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Re: [JPN] Pena morte: in Giappone 44 condanne

Von: RobDue (robdue@gmail.com) [Profil]
Datum: 08.01.2007 03:29
Message-ID: <ensa9a$ce9$1@tdi.cu.mi.it>
Newsgroup: it.cultura.orientale
"akuma_tetsu" <akuma_tetsu@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:RS4oh.2280$hU.845@tornado.fastwebnet.it...
> _________________________________________________________
> Nel 2006 le sentenze di condanna a morte in Giappone sono state 44, 21
> delle
> quali definitive. E' salito cosi' a 94 il numero dei condannati che si
> trovano nel braccio della morte. Un record per il paese. L'esecuzione
> avviene per impiccagione. Fino al settembre scorso il paese aveva avuto
> una
> moratoria di fatto delle esecuzioni per decisione dell'allora ministro
> della
> giustizia, di religione buddista, contrario personalmente alla pena
> capitale.
> _________________________________________________________
> Fonte: (ANSA) - TOKYO, 30 DIC
>

Essendo l'articolo datato 30 dicembre (2006)  mi chiedo perche si sia
tralasciato l'evento "natalizio giapponese" (2006) del 25 dicembre.
Il 25 dicembre del 2006 in Giappone vengono impiccate quattro persone
condannate a morte.
I detenuti ospitati nel braccio della morte dei penitenziari giapponesi non
conoscono il giorno della propria esecuzione se non il giorno
dell'esecuzione stessa.
Il condannato e i suoi parenti sono tenuti all'oscuro dal governo finche non
arriva il momento dell'esecuzione. I parenti piu stretti verranno informati
solo a esecuzione avvenuta e pregati di venire a recuperare il cadavere.
Un ufficile del Ministero della Giustizia afferma che cio serve per
diminuire la tortura mentale di un detenuto che aspetta di morire. Critiche
denunciano questa logica come l'esatto contrario della verita.
I quattro impiaccati lunedi 25 dicembre non sono un'eccezione  e ancora 94
detenuti, come accennato dall'articolo riportato da Akuma_tetsu,  si trovano
nelle braccia della morte in Giappone senza sapere quando arrivera il loro
ultimo giorno.
Al pubblico viene dato solo, ovviamente dopo le esecuzioni, pochi dettagli
sulle esecuzioni stesse.
Amnesty International Japan afferma che la segretezza e rara tra i Paesi in
cui la pena capitale e ancora una procedura legittima.
La legge sulle procedure criminali dice che l'esecuzione deve essere
eseguita entro cinque giorni dopo l'ordine da parte del ministro della
Giustizia.
Le impiccagioni del 25 dicembre sono state eseguite "perche ci stava un
ordine" afferma un'ufficiale del ministero aggiungendo che non vi era alcun
motivo particolare per la scelta del giorno di Natale.
Generalmente il ministero rivela il giorno delle esecuzioni nel quale un
detenuto e stato impiccato ma non rilascia ne il nome del detenuto ne la
localita dove la sentenza e stata eseguita. I media e Amnesty International
riescono a trovare maggiori dettagli da avvocati o parenti dei detenuti.
Come gia accennato, i parenti vengono informati a esecuzione avvenuta e i
detenuti non vengono informati prima della loro esecuzione. Cio', a seconda
del ministero, serve per prevenire sofferenza da impatto psicologico. Non
esistono infatti leggi che richiedono i penitenziari di informare i detenuti
sul loro giorno di esecuzione.
Critiche chiedono invece che informazioni relative alla pena capitale
vengano rese pubbliche in modo che il pubblico possa discutere se il
Giappone debba o meno continuare con tale pratica. Ma per avere serie
discussioni a riguardo e strettamente neccessario che maggiori informazioni
arrivino al pubblico. Statistiche alla mano si nota che la maggioranza
giapponese e favorevole a tale pratica giudiziaria. Critiche continuano ad
affermare che tale statistiche non rispecchiano la "vera" idea dei
giapponesi in quanto queste vengono compilate con dati avuti subito dopo
fatti inquetanti come ad'esempio il gas sarin nelle metropolitani di Tokyo,
omicidi di massa e quindi la gente ancora shoccata per gli eventi si
dichiara maggiormente favorevole a tale pena. La mancanza di discussione
pubblica va, inoltre, a favore dei "pro pena".
L'ordine firmato dal ministro della Giustizia Jinen Nagase ha segnato il
destino di Yoshimitsu Akiyama, 77, e Yoshio Fujinami, 75, del penitenziario
di Tokyo; di Michio Fukuoka, 64, del penitenziario di Osaka e di Hiroaki
Hidaka, 44, a Hiroshima.
Sono state le prime impiccagioni dal settembre del 2005 e la prima volta dal
1997 in cui piu di tre detenuti vengono mandati alla forca allo stesso
giorno. Sembrerebbe che il ministro, in carica da pochi mesi, si sia voluto
rifare del tempo "perso".
I quattro detenuti erano stati condannati a morte per omicidio. Akiyama fu
condannato a morte per l'uccisione di una donna nel 1975 da cui rubo 10
milioni di Yen per pagarsi i debiti. Akiyama, inoltre, cerco di uccidere la
propria moglie per aproffittare dell'assicurazione sulla vita. La sua
condanna divenne effettiva nel 1987.
Fujinami fu condannato per l'uccisione di due parenti nel marzo del 1981
nella casa di suo cognato dopo che questi si rifiutarono di informarlo dove
si trovava sua ex-moglie. Fujinami ha inoltre ferito gravemente due nipoti
di suo cognato e rubato 7 milioni di Yen. La sua condanna divenne definitiva
nel 1993.
Fukuoka strangolo la sorella di sua moglie nel dicembre del 1978 e le prese
570.000 yen dal suo conto in banca. Per nascondere l'omicidio uccise nel
1980 una cameriera che lo aveva aiutato nel precedente omicidio. Nel gennaio
1981 uccise suo suocero e prese 230.000 Yen. La condanna capitale fu
confermata nel 1999.
Hidaka era un tassista che strangolo nel 1996 una sedicenne nel suo taxi e
le prese 45.000 Yen.
In modo analogo uccise altre tre donne tra agosto e settembre dello stesso
anno. La pena di morte fu finalizzata nel 2000.
Le esecuzioni "natalizie" vengono viste come una mossa per evitare che ci
sia un precedente. E' dal 1993, infatti, che ogni hanno si aveva almeno una
condanna a morte eseguita. Nonostante il ministro Nagase non fece alcun
discorso a riguardo, commenti sulla pena capitale fatti in passato
confermano tale politica. "Riconosco che ci sono delle voci contrarie alla
pena di morte" furono le parole del ministro durante la conferenza stampa
inaugurale lo scorso settembre (2006) quando accetto il suo portfolio.
Aggiungendo il suo supporto per la pena capitale "alla luce dei sentimenti
delle vittime e per mantenere ordine nella societa".
La procedura criminale dice che un'esecuzione deve essere portata a termine
entro sei mesi da quando la sentenza e stata finalizzata ma il precedessore
di Nagase, Seiken Sugiura, non firmo alcun ordine di esecuzione durante gli
11 mesi da ministro alla Giustizia a causa delle sue convinzioni buddhiste.
Il Giappone e gli Stati Uniti sono gli unici Pease industrializzati che
hanno ancora la pena capitale.

Spunti e informazioni presi da articoli di SETSUKO KAMIYA e JUN HONGO per il
Japan Times del 26 dicembre 2006



Robert



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