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I portafortuna porta-dukkha

Von: Alessandro Selli (trappola@route-add.net) [Profil]
Datum: 15.04.2008 23:33
Message-ID: <66klb3F2k5gm9U1@mid.individual.net>
Newsgroup: it.cultura.religioni.buddhismo
I resti del Buddha, ovunque si trovino, si stanno rivoltando,
dispersi nel rupa-loka.

Come la religione della rinuncia e dell'introspezione per la ricerca
della felicità che non dipende da nulla di deciduo e di questo mondo è
regolarmente trasformata dalla credulità e avidità popolare in uno
strumento di amplificazione di dukkha, invece che di liberazione.


__________________________________________________

Asian Wall Street Journal
7 aprile 2008

I portafortuna in Thailandia non hanno più fortuna
Il mercato degli amuleti è andato dal boom alla caduta libera; le
benedizioni dell'abate.
Di JAMES HOOKWAY

NAKHON SI THAMMARAT, Thailandia -- Aggiungete questa alla lista dei
mercati speculativi che stanno scoppiando in giro per il mondo:
talismani religiosi thailandesi.

L'anno scorso i prezzi dei piccoli dischi incisi con antiche figure
mitologiche salivano all'impazzata mentre semplici thailandesi, alcuni
nella speranza di avere buona fortuna, altri nel tentativo di fare
qualche soldo facile facile, si sentivano al bivio dell'occasione della
loro vita.

In questa cittadina meridionale di pescatori al centro dell'industria
del talismano, Saranya Nimitsomsakul arrotondava i suoi guadagni
vendendo frigoriferi di seconda mano, abiti e lavatrici che comprava in
lotti e rivendeva ai vicini con un sovrapprezzo.  Verso la fine
dell'anno scorso la 36-enne madre di due bambini aveva messo da parte
13.000 dollari per prenotarne un nuovo lotto.  "Per un po' ci è andata
bene", dice seduta su una panca nel suo giardino mentre suo marito,
Mungkorn Nimitsomsakul, accudisce la loro collezione di uccelli
canterini.  "Ma poi è andato tutto a rotoli."

Seguendo l'andamento di cui hanno avuto un'esperienza dolorosamente
comune gl'investitori di tutto il mondo, il boom era talmente gonfio -
alcuni amuleti si vendevano per 75.000 dollari - che l'esplosione della
bolla non poteva essere lontana.

La saturazione, con il concomitante sospetto che molti amuleti non
fossero stati benedetti in modo appropriato dai monaci buddhisti, ha
fatto sprofondare il mercato nelle ultime settimane.  La maggior parte
dei piccoli oggetti di creta, che fino a pochi mesi fa alimentavano
un'industria da oltre un miliardo di dollari, sono adesso praticamente
senza valore.

Il grossista di talismani presso il cui conto la sig.a Saranya aveva
depositato il suo denaro non opera più sul mercato.  E così lei, come
migliaia di altre persone nella nazione, ha sporto causa per danni
contro tanto il suo grossista quanto contro l'abate di un tempio
buddhista locale per aver permesso che il suo nome fosse usato sui
manifesti che pubblicizzavano gli amuleti.

Da un'altra parte in questa piccola città di pescatori la moglie del
capo della polizia ha sporto causa contro il sindaco del distretto
sostenendo che le abbia inviato un carico di amuleti difettosi; lui
sostiene che la donna stia soltanto cercando di ritirarsi dall'accordo
stipulato a causa del crollo del mercato.

Il marito della sig.a Saranya vuole che gli esperti di talismani
cerchino di salvarne il mercato parlando delle loro proprietà magiche
per attrarre nuovi acquirenti.  "I governi intervengono in aiuto delle
banche quando sono in crisi" dice.  "Gli esperti di talismani dovrebbero
fare qualcosa per riconquistare la fiducia della gente."  Ma gli esperti
sono riluttanti.  "Troppa gente è diventata troppo avida.  Hanno
prodotto e venduto talismani solamente per ottenerne un profitto
speculativo" dice Wiwat Nilnawee, un grossista di amuleti a Bangkok ed
esperto nazionale di talismani.  "È meglio lasciare che il mercato trovi
il suo giusto equilibrio."

Delle presse speciali con legati lacci bianchi sacri stampavano da
blocchi di creta un amuleto dietro l'altro che erano poi benedetti da
monaci buddhisti.  L'anno scorso l'aeronautica militare thailandese ha
fatto volare un blocco di creta nei cieli a velocità supersonica per
conferirgli ancora più potere.   I monaci ricevevano una tariffa per la
cerimonia di benedizione, ma la frenesia del mercato ha lasciato i
guadagni più consistenti nelle tasche dei produttori e dei grossisti.

La popolarità degli amuleti, chiamati Jatukam Ramathep, risale a
circa due decenni fa.  A seconda di chi ne racconta la storia, il loro
nome deriva o da un re del XVII secolo, oppure da un dio hindu che
avrebbe difeso questo monastero buddhista dagli attacchi dei pirati.
Phantarak Rajadej, un ex capo di polizia di Nakhon Si Thammarat,
cominciò a produrre e a vendere un'edizione limitata di talismani negli
anni '80 per raccogliere denaro per un santuario buddhista.  È creduto
dalla maggioranza dei cittadini aver raggiunto la padronanza della magia
nera per difendersi dai suoi nemici.  Dopo la sua morte nel 2006 all'età
di 104 anni la produzione di amuleti ha avuto un'impennata.  Voci sui
poteri sovrannaturali dei talismani si sparse velocemente fino a
Bangkok, la capitale.

I commercianti di amuleti dicono che i prezzi si sono gonfiati perché
molti thailandesi erano preoccupati dell'impatto che avrebbe avuto il
colpo di stato militare del settembre 2006.  Alcuni hanno voluto
comprare dell'aiuto spirituale che li proteggesse nel disordine e magari
li rendesse ricchi.

L'alimentazione della frenesia

Alcuni modelli avevano nomi come "Super Ricchi fino al Cielo" o
"Eternamente Ricchi" e i rivenditori pagavano milioni di dollari in
pubblicità sui giornali o alla televisione per alimentare la frenesia.
Il dipartimento di ricerca della banca thailandese Kasikornbank PCL ha
stimato che il mercato degli amuleti Jatukam Ramathep ha raggiunto
l'anno scorso la cifra di 1,5 miliardi di dollari.

Nakhon Si Thammarat e il suo clero buddhista sono stati tra i
maggiori beneficiari.  I visitatori arrivavano da Bangkok e anche da
luoghi più distanti come la Malesia e Singapore.  Una stanza all'albergo
più sfarzoso della città, il Twin Lotus, doveva essere prenotata tre
mesi in anticipo.  Le linee aeree avevano aumentato i voli verso la
città mentre uomini d'affari di primo piano organizzavano voli charter
per far giungere monaci e altre celebrità al tempio buddhista dov'erano
benedetti i talismani, il Wat Phra Mahatat, del XIII secolo.

I rivenditori di amuleti di Bangkok dicono che il tempio ha
guadagnato oltre un milione di dollari, che sta ora usando per riparare
le pareti, le guglie che cadono a pezzi e gli antichi campanili.

Solo per provvedere dei mezzi di sussistenza

Alcuni religiosi in Thailandia dicono che questa follia dei talismani
ha distratto la gente dai veri insegnamenti buddhisti.  Ma Phra
Thepvinyaporn, abate del Wat Phra Mahatat, sostiene che sia congrua con
la fede.  "La gente è solo uno strumento del volere di Dio" dice.
"L'acquisto dei talismani è stato solamente per provvedere il tempio dei
mezzi per la sua sussistenza."

L'abate ha benedetto i 13.000 dollari di amuleti che la sig.a Saranya
ha pagato ma che non ha mai ricevuto, ed è l'obbiettivo principale della
sua richiesta di risarcimento.

"Ci sentiamo raggirati" dice, le cui perdite superano di gran lunga i
3.000 dollari che lei e suo marito guadagnano in un anno intero.  "Ci
guadagnamo da vivere in questa comunità e non possiamo permetterci di
giocarci la nostra reputazione."  La coppia ha preso del denaro in
prestito da parenti per restituirlo a quelli da cui ne avevo avuto, il
che li ha resi ancora più indebitati.

A complementare i loro problemi, la battuta d'arresto dell'economia
locale causata dal crollo del mercato degli amuleti gli ha reso più
difficile trovare articoli da comprare e vendere.  Hanno aperto allora
una piccola sala da te per sbarcare il lunario, che gli frutta circa 32
dollari la settimana.

Il marito della sig.a Saranya, il sig. Mungkorn, dice di credere che
il potere dei talismani che hanno comprato in precedenza possa ancora
aiutarli.  "La gente che ci ha imbrogliato sarà punita dallo spirito di
Jatukam Ramathep" dice.  Nella sua causa contro l'abate la sig.a Saranya
sostiene che associando il suo nome al lotto di amuleti questi l'abbia
ingannata spingendola a fare un investimento fallace.  Per questo vuole
essere risarcita di 13.000 dollari.

La sua causa fa parte di una mezza dozzina che sono seguite
dall'avvocato locale Chor Chuepetch.  Questi dice che troppi
imprenditori si sono buttati nell'affare una volta che hanno visto
quanto era lucrativo.  Hanno cominciato a sfornare amuleti con
attrezzatura presa in affitto a livelli quasi industriali, saturando il
mercato.

'Completamente senza speranza'

"Alcuni talismani non erano stati benedetti in modo appropriato,
mentre alcuni rivenditori sono scomparsi con i soldi che i loro
investitori gli avevano lasciato in deposito" dice il sig. Chor.  "Molta
della gente che ha perso tutto è completamente senza speranza."

L'abate, Phra Thepvinyaporn, di 59 anni, non è preoccupato.  "Non mi
stupisce che qualcuno voglia farmi causa" dice.  "Molta gente è affranta
e farebbe qualsiasi cosa per rientrare delle proprie perdite."  Ma dice
che è perfettamente naturale che il mercato vada prima su e poi giù.
"C'è un ciclo, proprio come i fuochi d'artificio" dice mentre si pulisce
gli spessi occhiali e si sistema l'abito arancione nel caldo cocente.
"Quando accendi il razzo prima corre verso il cielo, poi esplode e
scompare.  Quando è finito, si aspetta che se ne accenda un altro."

-- Wilawan Watcharasakwet a Bangkok ha contribuito all'articolo.



--
Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net
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