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Giappone, donne e non più geishe

Von: DPR (jsgnaptogli@togliancoratiscali.it) [Profil]
Datum: 03.03.2008 08:00
Message-ID: <jmNyj.3196$q53.375@tornado.fastwebnet.it>
Newsgroup: it.cultura.orientale.giappone
Udine Una rassegna dedicata all' universo femminile del Sol Levante

Dal 4 marzo Cinque giornate per mettere a nudo una realtà in bilico tra le
antiche tradizioni e l' estremismo del quotidiano

Molto prima e più segretamente che non le brave ragazze inglesi dell' 800,
le donne giapponesi affidarono alla loro lingua originaria e ai caratteri
«kana», il racconto della loro vita, ignorata dagli uomini, che scrivevano
in cinese, l' idioma ufficiale. E già mille anni fa con il Genji Monogatari,
diario intimo della dama di corte Murasaki Shikibu, i pensieri presero forma
di figure evanescenti, le storie d' amore e sesso fiorirono da descrizioni
di piante e paesaggi.

Ma la letteratura femminile, che rifletteva un raffinato microcosmo, restò
una subcultura.

Alle arti invece si davano appassionatamente, secoli dopo nelle esclusive
case da tè, le signorine allevate per il piacere dei sensi. Ecco perché con
il titolo «Geisha, no geisha» si annuncia invitante la rassegna Calendidonna
(realizzata dal Css) che dal 4 al 9 marzo chiama da Tokyo a Udine scrittrici
e registe, film e spettacoli per parlare delle scatenate giapponesi di oggi,
ben rappresentate dalla danzatrici Batik di Ikuyo Kuroda.
«Un quadro fresco e nuovo: sorprenderà i lettori occidentali» assicura
la
scrittrice-regista Ruth Ozeki che presenta l'antologia No Geisha - otto modi
di essere donna nel Giappone di oggi (uscito in questi giorni da Mondadori,
pp.233, 8,40), racconti generazionali di sesso, sogni e solitudine, tradotti
per la prima volta in Italia.

Alle cinque giornate di Udine partecipano alcune giovani autrici, come Randy
Taguchi, regina del Web, 14 romanzi tra occulto, fantastico e erotismo. O
come Hitomi Kanehara scrittrice cyber punk della Tokyo trendy, classe 1983,
che nel romanzo d' esordio Serpenti e piercing (Fazi, 2005) parla di
relazioni sessuali violente come scelta di vita e di «rigenerazione» del
corpo attraverso piercing e tatuaggi.

Di prostituzione su Internet e rapporti incestuosi ha fatto il proprio
emblema Ami Sakurai nello sconcertante Un mondo innocente (Newton Compton,
2006). Con loro dialogherà il 7 marzo Hasegawa Junko, della prima
generazione ora quarantenne, in un dibattito pubblico su «Fenomeni
metropolitani: ragazze alla ricerca di nuovi modelli tra erotismo,
solitudine, autolesionismo».

Per cogliere l' identità culturale e sociale delle donne nel Giappone del
XXI secolo, bisogna però «scardinare l' archetipo di moglie-madre o geisha
cucito per millenni sull' eterea donna dall' immaginario comune, oppure il
mito anni ' 80 e ' 90 della manager androgina», premettono i conduttori
degli incontri, Renata Pisu, Toni Maraini, Paola Scrolavezza.

Ma la geisha esiste ancora? Risponderà Miyuki Sohara con il suo
video-documentario Hannari, girato nelle esclusive «case» di Kyoto con
interviste e ritratti delle geishe del terzo millennio, da lei definite
«artiste di talento».

di Provvedini Claudia su Il Corriere della Sera

Per Info sul programma dell'Evento:
http://www.easynetserver.it/easynet/Archivi/CECH/Files/Calendidonna08_Programma.pdf


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