Re: D.A.P [disturbo da attacchi di panico] [economia/filosofia/media]
Von: Frenk (rossano67@alice.it) [Profil]
Datum: 09.10.2008 14:41
Message-ID: <48edfbe9$0$1080$4fafbaef@reader2.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura.ateismo it.cultura.religioni it.cultura.filosofia
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L ha scritto: > Se fate una ricerca in rete e mettete in un motore di ricerca > > "disturbo da attacchi di panico" trovate: > > (cit on) > > http://ipnosi.megablog.it/item/sintomi-del-disturbo-da-attacchi-di-panico-dap > > paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi > si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel > giro di 10 minuti: > > 1) palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia; > 2) sudorazione; > 3) tremori fini o a grandi scosse; > 4)dispnea o sensazione di soffocamento; > 5) sensazione di asfissia; > 6) dolore o fastidio al petto; > 7) nausea o disturbi addominali; > 8 ) sensazioni di sbandamento, di instabilità , di testa leggera o di > svenimento; > 9) derealizzazione (sensazione di irrealtà ) o depersonalizzazione > (essere distaccati da sé stessi); > 10) paura di perdere il controllo o di impazzire; > 11) paura di morire; > 12) parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio); > 13) brividi o vampate di calore. > > (cit off) > > La cosa migliore, secondo me, non è fuggire l'idea, ma "farsene una > idea". > > Se infatti ci si stereo-tipizza con > > D: > Come la va madama la Marchesa? > > R: > Tutto va be' tutto va be' .. > > Che è la tecnica di Berlusconi e Bush et altri, tanto per intenderci, > non solo i problemi rimangono lì, dove sono, ma si comincia ad avere > paura di avere paura e anche solo che il pensiero si avvicini a ciò di > cui temiamo di avere paura. > > Ne viene fuori il clima da paranoia che rimbalza dai mezzi di > informazione ai politici .. in un ping/pong che si autoalimenta fino al > collasso dello stato relazionale. > > Viceversa, e dico _viceversa_ > > le paure hanno un loro valore positivo! > > Sono lì ad avvertirci di azioni sconsigliabili(!) e che -proprio perché > siamo presenti a noi stessi- ci possiamo organizzare per *non fare*. > > E veniamo alle questioni economiche: > > Per anni nessuno si è mai lamentato che non fossero mai fatti > approfondimenti sul sistema bancario. > > Ora ne vediamo le conseguenze. > > Il potere che è amministrato in Italia "in nome del popolo Italiano" è > stato ceduto -apparentemente senza sapere bene il perché- a istituti > bancari in cui la Banca di Italia che doveva controllare gli istituti > bancari a sua volta è posseduta dalle banche che dovevano essere > controllate. > > Il controllato che controlla il controllore. > > Se non è una anomalia questa .. quale sarebbe una anomalia? > > Il potere politico non è intervenuto, ha lasciato gestire la politica > economica al potere bancario. > > Perché un cittadino italiano -ad esempio- non può aprire un conto > corrente presso un qualunque istituto bancario nel mondo senza > l'introduzione di signoraggi? > > Non c'era la libertà di movimento dei capitali? > > Non c'era la libera concorrenza a chi offrisse le migliori condizioni ai > propri clienti? > > Teoria, ossia propaganda. > > Lo stato a stampare carta moneta che però *gli veniva prestata*, da cui > il "debito pubblico", onde procedere con la privatizzazione dei beni che > _erano_ pubblici, quindi anche nostri, per evitare che aumentasse il > debito, e quindi NON dovere imporre più tasse. > > L'obiettivo? > > Ridurre il debito, evitare che aumentasse la tassazione. > > Risultato? > > Il debito pubblico è aumentato, le tasse sono aumentate. > > C'è -quindi- una scorrelazione nel principio di causa/effetto solo anche > esaminando i fatti. > > Perché la politica economica di tutti i governi mondiali è fallita? > > Semplicemente perché il controllato e il controllore non possono essere > la stessa persona o gruppo. > > Come non possono essere le banche a controllare la Banca di Italia che > dovrebbe controllare sulle banche, > > > così > > > -il diritto alla istruzione ed al lavoro > -il diritto alla casa > -il diritto all'acqua > -il diritto alle risorse primarie e alla libera espressione > > [...] > > Non possono essere favori ottenuti per scambio di favori in un sistema > feudale, tipo la Cina, e altri sulla stessa impostazione, sebbene si > dicano democrazie. > > La democrazia doveva essere quella organizzazione sociale in cui _tutti_ > avevano accesso alla conoscenza e ad avere visibilità sulla cosa > pubblica, oltre che all'esercizio delle relative responsabilità di cui > dovevano dare conto (a tutti). > > Oggi Berlusconi se ne esce con il "me ne frego" di celebre memoria: > > http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_07/veltroni_crisi_eb645780-94af-11dd-a0d8-001 44f02aabc.shtml > > Ma la logica di "non disturbate il manovratore" .. come stiamo vedendo > .. non funziona. > > Abbiamo diritto di sapere la politica del governo e ciò che dicono le > varie posizioni politiche, poiché l'informazione non deve essere gestita > al 90% da un unico soggetto. > > L'opposizione di Veltroni e di Violante ha il torto di essere andata al > potere e avere lasciato il conflitto di interessi sulla informazione e > quindi è connivente con la spartizione del potere per come è stato > suddiviso con la politica dei ladri di Pisa: litigare di giorno e andare > a rubare insieme di notte. > > http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y > > Cosa fare ora? > > Non c'è da temere per il sistema bancario. > > Anche se fallissero molte banche saremo noi a pagare la > ricapitalizzazione tramite la svalutazione del denaro già in nostro > possesso. > > L'effetto finale sarà solo un maggiore impoverimento, e una nuova > crescita dettata da coloro che speculeranno sui fallimenti per > introitare e accaparrarsi le risorse a prezzi stracciati. > > Un ultimo rischio è possibile: le insurrezioni. > > Ma non è con la violenza che si risolvono le questioni. > > Se anziché gestire con il panico si proverà ad usare l'intelligenza > siamo solo in una crisi finanziaria .. che ci deve servire da lezione > per imparare che necessitano dei metodi trasparenti per controllare chi > amministra la cosa pubblica, ci spettano, perché la verità ci farà > liberi. > > Quindi quando votate ricordatevi di verificare se il manovratore vuole > essere disturbato, oppure no, potreste non avere una seconda occasione, > e con voi anche i vostri figli e i figli dei vostri figli, anche se > siete amici del capo, perché il capo NON ha sempre ragione, ma solo se è > pronto a rispondere delle proprie azioni, chiunque abbia la > responsabilità della amministrazione della cosa pubblica. > > > Saluti e felicità, > > L > > P.S. > x gli utenti di it.cultura.filosofia > > Il post è presente anche su: > > -it.media.tv > -it.politica > > Per un errore di battitura ho dovuto re-inviarlo qui su > it.cultura.filosofia > Chi fosse interessato a seguire la discussione sugli altri ngs dovrà > vedere i ngs citati. > > Nella versione attuale ho aggiunto: > > -it.cultura.religioni > -it.cultura.ateismo > > Grazie del vostro commento. Marx aveva ragione, gli analisti seri lo sanno: certo non poteva prevedere il ruolo inedito di Cina e India, né che un capitalismo malato si sarebbe inventato i titoli "salsiccia" - quelli dove dentro ci sta di tutto ma nessuno sa con precisione cosa contengano. Ma se potesse guardare le convulsioni dei "talebani del libero mercato" e sentire la voce imbarazzata di chi si prodiga a rappresentare gli interessi dei titoli spazzatura - tra loro giornalisti e ministri di ogni paese - oggi Marx direbbe semplicemente che lo sviluppo del capitale commerciale o finanziario è inversamente proporzionale al saggio di profitto garantito da investimenti produttivi. Insomma, che la crisi è figlia della caduta tendenziale del saggio di profitto. 4 Frenk[ Auf dieses Posting antworten ]
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- Frenk (09.10.2008 14:56)
