L'ossessione da G8 fa blindare l'impero
Von: ROB (Senza Numero) (jsgnaptogli@togliancoratiscali.it) [Profil]
Datum: 04.07.2008 08:02
Message-ID: <42jbk.9913$f86.508@tornado.fastwebnet.it>
Newsgroup: it.cultura.orientale.giappone
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Decine di «sospetti», tra cui Michael Hardt, torchiati come criminali o respinti di Pio D'Emilia su IL MANIFESTO Un'ecatombe. Con l'avvicinarsi del G8, le autorità giapponesi stanno intensificando quella che ufficialmente viene definita «allerta anti-terroristica». Decine di «sospetti»- tra i quali studiosi, giornalisti, rappresentanti di ong - vengono fermati alla frontiera, interrogati, trattenuti per ore, o addirittura rispediti indietro senza troppi complimenti, costringendoli a pagarsi anche il biglietto di ritorno. Così, se a suo tempo «Impero» aveva di fatto impedito l'ingresso a Toni Negri, un paio di giorni fa Michael Hardt, co-autore assieme a Negri di «Impero» e «Moltitudini» , è stato interrogato per 5 ore in una stanza dell'aereoporto e costretto a rivelare nei minimi dettagli il suo programma di viaggio in Giappone. Che nel suo caso prevede attività «sovversive» come un ciclo di conferenze presso le più prestigiose università del paese. Ma almeno a lui è andata bene. Ad altri meno. Il giornalista Chu Hoi Dick e due suoi collaboratori di Hong Kong sono stati trattenuti per oltre 20 ore, costretti a pagare una stanza d'albergo e tenuti a digiuno per tutto il tempo dell'interrogatorio. «Ci hanno trattato come dei criminali - ha spiegato Chu Hoi Dick - un atteggiamento inammissibile». Lo stesso è accaduto a due giornalisti inglesi. In alcuni casi, le autorità giapponesi concedono il permesso di entrata a patto che il «gradito» ospite accetti di uscire dal Giappone entro il 6 luglio, la vigilia del G8. Molti accettano, pensando di poter poi impugnare la decisione arbitraria delle autorità. In un paio di casi ha funzionato. «Mai visto nulla del genere - spiega Franco Berardi "Bifo", protagonista del '77 italiano, in Giappone per delle conferenze - c'è una vera e propria paranoia contro chiunque possa mettere a repentaglio la buona riuscita del vertice. Evento di cui nessuno sente il bisogno e che dovrebbe essere abolito una volta per tutte». Nel frattempo, l'isola di Hokkaido è sotto assedio. Si calcola che oltre 50 mila poliziotti, un quinto del totale delle forze, siano stati mobilitati per «proteggere» gli ospiti dall'improbabile assalto dei no global e dalle minacce, non meglio identificate, del «terrorismo». Poliziotti in borghese presidiano aereoporti e stazioni, fermando la maggior parte degli stranieri per «accertamenti». Nessuno si aspetta grandi manifestazioni di protesta, ma, dato lo stato di allerta, evidentemente molti no global sono riusciti ad arrivare nel paese.[ Auf dieses Posting antworten ]
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- akuma_tetsu (06.07.2008 11:27)
