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Vita di un illuminato

Von: meditatore (esantanche@libero.it) [Profil]
Datum: 29.07.2008 14:19
Message-ID: <4da4e61f-207d-4897-a5f2-182babd11746@l64g2000hse.googlegroups.com>
Newsgroup: it.cultura.religioni.buddhismo
Il 25 luglio scorso è morto Randy Paush (R.P. nel seguito), che per
me, ripeto *per me*, è un illuminato.

Mi sembra un illuminato e mi pare un buon esempio positivo per le
nuove generazioni in particolare perché è esente dalle tre principali
afflizioni che caratterizzano l'infelicità occidentale (le vedo molto
diffuse):
1) L'autocommiserazione
2) Il cinismo
3) La severità (cioè l'imposizione e l'autoimposizione di obbligli
morali e il giudicare continuamente e compulsivamente se stessi e gli
altri; quest'ultima è particolarmente radicata anche perché è
presentata come modello positivo ..... sigh!)

Allora la pratica è:

"Bhikkhu, in che modo il praticante si radica nell'osservazione degli
oggetti mentali negli oggetti mentali?

"Quando in lui è presente l'autocommiserazione, è consapevole: “In me
è presente l'autocommiserazione”. Quando l'autocommiserazione non è
presente, è consapevole: “In me non è presente l'autocommiserazione
”.
Quando l'autocommiserazione incomincia a sorgere, egli ne è
consapevole. Quando l'autocommiserazione già sorta viene abbandonata,
egli ne è consapevole. Quando l'autocommiserazione già abbandonata non
sorgerà nuovamente in futuro, egli ne è consapevole. Egli mantiene
l'osservazione, libero, non intrappolato in nessuna considerazione
mondana.

"Quando in lui è presente il cinismo, è consapevole: “In me è
prese
nte
il cinismo”. Quando il cinismo non è presente, è consapevole: “In m
e
non è presente il cinismo”. Quando il cinismo incomincia a sorgere,
egli ne è consapevole. Quando il cinismo già sorto viene abbandonato,
egli ne è consapevole. Quando il cinismo già abbandonato non sorgerà
nuovamente in futuro, egli ne è consapevole. Egli mantiene
l'osservazione, libero, non intrappolato in nessuna considerazione
mondana.

"Quando in lui è presente la severità, è consapevole: “In me
è
presente la severità”. Quando la severità non è presente, è
consapevole: “In me non è presente la severità”. Quando la severit
à
incomincia a sorgere, egli ne è consapevole. Quando la severità già
sorta viene abbandonata, egli ne è consapevole. Quando la severità gi
à
abbandonata non sorgerà nuovamente in futuro, egli ne è consapevole.
Egli mantiene l'osservazione, libero, non intrappolato in nessuna
considerazione mondana.

Mentre la pratica *non è* (e qui ci vorrebbero un po' di vignette
umoristiche ma personalmente sono capace di disegnare solo figure
geometriche :-( ):

* Prendere alla lettera quello che dice R.P. ricavandone norme di
comportamento da seguire con rigore e disciplina (questa è severità)
* Portare in processione reliquie di R.P.
* Iniziare un'analisi teorica minuziosa sulle motivazioni e le
caratteristiche della buddhità di Randy Pausch per decidere con rigore
e precisione sull'effettiva buddhità di R.P.
* Quando qualcosa ci va storto pregare l'anima di R.P. affinché ci
restituisca la serenità (questa è autocommiserazione)
* Fare una statua di R.P. e inginocchiarsi davanti alla stessa tutte
le mattine
* Sperare di diventare come R.P. nel giro delle prossime 700 vite
visto che in questa non c'e' speranza (autocommiserazione)
* Dire che è ovvio che R.P. può avere quell'atteggiamento positivo,
perché a lui è capitato questo e quest'altro, è stato fortunato !
(questo è cinismo)
* Dire: "beato lui ! a me non succederà mai" (autocommiserazione)
* Fare un'analisi psicologica di R.P. e schematizzare le ragioni delle
nevrosi più diffuse nella cultura occidentale e i meccanismi
psicologici che hanno portato R.P. a risolverle
* Quando non si sa cosa fare, rileggere la vita di R.P. per avere
qualche idea su come comportarsi
* Tagliarsi i capelli con lo stesso taglio di R.P.
* Rileggere la biografia di R.P. e farsi un'oretta in brodo di
giuggiole a pensare quanto è bravo R.P., quanto è buono R.P., quanto
è
illuminato R.P., che buon esempio che dà, che bello se fossero tutti
come lui, e via di seguito

Spero di aver divertito un po' :-)

ciao

meditatore
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"Il buddhismo è la religione del piacere perché l'estinzione della
sofferenza non può essere un piacere"

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