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Pietismo

Von: bonaiuti (nospammer@3009.com) [Profil]
Datum: 15.06.2008 13:08
Message-ID: <4854f837$0$40156$4fafbaef@reader1.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura.religioni.cristiani
Roma, 15 giu. (Adnkronos/Ign) - La compassione cristiana non ha nulla a
che vedere con il pietismo. E' anzi solidarietà verso i più poveri. E'
quanto ha detto questa mattina Benedetto XVI durante la messa celebrata
a Brindisi alla Banchina di Sant'Apollinare di fronte a decine di
migliaia di fedeli.

Nel Vangelo, ha detto il Pontefice, ''si sente l'amore di Cristo per la
sua gente, specialmente per i piccoli e i poveri. La compassione
cristiana non ha niente a che vedere col pietismo, con
l'assistenzialismo''. ''Piuttosto - ha aggiunto - è sinonimo di
solidarietà e condivisione, ed è animata dalla speranza''.

Il Papa, sottolineando il carattere di ''santità e missionarietà'' della
Chiesa, ha ricordato che neanche ''i dodici apostoli erano uomini
perfetti, scelti per la loro irreprensibilità morale e religiosa''.
''Erano sicuramente credenti, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati
dai loro limiti umani, talora anche gravi - ha detto -. Dunque, Gesù non
li chiamò perché erano già santi, ma affinché lo diventassero.
Come noi,
come tutti i cristiani''. Più avanti, papa Ratzinger ha citato il
Vangelo di Matteo: ''Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i
lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente
date. Questo mandato è rivolto ancora oggi in primo luogo a voi''.

Durante l'Angelus, Benedetto XVI ha rinnovato il messaggio di
''cooperazione e di pace fra tutti i popoli, specialmente tra quelli che
fanno corona a questo mare, antica culla di civiltà, e quelli del Vicino
e Medio Oriente''. Richiamando le parole usate due mesi fa a New York,
davanti all'Assemblea dell'ONU, il Papa ha ricordato che ''è
l'indifferenza o la mancanza di intervento che recano danno reale. Ciò
di cui vi è bisogno è una ricerca più profonda di modi di prevenire e
controllare i conflitti, esplorando ogni possibile via diplomatica e
prestando attenzione ed incoraggiamento anche ai più flebili segni di
dialogo o di desiderio di riconciliazione''.

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