Amélie: «Un fidanzato da non sposare mai»
Von: DPR (jsgnaptogli@togliancoratiscali.it) [Profil]
Datum: 03.03.2008 08:05
Message-ID: <LqNyj.3197$q53.2581@tornado.fastwebnet.it>
Newsgroup: it.cultura.orientale.giappone
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Anche quest' anno Amélie Nothomb ha «partorito» il suo romanzo. Il numero sedici, da «L' igiene dell' assassino». Con «Né di Eva né di Adamo (Voland, traduzione di Monica Capuani) la scrittrice belga torna nel Giappone della sua infanzia, che aveva già fatto da sfondo a «Stupori e tremori» - forse a oggi il suo libro più riuscito - e all' esilarante «La metafisica dei tubi». Qui Amélie racconta in prima persona le sue avventure di ventunenne insegnante di francese a Tokyo e soprattutto l' incontro con il timido allievo Rinri, rampollo di una ricca famiglia locale che non riesce a dire «oeuf» (uovo). Il confronto fra le due culture diventa dapprima lo spunto per un'ironica rappresentazione dei luoghi comuni (lei beve tè verde e mangia sushi, lui trangugia coca-cola e viaggia in Mercedes), poi una riflessione seria sull'amore e i suoi malintesi. Per la prima volta la Nothomb affronta esplicitamente in chiave autobiografica il tema dell'eros e, per esempio, scrive che: «Lui mi rendeva felice. Ero sempre contenta di vederlo. Provavo per lui amicizia, tenerezza. Quando non c'era, non mi mancava. Era questa l'equazione del mio sentimento per lui e a me sembrava una cosa meravigliosa». Quando il fidanzato per la duecentoquarantesima volta le chiede di sposarlo, lei crede di rispondere «no», ma per un diverso modo di costruire le frasi, lui capisce esattamente il contrario. Non diciamo come finisce il romanzo, ma la Nothomb non si è mai sposata. In Francia «Né di Eva né di Adamo» ha già venduto 400 mila copie. di Niccolini Carlotta su Il Corriere della Sera[ Auf dieses Posting antworten ]
