Se questo e` il buddhismo, o: ancora una volta il potere religioso opprime le donne
Von: Alessandro Selli (trappola@route-add.net) [Profil]
Datum: 17.05.2008 22:38
Message-ID: <698u4cF31s7gqU1@mid.individual.net>
Newsgroup: it.cultura.religioni.buddhismo
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Proprio oggi riflettevo, spinto dalle osservazioni di una persona nel corso della manifestazione pro-veg*ana (e mentre scrivo queste righe dalla cucina viene il puzzo di un pollo abbrustolito sulla fiamma che sarà offerto domani ai monaci del Santacittarama), sulle molte delusioni che mi sono venute anche dal buddhismo. Delusioni che mi sconfortano quando constato la forte discrepanza tra la dottrina e l'insegnamento e la reale condotta e stile di vita dei sedicenti buddhisti. Dovrei infatti scrivere che sono i buddhisti, più che il buddhismo stesso, che trovo inconcepibilmente aridi di sensibilità e congruenza. È un discorso lungo e trito, che si è già fatto qui più volte. Ma una cosa è che le divergenze, anche le più inconciliabilmente in contrasto con l'insegnamento tramandato del Buddha e il primo sangha, siano coltivate dai laici. Che si potrebbe opinare questi non abbiano potuto o voluto coltivare una pratica introspettiva con l'assiduità, la profondità e il frutto di chi gli dedica ogni ora della sua vita. Ma un'altra cosa è invece constatare che le delusioni più profonde, che le ferite più scottanti vengano proprio dai monaci, in particolar modo dai monaci di più alto rango e di maggior influenza sulla religione, la società e finanche la politica dello stato. Il potere e la ricchezza corrompono. E i monaci della religione istituzionalizzata evidentemente hanno a cuore soprattutto il potere, il controllo e i soldi. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, anche se pochi vogliono veramente aprirli e vederci chiaro. Come avevamo concluso oggi, durante la manifestazione: le persone di maggiore sensibilità, di superiore attenzione e cultura della giustizia e del benessere degli esseri, soprattutto dei più deboli e sottomessi, sono destinati a vivere come dei solitari in un mondo indifferente e distante, se non ostile. Che siano le donne, che siano gli animali, che siano i manovali, i profughi, i fuoricasta e le schiere di disperati del mondo, anche la religione nata la più limpida e monda è finita col lordarsi dello "strerco del demonio" e dell'avidità più smodatamente egoista. La religione che insegnava l'errore e il danno dell'aderenza all'"io" e al "mio" diventa regolarmente un'istituzione dedita alla difesa dei propri privilegi e all'attacco delle altrui legittime rivendicazioni e libertà per una vita e una pratica migliore. L'articolo è firmato da Sanitsuda Ekachai, un giornalista thailandese che ho già notato in passato per i suoi attacchi sdegnati contro la corruzione e l'inconcepibile egoismo ed ottusità delle gerarchie ecclesiastiche del clero buddhista del suo paese. Ad esempio, ai tempi del processo intentato contro il movimento buddhista riformatore della Santi Asoke (http://alessandro.route-add.net/Testi/Dhammico/sguardo_dentro_santi_asoke.html#ride) ha scritto per il suo giornale articoli in cui già nel 1997 criticava apertamente il clero ufficiale delle divisioni e della decadenza del buddhismo, piuttosto che i nuovi movimenti buddhisti che vanno sorgendo. Dedico questa mia ultima traduzione a chi me ne ha ispirato la sua ripresa e tardivo completamento. Il migliore sprone viene dagli amici e dalle persone più stimate, quelle che spingono a fare di meglio e di più anche senza dire o chiedere direttamente. Dedicato a tutti gli Esseri Nobili. Grazie, amici miei. http://www.buddhistchannel.tv/index.php?idR,6389,0,0,1,0 Home > Asia Pacific > South East Asia > Thailand Thailandia: Poche speranze per le monache nella nuova proposta di legge di SANITSUDA EKACHAI, 8 maggio 2008 Bangkok, Thailandia -- Qualsiasi mae chî, o monaca vestita di bianco, che creda che la nuova normativa promossa dagli anziani le conferisca lo status legale di membro della comunità monastica, andrà incontro ad una grande delusione. No, le monache non riceveranno nessuno status legale come chierici. La cosa è lampante nella proposta di legge sul "Sostentamento e la protezione del buddhismo". Ancora peggio, qualsiasi libertà di cui adesso godono gli sarà tarpata. Non prendetevela con le monache se si sentono tradite. Si sa benissimo che le nostre mae chî autoctone hanno sofferto a lungo l'assenza di ogni sostegno nelle loro aspirazioni spirituali, essendo state trattate soprttutto come delle inservienti nei templi. Devono aver dato il benvenuto al cambiamento [promesso] quando l'Ufficio del buddhismo nazionale ha annunciato il proprio sostegno ad una legge che avrebbe riconosciuto le monache come membri del clero e che avrebbe sostenuto il loro lavoro di dharma. Chi le può biasimare per il loro ottimismo? Lo stesso Amnart Buasiri, della Segreteria del consiglio ecclesiastico, ha detto che la legge avrebbe reso le monache dei nak buat, o ecclesiastici. Ma la verità è che il disegno di legge non stabilisce che le monache siano ecclesiastici. Le mae chî, dice, sono praticanti laiche buddhiste, o upasika, vestite di bianco, rasate, che osservano gli otto precetti e vivono la vita dei senza-casa. E nonostante il disegno di legge non riconosca le mae chî come membri dell'ordine monastico, ordina che le mae chî siano sotto il controllo del clero. Quando si arriva al punto sul sostegno finanziario del lavoro delle mae chî, però, il clero non ne vuole sentir parlare. Nel disegno di legge è scritto a chiare lettere che questo è il compito del governo, non del clero. Vi spiegate adesso perché molte donne intraprendono la via delle bhikkhuni [si legga il seguito, NdT]? O perché molte preferiscono attivarsi in opere di dharma in modo indipendente? Prima dell'istituzione dell'Istituto delle monache, un organismo autoregolato, the monache erano sotto il controllo paralizzante del clero, che le incatenava alle cucine dei templi, ha detto la mae chî anziana Arun Pet-urai. La sua richiesta di fare chiarezza sui diritti delle mae chî nella nuova struttura riflette non solo le analoghe preoccupazioni delle sue simili, ma dimostra anche come non siano state minimamente consultate. Alla faccia della mancanza di rispetto. È interessante notare come il disegno di legge degli anziani non faccia per nulla menzione dell'Istituto delle monache. Le monache, dice, devono essere sotto il diretto controllo del clero. È chiaro il quadro? Il fatto che le monache ricevono un ben misero trattamento nel disegno di legge sul Sostentamento e la protezione del Buddhismo è dovuto al fatto che lo scopo principale del clero non è la giustizia, ma il potere. Dei 43 articoli solo uno riguarda le mae chî. Il pieno controllo delle mae chî, per l'esattezza. Il resto è su come far pagare il governo per l'opera di propagazione del clero e per proteggerli da quelle che percepiscono come delle minacce, in special modo gli organi di informazione di massa. Questa è una versione annacquata dello stesso disegno di legge che era stato respinto dall'Assemblea legislativa nationale l'anno scorso. Vi ricordate la sua clausola controversa sul comportamento sessuale illecito dei monaci che puniva solo le donne e non i monaci? Questa clausola è stata tolta. Ma il resto è ancora altra roba dello stesso tenore, per quanto le sanzioni legali siano state ridotte. Ad esempio, la punizione per gli organi di informazione di massa che mettano il clero sotto una cattiva luce è al massimo una detenzione di cinque anni e/o una multa di 100.000 baht [2.000 Euro, NdT], diminuiti dagli originali 10 anni e 500.000 baht. Che però è molto di più della sanzione legale prevista dalla normativa sulla diffamazione. Analoghe sanzioni esemplari sono comminate a quanti sono ritenuti "imitare" e "distorcere" gl'insegnamenti, un chiaro avvertimento indirizzato ai nuovi gruppi religiosi, in particolar modo al movimento emergente delle bhikkhuni. E per quanto i siti religiosi, le icone e i riti siano effetti culturali che cambiano nel tempo e variano di luogo in luogo, il clero proibisce qualsiasi cambiamento senza la sua approvazione. Quelli che lo fanno saranno puniti pesantemente. Il messaggio è chiaro. Il clero è il proprietario degli insegnamenti, dei riti, delle icone, dei siti. Solo loro ne possono trarre i benefici. Ad essere precisi questo disegno di legge dovrebbe essere chiamato Sostentamento e protezione del clero, non del buddhismo. Perché For evidentemente questo è un caso di abuso del buddhismo per il potere di una cricca. ---------- Sanitsuda Ekachai è redattore assistente (Outlook) del Bangkok Post. -- Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net AVVERTENZA: i messaggi inviati a "trappola" non mi arriveranno. WARNING: messages sent to "trappola" will never reach me.[ Auf dieses Posting antworten ]
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- Alessandro Selli (18.05.2008 00:05)
