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procedimento per truffa

Von: Aquila (aquila@aquila.com) [Profil]
Datum: 13.05.2008 22:38
Message-ID: <4829fc5e$0$35958$4fafbaef@reader2.news.tin.it>
Newsgroup: it.diritto
Sono indagato in un procedimento per truffa.

I fatti, a quanto mi hanno detto in sede di deposizione come persona
informata dei fatti, risalgono al novembre del 2001.

Fui chiamato dai Carabinieri per una deposizione nel gennaio del 2006,
quindi già oltre 4 anni dopo i fatti.

Nel marzo dello stesso anno, fui iscritto nel registro degli indagati.

Fino a maggio del 2007, nessuna nuova, dopodiché, dovendo partecipare a dei
concorsi, andai, attraverso il mio legale, a "smuovere" un po' le acque
cercando di chiudere il discorso, visto che ancora non avevo ben capito di
cosa si trattava, e a maggior ragione volevo vedere se si riusciva ad
uscirne rapidamente.

Il risultato (e meno male che andavo per chiudere...) fu la ricezione del
415-bis, che, se da una parte mi fece sentire ancora peggio (dovevo ancora
capire cosa fusse successo in quel famoso novembre del 2001), dall'altro
permise al sottoscritto e al mio legale di accedere a tutta la
documentazione con cui il mio brillante pm aveva messo in piedi tutto questo
pandemonio.

Ne rimasi sconvolto... una serie di elucubrazioni mentali allucinanti che,
in un modo o nell'altro, avevano portato me e un'altra persona ad essere
additate come "verosimilmente colpevoli" di aver sottratto ad una nota
multinazionale un importo pari a 40 mln. di lire, oggi poco più di 20.000
euro.

Chiaramente, andandoci a studiare la documentazione da tutte le parti,
emergevano falle enormi, "forzature" non indifferenti, e, a dirla proprio
tutta, appariva evidente, dalla querela dell'Azienda, come essa avesse
voluto sin dall'inizio veicolare le indagini della procura verso il
sottoscritto.

Ne scaturì una memoria difensiva in cui si evinceva una "manifesta
infondatezza della notizia di reato", tanto che, "de tabulas", smontammo
tutte le ipotesi dell'accusa e richiedemmo una serie di indagini ulteriori,
che, forse, avrebbero davvero potuto far capire cosa fosse successo.

Orami sono passati 11 mesi ulteriori dal deposito della memoria difensiva, e
il procedimento risulta ancora in indagine.
E' chiaro, non vedo l'ora che si chiuda, ma, vista la precedente esperienza,
d'accordo col legale non andiamo più in segreteria del pm a smuovere le
acque... Visto cosa è successo in precedenza, significherebbe sicuro rinvio
a giudizio.

Il legale mi è costato già 7.000 euro (2.000 euro nella fase preliminare,
appena ricevuta la notifica di iscrizione nel registro degli indagati; 5.000
appena ricevuto il 415-bis, con l'accordo che, anche in caso di rinvio a
giudizio, non avrei dovuto dare un centesimo ulteriore al mio difensore).

Ricorrendo al francese, mi rode piuttosto il culo aver speso tutti questi
soldi per un procedimento "finto", in cui, a dirla tutta, non so neanche se
c'è stato il vero e proprio reato che l'Azienda ha querelato, ma tutto ciò
rientra in uno storico di rapporti tra il sottoscritto e l'Azienda
querelante un po' burrascoso, in cui, quando proprio non ce la feci più,
diedi le dimissioni con un sonoro vaffanculo (non proprio verbale ed
esplicito, ma comunque il senso era quello).

Quando tutta la questione si chiuderà, potrò chiedere i 7.000 euro alla mia
ex Azienda? Potrò chiedergli i danni per avermi inibito la strada ad alcune
posizioni a contratto in Università pubbliche? Potrò chiedergli danni
"morali" generati da una sorta di alterazione degli elementi probanti,
"aggiustati" per veicolare le indagini verso il sottoscritto? Posso agire in
particolare contro una persona (ex collega, che ha ricostruito - forse
volontariamente - le cose a cazzo pur di vedermi nella morsa di un
procedimento pensale?) Ho già chiesto tutte queste cosa al mio difensore,
persona che stimo oltremodo, ma l'ho sempre visto glissare sulla situazione,
per cui non sto più forzando la mano con lui.

Sia inteso, il mio legale già delinea con verosimile certezza che il rinvio
a giudizio senz'altro ci sarà, perché il mio pm non è tipo che si
lascia
"morire in mano" procedimenti, seppur stupidi, per intervenuta prescrizione.
Piuttosto, lo farà fare al giudice del dibattimento, ma io non ci starò, nel
senso che è certo che rinuncerò alla prescrizione, anche a costo di spendere
altri soldi per un altro legale (visto che il mio attuale non è d'accordo su
questa linea...).
Non voglio certo uscirne con un "non luogo a procedere per intervenuta
prescrizione del reato". Quello che serve in questi casi è un'assoluzione
piena, ed è ciò cui aspiro.

Ringrazio tutti coloro che vorranno rispondermi.



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