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Re: "Omosessualità nel cristianesimo". Le testimonianze e i documenti del di noi Siamo Chiesa dell'Emilia Romagna

Von: rafminimi13@libero.it [Profil]
Datum: 16.07.2008 11:31
Message-ID: <Sdjfk.28173$Ca.15367@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.cultura.religioni.cristiani
"gionatanews" <gionatafeed@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:b13d1ad2-124a-425f-8a2b-b7cd4adf51e7@b1g2000hsg.googlegroups.com...
Scriveva il reverendo William Sloane Coffin Jr (1 giugno 1924 - 12
aprile 2006) che l'esclusione dei credenti omosessuali "è una spina
nella carne della Chiesa e noi non possiamo rimanere né indifferenti,
né indecisi".





Contro i perversi e vani ragionamenti fatti da alcune Chiese Evangeliche a
favore dell'omosessualità
Giacinto Butindaro
Introduzione
In Italia ci sono pastori, teologi, e chiese evangeliche che approvano
l'omosessualità,
in quanto affermano che l’omosessualità non è peccato. Quindi, secondo loro,
gli omosessuali che professano la loro fede in Cristo devono essere
accettati a tutti gli effetti come membri di Chiesa. Non devono essere
ripresi per il loro comportamento e neppure esortati a ravvedersi, ma
piuttosto devono essere incoraggiati a rimanere omosessuali, perché non c’è
alcun male nell’essere omosessuali. Un uomo può essere un gay mentre una
donna può essere una lesbica, perché Dio non detesta l’omosessualità.
Non
solo, costoro esortano a schierarsi apertamente a favore delle coppie
omosessuali, e quindi a favore dei loro diritti, tra cui spicca il ‘diritto
di sposarsi’. Ecco quanto dissero a chiare lettere alcuni pastori e teologi
protestanti diversi anni fa a riguardo delle unioni civili tra omosessuali:
'Apprezziamo ed accogliamo con interesse la raccomandazione del Parlamento
di Strasburgo di riconoscere nelle legislazioni nazionali i diritti delle
convivenze stabili fra cittadini omosessuali, assimilandole alle convivenze
stabili fra eterosessuali, al fine di assicurare alle une e alle altre
parità di doveri e di diritti; invitiamo la nostra società a confrontarsi
con tale proposta con serenità e spirito di equità, sviluppando una
riflessione etica che prenda atto dell'evoluzione del costume in corso
nell'ambito delle società occidentali, salvaguardando da un lato il rispetto
delle persone coinvolte nella loro specificità umana e nelle loro scelte di
vita, e salvaguardando insieme i tempi necessari per una evoluzione e
maturazione delle coscienze di fronte ai mutamenti in corso; auspichiamo che
su tale questione non si creino fronti rigidi e condanne preconcette, anche
in nome di un'etica cristiana che è stata vissuta storicamente in forme
diverse, restando al suo centro il rispetto della persona umana, creata a
immagine di Dio, amata e riscattata da Dio; proponiamo infine di lasciar
cadere, in questo contesto, l'uso del termine 'matrimonio' (che ha creato il
senso di una non necessaria provocazione), a favore dei termini più adeguati
di 'convivenza stabile' o di 'unione civile' (NEV, 2 Marzo 1994, anno XV,
numero 9, pag. 1). Questa dichiarazione fu sottoscritta da 33 pastore e
pastori valdesi, 17 battisti, 7 luterani, 7 metodisti e una pastora
riformata. Tra i firmatari, compaiono il valdese Giorgio Bouchard (ex
Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia); il
metodista Sergio Aquilante, i battisti Franco Scaramuccia e Massimo Aprile;
il decano luterano Hans Gerch Philippi; il decano della facoltà valdese di
teologia Paolo Ricca con i docenti Bruno Corsani, Daniele Garrone, Ermanno
Genre e il docente emerito Giorgio Girardet.
E’ bene però fare questa precisazione: non perchè eminenti teologi o pastori
di queste denominazioni evangeliche siano a favore delle convivenze e dei
‘matrimoni’ tra omosessuali, e lo dichiarano apertamente, questo significa
che tutti in seno a queste denominazioni la pensino nella stessa maniera,
perchè così non è, infatti ci sono alcuni credenti in queste
denominazioni
che non sono affatto d’accordo con loro e rifiutano di prendere questa loro
posizione.
Adesso, affinché vi possiate rendere conto di cosa viene insegnato da questi
pastori e teologi a riguardo dell’omosessualità, riporterò alcune
affermazioni scritte sul periodico Protestantesimo: ‘L’omosessualità è una
realtà documentata in ogni epoca ed in ogni tipo di società umana. Ogni
generazione vi si trova confron­tata ed ogni presa di posizione è sempre
culturalmente situata. Oggi noi possiamo assumere una posizione di apertura
e di rispet­to per gli omosessuali, liberandoci da molti preconcetti che
hanno provocato inumane discriminazioni. Le ricerche sull’omoses­sualità
hanno ormai superato l’idea che le radici primarie dell’orientamento
omosessuale possano essere attribuite a forme di malattia psichica. E pur
non essendo oggi dimostrabile scien­tificamente una predisposizione
genetica, vi è largo consenso sul fatto che l’omosessualità non sia una
scelta, quanto piuttosto una condizione esistenziale che si impone come dato
oggettivo ad un dato momento della vita. Il riconoscimento dell’omosessualità
come condizione esistenziale mette in questione sia la pretesa terapeutica,
sia il concetto di pratica sessuale ‘contro natura’. Da un punto di vista
etico ciò rivela l’incoerenza di chi ricono­sce da un lato la tendenza
innata dell’omosessualità, e dall’al­tro giudica amorale l’incontro amoroso
omosessuale, proponendo la castità come soluzione cristiana al problema. Noi
riteniamo di doverci situare oltre questa contraddizione (...) Siamo
convinti che numerose forme di emarginazione cui gli omosessuali sono
sottopo­sti possano essere superate con una opportuna legislazione che eviti
gli aspetti discriminatori ancora esistenti sul piano sociale. Siamo
favorevoli ad una regolamentazione legislativa che riconosca la coppia
omosessuale e ne garantisca la convivenza stabile. Aspettiamo dal nostro
Parlamento, in tempi brevi, questa iniziativa raccomandata dal Parlamento
europeo e la incoraggiamo. Non crediamo invece che abbia senso l’estensione
del concetto di famiglia alla coppia omosessuale (...) Non siamo però
favorevoli ad una legge che istituisca una parità di diritti di adozioni tra
coppie omosessuali ed eterosessuali. Così come non crediamo che si debba
mantenere o istituire un principio che lo vieti in modo assoluto. Siamo
invece favorevoli a valutare queste possibilità caso per caso (...) Sul
piano ecclesiale ci dobbiamo liberare dai vecchi stereotipi di una cultura
che ha espresso un duro giudizio sull’omosessualità. I testi biblici vanno
letti nell’intelligenza della cultura di cui sono figli; noi leggiamo oggi
la Bibbia con l’intelligenza dello Spirito, nella situazione culturale
moderna, con gli strumenti conoscitivi che sono i nostri e di cui portiamo
la responsabilità. Riconoscere la realtà dell’amore omosessuale - fatto
indubbiamente perturbante - significa, noi crediamo, pren­dere atto di
quella parte di ‘mistero’ inerente al fatto omoses­suale e che le nostre
conoscenze umane non sono oggi in grado di spiegare. Non dobbiamo però
dimenticare che il criterio di appar­tenenza ad una comunità cristiana è
il
criterio della fede e non un altro. Siamo anche favorevoli a ‘forme di
benedizione’ per le coppie omosessuali cristiane che ne facciano richiesta e
al loro inserimento come coppia nella comunità cristiana’ (Protestantesimo,
N° 50, 1995, pag. 307, 308, 309).
Confutazione
Adesso mediante le Scritture confuteremo uno per uno i punti principali di
questo perverso discorso.
1) Noi oggi possiamo assumere una posizione di rispetto verso gli
omosessuali liberandoci da molti preconcetti.
E’ vero che potremmo conformarci al presente secolo come hanno fatto questi
uomini ed assumere la loro stessa posizione nei con­fronti degli
omosessuali, ma noi credenti in Cristo Gesù rifiu­tiamo di fare ciò
perchè
la Scrittura dice: “Non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati
mediante il rinnovamento della vostra mente...” (Romani 12:2); e perciò
rifiutiamo categoricamente di assumere questa loro posizione di rispetto
verso gli omosessuali. Gli omosessuali vanno rispettati solo come persone,
come vanno rispettati gli omicidi, i maghi, i ladri, le meretrici e così
via, ma non nel senso in cui vorrebbero farci intendere costoro, cioè
rispettando la loro ‘condizione esistenziale’; in altre parole noi credenti
siamo chiamati a rispettare anche le persone che vanno dietro a questo vizio
contro natura nel senso che non dobbiamo fare loro alcun male, alcun torto,
ma non dobbiamo rispettare e neppure incoraggiare la loro scelta. La
chiamiamo scelta perchè così va chiamata, checché ne dicano questi
teologi
che si sono gettati alle spalle la legge dell’Iddio vivente e che non
intendono quello che dicono né quello che danno per certo.
Che dobbiamo fare dunque? Dobbiamo esortarli e scongiurarli a ravvedersi dei
loro peccati ed a credere in Cristo Gesù al fine di ottenere la remissione
dei loro peccati e la liberazione da questo peccato contro natura che li
tiene incatenati. E tutto ciò con amore ma anche con ogni franchezza senza
lusingarli; ricorda­tevi che gli omosessuali non erederanno il regno di Dio
(cfr. 1 Corinzi 6:10) al pari di tutti gli altri peccatori impenitenti. Ma
ahimè, da come parlano costoro, parrebbe che coloro che si devono ravvedere
non sono gli omosessuali ma coloro che condannano l’omosessualità; notate
infatti che secondo loro noi dovremmo liberarci da dei preconcetti (cambiare
modo di pensare). Ora, il preconcetto è un’opinione formatasi prima su
scarsi fondamenti che in seguito impedisce, al momento opportuno, di
esprimere un giudizio sereno; quindi una opinione sbagliata di cui bisogna
sbarazzarsi. E se noi ci mettiamo a rispettare gli omosessuali e ad
accoglierli saremo liberati dall’opi­nione che essi sono in abominio a Dio
ed entreremo finalmente nella libertà!! Ma quale libertà? Quella secondo la
carne che mena alla morte. Nessuno di questi cianciatori vi seduca,
fratelli; quella che condanna l’omosessualità e la riprova in tutte le sue
forme non è un preconcetto, non è un’idea sbagliata, ma un’idea giusta
perchè non è fondata su un fondamento variabile e traballante, ma sulla
infallibile Parola di Dio, vivente e permanente che non cambia mai. Perciò
ritenete fermamente nella vostra mente il pensiero che l’omosessualità è in
abominio a Dio e che coloro che vi si danno se non si ravvedono da essa
andranno nel fuoco eterno; cingete i fianchi della vostra mente affinché
questo pensiero giusto non si diparta da essa. Coloro che devono ravvedersi
sono questi teologi e coloro che gli danno retta; perchè essi si sono dati a
vani ragionamenti e il loro cuore si è ottenebrato.
2) Gli omosessuali non sono tali perchè scelgono di esserlo ma bensì
perchè
ad un dato momento della loro vita vi sono costretti dalle circostanze della
vita; la loro è una condizione esisten­ziale, non una scelta.
Adesso l’omosessualità è diventata una condizione esistenziale. In sostanza
essa non è più una diabolica scelta, ma una condizione di vita venutasi a
creare indipendentemente dalla volontà del singo­lo! Ecco perchè si
sentono
dire a costoro frasi del genere: ‘Ma che colpa ne hanno loro in fondo in
fondo? Sono nati così. Non è dipeso mica da loro, ma ci sono stati costretti
da tante circo­stanze della vita contro la loro volontà!’. Costoro errano
grande­mente; la cosiddetta scienza che studia il comportamento umano è
arrivata a errate conclusioni sull’omosessualità e loro ci sono andati
dietro.
L’omosessualità secondo la Scrittura è un peccato perchè è la
trasgressione
della legge di Dio. Che dice la legge? Essa dice: “Non avrai con un uomo
relazioni carnali come si hanno con una donna; è cosa abominevole” (Levitico
18:22). Quindi chi trasgredisce questo ordine compie un peccato, un atto in
abominio a Dio. E da esso si deve ravvedere se vuole scampare alle fiamme
del fuoco eterno; nel caso contrario, cioè se rifiuterà di ravvedersi quello
che lo aspetta è l’ardore del fuoco che lo tormenterà per l’eternità.
L’uomo non nasce omosessuale, come non nasce omicida, o come non nasce
ladro; esso nasce sì sotto il peccato in virtù della disub­bidienza di
Adamo, ma non omosessuale. Omosessuale ci diventa per sua scelta; è vero che
tutti dipendono dal tempo e dalle circostan­ze (cfr. Ecclesiaste 9:11), ma
questo non annulla mica la libertà di scegliere dell’uomo in un senso o in
un altro. Quando Paolo dice ai Romani: “Perciò Iddio li ha abbandonati a
passioni infami; poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in
quello che è contro natura; e similmente anche i maschi, lasciando l’uso
naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli
altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi
la condegna mercede del proprio traviamento” (Romani 1:26-27) spiega molto
bene che si tratta di una scelta di queste persone. Quindi nessuno vi
seduca; gli omosessuali ci diventano così per loro scelta.
3) Il riconoscimento degli omosessuali mette in discussione il concetto di
relazione carnale contro natura; quindi questo concetto è da rivedere.
Non è affatto vero; il riconoscimento, da parte di questi pastori
evangelici, degli omosessuali come persone da accettare così come sono in
virtù di questa loro ‘condizione esistenziale’, non mette per niente in
discussione il concetto di pratica sessuale contro natura. Per noi non è
cambiato proprio nulla dal giorno che gli omosessuali sono stati approvati
da costoro, proprio nulla. Il concetto di pratica sessuale contro natura
rimane in piedi perchè la natura continua ad insegnarci questo concetto in
manie­ra eloquente. E non solo la natura ce lo insegna, ma anche la
Scrittura; Paolo infatti parla ai Romani delle donne che “hanno mutato l’uso
naturale in quello che è contro natura” (Romani 1:26) e degli uomini che
hanno lasciato “l’uso naturale della donna” (Romani 1:27); e Giuda nella sua
epistola parlando degli abitanti di Sodoma e Gomorra dice che andarono
dietro a “vizi contro natura” (Giuda 7). Mettere in discussione questo
concetto quindi vuole dire mettere in discussione la Parola di Dio e quindi
Dio stesso. Lungi da noi questo: “Sia Dio ricono­sciuto verace ma ogni uomo
bugiardo” (Romani 3:4).
Ma allora se chi è omosessuale sessualmente non pratica qualcosa contro
natura ciò vuole dire che l’uomo sulla terra può sposarsi sia una donna che
un uomo!! A lui la scelta dunque! Ma questo significa sovvertire l’ordine di
Dio! Ma che fece Iddio quando vide che Adamo era solo ed aveva bisogno di un’aiuto
convenevole? Non gli fece forse una donna? E non disse forse Iddio dopo
avergliela fatta: “E l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla
sua moglie, e saran­no una stessa carne” (Genesi 2:24)? Quindi, ciò
significa che l’uomo deve avere una relazione carnale solo con la propria
moglie, e che qualunque altra relazione carnale prima del matrimonio o dopo
il matrimonio con una persona (sia dello stesso sesso che del sesso opposto)
che non è la propria moglie davanti a Dio è peccato. Ma mentre il rapporto
carnale di un uomo con una donna che non è la propria moglie non è contro
natura, per la ragione che l’altro partner è del sesso opposto, il rapporto
carnale con un uomo è contro natura perchè si oppone all’ordine naturale.
Ambedue i comporta­menti sono però da condannare perchè peccato davanti
a
Dio; e difatti nè i fornicatori, nè gli adulteri e nè gli omosessuali
eredi­teranno il regno di Dio. Questa è la ragione per cui come non è
ammissibile definire la fornicazione o l’adulterio come qualcosa che non va
contro la legge di Dio, così non si può definire un omosessuale una persona
che non pratica atti contro natura. Nessuno vi seduca; l’amore tra gli
omosessuali è un amore finto, è una perver­sione: i loro atti carnali
vanno
contro la natura e per questi l’ira di Dio viene su di loro. Essi muoiono
colpiti da Dio; quando si sente dire che degli omosessuali muoiono di Aids
questo non è altro che il giudizio di Dio, o come lo chiama Paolo, “la
condegna mercede del proprio traviamento” (Romani 1:27). E anche quando non
muoiono colpiti da Dio con l’Aids o con qualche altra grave malattia, per
certo dopo morti ricevono la punizione che meritano, ossia il tormento nelle
fiamme dell’Ades in attesa del giorno del giudizio quando saranno giudicati
secondo le loro opere e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo che
è la morte seconda.
4) Loro, cioè i pastori che hanno sottoscritto tutto ciò e tutti quelli che
sono d’accordo con loro, vogliono che al più presto il Parlamento di questa
nazione emani una legge che riconosca le coppie omosessuali e protegga la
loro convivenza.
Naturalmente i teologi e i pastori Valdesi favorevoli agli omosessuali
possono permettersi di parlare così anche perchè hanno dei membri al
Parlamento italiano che si di­chiarano facenti parte della Chiesa valdese
italiana, e perciò possono fare direttamente leva su loro affinchè il
Parlamento Italiano si adegui alle direttive europee in materia di
omoses­suali. Noi dal canto nostro siamo disgustati nel sentirli parlare
così perchè in questa maniera questi cosiddetti pastori che si definiscono
evangelici non fanno altro che incoraggiare gli omosessuali in questa
nazione a continuare a seguire le loro concupiscenze carnali; insomma questa
loro presa di posizione anche dal punto di vista politico tende a
fortificare le mani di questi peccato­ri che non aspettano altro che essere
riconosciuti dal Parlamento Italiano perchè allora avranno pure la legge
dalla parte loro. Sì, ma quale legge (nel caso lo Stato italiano approvi
questa legge)? Quella dell’uomo ma non quella di Dio. Gli omosessuali
infatti non avranno mai dalla loro parte la Legge di Dio, perchè essa va
chiaramente contro di essi, e li giudica per quel che sono cioè dei ribelli
a Dio. Quindi ci sono persino molti che si dicono Protestanti che fanno
pressione sulle autorità affinchè si affrettino a ricono­scere questi
peccatori, gli diano il diritto di sposarsi e di vivere assieme riconosciuti
dalla legge! A costoro io dico: ‘Vergo­gnatevi, voi che vi vantate di essere
Protestanti, ma che invece di protestare contro l’omosessualità che si va
diffondendosi sempre più anche in questa nazione, vi siete fatti portavoci
degli omosessuali persino a livello politico. Non vi basta averli
riconosciuti nell’ambito ecclesiale, adesso volete pure che lo Stato emani
delle leggi in loro favore! Volete pure che si sposino tra di loro! Ma non
vi rendete conto di esservi allontanati dalla Parola di Dio? Ma non vi
rendete conto di aver perso il discernimento? Umiliatevi davanti a Dio o
partecipanti alle opere infruttuose delle tenebre e pentitevi della vostra
iniquità e Dio avrà pietà di voi.
5) Per quanto riguarda le adozioni di bambini da parte delle coppie
omosessuali questi pastori e questi teologi non sono del tutto contrari;
bisogna esaminare i casi, dicono loro.
No, non bisogna esaminare caso per caso; gli omosessuali non possono
sposarsi e non possono neppure adottare dei figli perchè tutto ciò va contro
la legge divina. Quindi costoro che così sfacciata­mente parlano in questa
maniera si sono messi contro la Parola di Dio, stanno combattendo contro
Dio; ma non vinceranno, saranno confusi, e gli altri lo vedranno.
Gli omosessuali che convivono assieme (come anche quelli che non convivono
assieme) vanno esortati a ravvedersi e a fare frutti degni di ravvedimento.
Il primo frutto degno di ravvedimento è smettere di darsi all’impurità e a
peccati contro natura e perciò smettere di convivere assieme.
6) I passi biblici che condannano l’omosessualità sono figli di una cultura
antica; e vanno letti perciò nell’intelligenza di quella cultura. Oggi non
si leggono più in quella intelligenza arcaica ma con l’intelligenza dello
Spirito perchè i tempi sono moderni ed abbiamo delle conoscenze che gli
antichi non avevano al loro tempo; una di queste è appunto quella che
l’omosessualità
non è una scelta ma una condizione esistenziale.
Come potete vedere questi pastori e teologi hanno lanciato un attacco
sfrontato contro la Parola di Dio. Vediamo innanzi tutto quali sono i passi
biblici che condannano in una maniera o nell’altra l’omosessualità.
- Nella Genesi è scritto: “Ora la gente di Sodoma era scellerata e oltremodo
peccatrice contro l’Eterno” (Genesi 13:13); e che lo fosse ne abbia­mo una
prova nel fatto che quando i due angeli arrivarono a casa di Lot “i Sodomiti
circondarono la casa; giovani e vecchi, la popolazione intera venuta da ogni
lato; e chiamarono Lot e gli dissero: Dove sono quegli uomini che sono
venuti da te stanotte? Menaceli fuori, affinchè noi li conosciamo!” (Genesi
19:4-5); qui quel ‘affinchè li conosciamo’ vuole dire: ‘Affinchè abbiamo
relazione carnale con loro’. I due angeli di Dio dissero a Lot: “Noi
distruggeremo questo luogo, perchè il grido contro i suoi abitanti è grande
nel cospetto dell’Eterno, e l’Eterno ci ha mandati a distruggerlo” (Genesi
19:13); e dopo che Lot uscì dalla città “l’Eterno fece piovere dai cieli su
Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno; ed egli distrusse
quelle città e tutta la pianura e tutti gli abitanti delle città e quanto
cresceva sul suolo” (Genesi 19:24-25). Pietro dice che Dio “le condannò alla
distruzione perchè servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero
empiamente” (2 Pietro 2:6).
Una precisazione va fatta a proposito di Sodoma, Gomorra e le città
circonvicine; l’omosessualità era uno dei peccati a cui gli abitanti di
queste città si erano dati perchè secondo Ezechiele erano anche senza
pietà
verso i poveri perchè vivevano nell’ab­bondanza del pane ma non sostenevano
la mano dell’afflitto e del povero, erano altezzosi e orgogliosi (cfr.
Ezechiele 16:49-50). Ma comunque questo loro peccato era predominante.
- Nel libro dei Giudici è scritto che un vecchio della contrada montuosa di
Efraim, che abitava come forestiero in Ghibea, ospitò un Levita e la sua
concubina, e “mentre stavano rallegrandosi, ecco gli uomini della città,
gente perversa, circondare la casa, picchiare alla porta, e dire al vecchio,
padron di casa: ‘Mena fuori quell’uomo ch’è entrato in casa tua chè lo
vogliamo conoscere!” (Giudici 19:22). Notate che quegli uomini che volevano
avere un rapporto sessuale con quel Levita sono definiti gente perversa.
- Nel libro del Levitico è scritto: “Non avrai con un uomo rela­zioni
carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22),
ed ancora: “Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una
donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a
morte; il loro sangue ricadrà su loro” (Levitico 20:13). Notate che secondo
la legge gli omosessuali erano degni di morte e per loro non vi erano
sacrifici di espiazione da potere offrire per essere perdonati.
- Nella lettera ai Romani è scritto: “Perciò Iddio li ha abbando­nati a
passioni infami; poichè le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in
quello che è contro natura; e similmente anche i maschi, lasciando l’uso
naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli
altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi
la condegna mercede del proprio traviamento” (Romani 1:26-27). Notate in
queste parole di Paolo questi termini eloquenti ‘passioni infami’, ‘cose
turpi’, ‘traviamento’ che si riferiscono al comportamento degli omosessuali.
- Nella lettera ai Corinzi è scritto che nè gli effeminati e neppure gli
omosessuali “erederanno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:10), il che significa
che anche gli omosessuali se ne andranno a punizione eterna.
- Nella prima epistola di Paolo a Timoteo è scritto che “la legge è fatta
non per il giusto ma...per i sodomiti...” (1 Timoteo 1:9,10), quindi gli
omosessuali non sono annoverati fra i giusti, e se non sono dei giusti non
possono essere che dei peccatori; sono dati a passioni infami e commettono
tra di loro cose turpi, come potrebbero essere definiti dei giusti?
Ora, per gli scrittori di quell’articolo su Protestantesimo i suddetti passi
che giudicano gli omosessuali come gente perversa che secondo il giudizio di
Dio sono degni di essere fatti morire da Dio e gettati nel fuoco eterno
vanno letti ‘nell’intelligenza della cultura di cui sono figli’, il che
significa che oggi non hanno più quel significato che avevano per coloro che
li leggeva­no allora. E perchè questo? Perchè oggi noi leggiamo la
Bibbia
con l’intelligenza dello Spirito nella situazione culturale moderna!! In
altre parole la Scrittura sugli omosessuali non vuole più dire quello che
diceva ai profeti sotto la legge, o a Paolo e agli altri apostoli nel primo
secolo dopo Cristo perchè loro la leggevano nell’intelligenza di quella
cultura arcaica, mentre adesso la si legge con l’intelligenza dello Spirito!
Ma può essere che costoro abbiano ragione nel parlare così? No, nella
maniera più assoluta. Costoro per essere giunti alle suddette conclusioni
favorevoli agli omosessuali vuole dire che la Bibbia non la leggono per
niente o se la leggono non la leggono per niente coll’intelligenza dello
Spirito ma con la mente accecata dalle tenebre, impossibilitati quindi a
comprenderla. I passi della Bibbia che condannano espressamente l’omosessualità
hanno lo stesso significato di allora, nè più nè meno: il cambiamento
dei
tempi, il progresso scientifico non hanno per nulla influito sul loro
significato. La Bibbia è una lampada splendente; ma la loro mente è
tenebrosa. Per questo la intendono così diversamente dagli antichi. Essi
dicono che la leggono con l’intelligenza dello Spirito! Ma quale
intelligenza dello Spirito hanno costoro?! Ma dove è essa? Noi non la
vediamo; vediamo solo tracotanza, ignoranza, e follia! Come dice Geremia di
costoro: “Ecco, hanno riget­tato la parola dell’Eterno; che sapienza possono
essi avere?” (Geremia 8:9). Gli antichi sì che leggevano la Scrittura con
l’intelligenza
dello Spirito, ma loro che si vantano di essere moderni la leggo­no (quando
la leggono) con la follia che è propria di questa generazione storta e
perversa; e per questa ragione non la posso­no comprendere così chiaramente
come la comprendevano Mosè, i profeti, e gli apostoli. Loro si sono
conformati al presente secolo malvagio; come possono dunque intendere la
volontà di Dio scritta nella Bibbia? E’ impossibile. Fratelli, nessuno di
costoro vi seduca con questi vani ragiona­menti per non cadere nella rete
del nemico. Quando leggete i suddetti passi che condannano l’omosessualità
credeteli così come li leggete, essi vogliono dire quello che dicono.
7) L’appartenenza ad una comunità cristiana dipende dalla fede del singolo,
non dal fatto che sia omosessuale; il che significa che un cristiano può
essere pure omosessuale, perchè non è l’omoses­sualità che
impedisce ad una
persona di entrare a fare parte di una comunità ma la sua mancanza di fede.
Non esistono Cristiani omosessuali, perchè il nome stesso ‘cri­stiano’ lo
dice. Esistono invece Cristiani ‘ex-omosessuali’ cioè che prima di
convertirsi a Cristo erano dati a peccati contro natura, ma dopo hanno
smesso di peccare. Paolo disse ai Corinzi: “Non sapete voi che gli ingiusti
non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né
gl’idolatri,
né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri,
né gli avari,
né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il
regno di
Dio. E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati
santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e
mediante lo Spirito dell’Iddio nostro.” (1 Corinzi 6:9-11) Quel ‘tale
eravate alcuni’ significa che non lo erano più, perché ora vivevano in
novità di vita, secondo che è scritto: “Se dunque uno è in Cristo,
egli è
una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove”
(2 Corinzi 5:17). Ma se uno si chiama Cristiano e dice di avere creduto in
Cristo ma vive peccando contro natura deve essere estromesso dalla comunità
perchè è scritto: “Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi
5:12). Quindi il criterio di appartenenza ad una comunità non è solo la fede
ma anche la condotta; il luogo di culto deve sì accogliere persone che
ancora non sono nate di nuovo e vivono nel peccato affinchè odano l’evangelo
della grazia e credano per essere affrancati dal peccato, ma non deve
accogliere persone che fanno professione di conoscere Dio ma nello stesso
tempo prendono piacere nei vizi contro natura.
8) Questi pastori e teologi sono favorevoli a dare la loro benedizione sulle
coppie omosessuali e a farli inserire nella comunità per farli sentire a
loro agio e non discriminati.
No, non se ne parla nemmeno di forme di benedizione per le coppie
omosessuali cosiddette cristiane. Per loro ci sono solo parole di
esortazione e di riprensione. Devono ravvedersi, convertirsi dalle loro vie
malvage. Che ci mettiamo a fare adesso? A compiacerli e a benedirli nel nome
del Signore come se si trattasse di una vera coppia di sposi? Lungi da noi
simili aberranti comportamenti. Gesù benediceva i piccoli fanciulli quando
gli venivano presen­tati, ma i peccatori li esortava a ravvedersi. Ma
pensate voi che se si fossero presentati a Gesù due omosessuali del tempo
che dicevano di amarsi e che stavano bene assieme per ricevere da lui una
benedizione Egli gliela avrebbe accordata? Giudicate voi da persone
intelligenti quello che dico. Questi cosiddetti pastori in questa maniera
stanno invogliando gli omosessuali a recarsi nei loro locali di culto; per
loro infatti non avranno parole di esortazione a ravvedersi, come si
converrebbe, ma parole dolci, lusinghevoli, benedizioni in nome di Dio.
Assomigliano a quei falsi profeti che al tempo di Geremia con i loro
discorsi forti­ficavano le mani dei malfattori; ecco infatti cosa Dio dice
di loro: “Dicono del continuo a quei che mi sprezzano: L’Eterno ha detto:
Avrete pace; e a tutti quelli che camminano seguendo la caparbietà del
proprio cuore; ‘Nessun male v’incoglierà” (Geremia 23:17). Guai a loro!
Porteranno la pena della loro ribellione.
Conclusione
Alcune ultime considerazioni a proposito di questo argomento così
importante; siamo negli ultimi termini dei tempi ed avvertiamo chiaramente
il tentativo da parte del diavolo di fare passare l’omosessualità per
qualcosa di buono, per qualcosa che si può fare senza paura d’incorrere nel
giudizio di Dio. Non c’è da meravigliarsi di questo perchè sin dal giardino
dell’Eden il diavolo ha cercato di presentare la trasgressione della Parola
di Dio come qualcosa che si può benissimo fare; egli disse infatti ad Eva:
“No, non morrete affatto” (Genesi 3:4). Mentre Dio aveva avvertito
chiara­mente Adamo dicendogli che nel giorno che avrebbe mangiato di quello
specifico frutto (dell’albero della conoscenza del bene e del male) sarebbe
di certo morto. Che faremo dunque fratelli? Daremo retta alla voce del
Serpente antico, del sedut­tore di tutto il mondo? Così non sia. Anzi
dobbiamo con forza opporci a questo suo tentativo vivendo una vita santa,
esemplare in questo mondo di tenebre, affinchè la dottrina di Dio sia
confermata dalle nostre opere; e nello stesso tempo riprovando l’omosessualità.
Le opere delle tenebre infatti vanno riprovate, dice Paolo agli Efesini
(5:11). L’omosessualità è peccato, quindi male e tenebre, e non possiamo
metterci a chiamarla una cosa buona. Per chi lo fa c’è una maledizione:
“Guai a quelli che chiamano bene il male (...) che mutano le tenebre in luce
(...) che mutano l’amaro in dolce” (Isaia 5:20), dice infatti Isaia. A noi
non deve importare proprio nulla come gli eminenti teologi sostenitori
dell’omosessualità
chiamano questo nostro atteggiamento nei confronti dell’omoses­sualità; la
Scrittura dichiara che stiamo facendo ciò che è giusto agli occhi di Dio, il
loro giudizio quindi - dato che si oppone alla Parola di Dio - non vale
proprio nulla.
Satana sta cercando tramite diversi cosiddetti pastori e teologi evangelici
in Italia di inserire degli uomini pervertiti in mezzo alle Chiese; anzi li
ha già pienamente inseriti dobbiamo dire. Le parole ed i fatti di costoro lo
stanno a dimostrare abbondan­temente. Parlano di omosessuali cristiani, di
coppie omosessuali cristiane; e li appoggiano pure, come se niente fosse. Si
legge infatti in un articolo giornalistico del 1994 che da anni ‘gay e
Protestanti collaborano proficuamente, tanto che la comunità Valdese ospita
ogni anno a Plati, in Piemonte, il Convegno degli omosessuali credenti...’
(Il Manifesto, 25 Febbraio 1994, pag. 6). Tutto rientra nella norma quindi;
non c’è niente da scandalizzar­si per costoro; niente da riprovare!! C’è
stata una evoluzione dei costumi nella società, essi dicono; quindi bisogna
adeguarsi per abbattere quegli steccati che la Chiesa ha eretto nei
confronti degli omosessuali nel corso del tempo. Quindi il motto è
diventa­to questo: ‘Dobbiamo cambiare modo di pensare noi, gli omosessuali
possono invece continuare a pensare come sempre hanno fatto; siamo noi che
abbiamo sbagliato fino ad ora, non sono loro’.
Diletti, badate che nessuno di questi cosiddetti omosessuali cristiani che
vogliono essere accettati così come sono, cioè con tutta la loro
perversione, si insinui fra voi; perchè “un po' di lievito fa lievitare
tutta la pasta” (1 Corinzi 5:6). Se essi vogliono essere accetta­ti devono
prima mostrare i frutti degni del ravvedimento, ma se non mostrano questi
frutti schivateli. Non vi paia un’ingiustizia questa, perchè ciò non
contrasta la Parola di Dio. Certamente, il tutto deve essere fatto con
carità e pietà, ma deve essere fatto.
I conduttori delle Chiese predichino l’Evangelo con forza e con ogni
franchezza; esso è la potenza di Dio che libera anche gli omosessuali se
essi credono in esso. E tutti preghino Dio con ardore e con fede per queste
anime perdute che il diavolo tiene incate­nate affinchè Dio le liberi dalla
schiavitù del peccato.
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INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO




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