non si capisce che il problema del processo
civile non è la riforma della procedura (si può semplificare ma sarebbe
opera di mera pulizia formale senza eliminare i veri ritardi) ma la fase
decisoria (parte colpa di certi giudici, parte colpa di carenze di organico)
?
Invece gli apprendisti stregoni del ministero (il colore politico del
capintesta è irrilevante) tirano fuori dalla pentola formule puzzolenti che
alla fine riducono i termini per gli avvocati e minano il diritto di difesa
senza porre rimedio alle lungaggini della fase decisoria (ad esempio oggi in
Cassazione tra il deposito del ricorso e la fissazione dell'udienza di
discussione passano anche oltre 5 anni).
La cosa peggiore è che arrivato al ministero un (dicono) avvocato e tirato
inizialmente un sospiro di sollievo (se è avvocato conoscerà la
realtà delle
aule giudiziarie) questo si è dimostrato o non avere alcuna conoscenza di
ciò che accade nel processo civile o, peggio, non voler fare nulla di
fattivo.
Anzi ancora una volta si è scelto di ridurre i termini per le parti (ma cari
miei che senso ha dare alle parti 20 giorni invece di 40 per scrivere una
memoria quando poi il giudice rinvia, se va bene, a due anni ?) e peggio
cercare di intralciare il ricorso alla giustizia.
Ed oltre a mutamenti di procedura che, salvo pochissime eccezioni, nulla
servono a dare una mano a risolvere i veri problemi questi soloni che
evidentemente vivono nell'iperuranio stanno cercando non di influire
sull'offerta di giustizia ma di ridurre la domanda, con istitutti
defatigatori.
Ora introducono la mediazione (a pagamento) indicata come la panacea di
tutti i mali senza sapere che almeno nel civile si tenta prima in tutti i
modi di evitare una lunga causa e se ormai si è arrivati ad iniziare un
giudizio è perchè tutte le strade per una onorevole conciliazione sono
fallite !
Poi aumenteranno i costi vivi dell'accesso alla giustizia e per i più deboli
sarà difficile accedere ad un'aula giudiziaria.
A questo punto ci stanno facendo rimpiangere il giudice di Rabelais che
decideva tirando i dadi ...
Ed il popolo bue, invece di impugnare i forconi, plaude.

Max max



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