Re: Fra mille anni
Von: Sebastiano (oxin@libero.it) [Profil]
Datum: 01.09.2008 10:13
Message-ID: <3vNuk.51895$Ca.17776@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.cultura.religioni.cristiani
Datum: 01.09.2008 10:13
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"Y u n a n, the Red Comet" <yunan4u@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:g9aqug$mpn$1@tdi.cu.mi.it... >... Gv 8,43-45: Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete >dare > ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete .... > Inutile ripetere che per un lettore attento, e non in malafede, questo > comporta da parte dei cristiani una superiorità morale od una > predestinazione d'ufficio. Certo, leggendo questo pezzo. Se leggessero e meditassero tutta la Bibbia, e la coniugassero con la storia dopo, dalla nascita del cristianesimo, della Chiesa, la pretesa di una "superiorità morale" dovrebbe essere fonte di vergogna. Il rinnegamento di Pietro non è un fatto isolato, ma accomagna tutta la storia della Chiesa. Missione di un cristiano è annunciare il vangelo e vantarsi di Cristo, non di se stesso o del suo gruppo, vantando una superiorità negate dalla sua stessa storia. E con questo orgoglio si va avanti, rendendosi ciechi ai priopri errori. Del resto se un tuo fratello ti corregge, ma tu sei convinto di essere nel giusto, che fai? lo ascolti o lo ignori? Ovviamente lo ignori e, con la bonaria superiorità, lo tolleri "perchè in fondo è una brava persona" Secondo me il brano del Vangelo ripostato va in questa direzione, nel condannare la dureza del cuore, l'orgoglio personale o della propria casta che impedisce di mettersi in ascolto. Una provocazione che dovrebbe andare al cuore dell'uomo, e non un vanto con cui innalzarsi (essere superiore) rispetto agli altri. Saluti Sebastiano[ Auf dieses Posting antworten ]
