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Re: Salmo 126 : una domanda

Von: Gigi (gigi@gigi.it) [Profil]
Datum: 07.07.2008 12:47
Message-ID: <4871f420$0$18155$4fafbaef@reader3.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura.religioni.cristiani
Trew ha scritto:
> L ha scritto:
>
>>> quando avviene una disgrazia si subisce un brusco risveglio. L'uomo
>>> non
>>> è una macchina e la sua vita non si può esaurire nel produrre
qualcosa
>>> e
>>> consumare qualcos'altro.
>
>>
>> Ma non possiamo solo lasciarci vivere come animali.
>>
>> Dobbiamo cercare il perché ci siamo .. anziché no.
>>
>> Diveniamo -allora- amici di Dio, perché cerchiamo la verità.
>
> le domande che il verso mi poneva erano queste:
> per realizzare i propri desideri, è meglio darsi da fare o chiederli a
> Dio? Il salmo sembrerebbe suggerire una sorta di quietismo.
>
> Sull'essere amici di Dio mi pare ci sia una certa difficoltà. Al di
là
> delle frasi fatte, come si fa ad essere amici del proprio creatore
> onnipotente, che alla fine sarà il nostro giudice? e' un'amicizia non
> proprio equilibrata....




se Gesù è Dio, allora si può.  (dal Vangelo di S Giovanni... vi ho
chiamati amici, voi siete miei amici ecc...).
l'amico non ti giudica. o meglio se sei amico sei già giudicato, e
perdonato (sennò che amico è???) infatti ancora Giovanni dice: chi è
nato da Dio non ha colpa... ecc.
come si fa a diventare amici di Dio? penso un pò come si diventa amici
con gli uomini in genere... con il tempo con la volontà di amarlo, la
preghiera le letture giuste che te lo fanno conoscere, attraverso la
comunione dei santi (amare chi è amico di Dio è amare Dio stesso... ''e
quando ti abbiamo dato da bere?? ogni volta che lo avete dato ad uno di
questi piccoli'') ecc.
se rimaniamo ancorati al vecchio testamento è un pò più difficile
perchè
è facile vedere solo un Dio che applica una legge e niente amore, (o
forse siamo noi a non vederlo...) poi è sempre nel rifiuto di Dio che
arriva la punizione che è frutto come per Adamo del distacco dal Dio di
verità in nome di una propria menzogna della quale il frutto è appunto
la punizione stessa.

gg

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