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Ambiente ed energie rinnovabili:il 15 Giugno giornata del vento,ma in Italia...

Von: Reno (italian_dreamer@mailcity.com) [Profil]
Datum: 14.06.2008 22:10
Message-ID: <f3a8e1b0-66f5-46d1-8e0e-ab6dfadf3efa@e39g2000hsf.googlegroups.com>
Newsgroup: it.cultura.newage
...ancora bloccato l'utilizzo dell'eolico(italiano solo l'1,1% del
fabbisogno).E pensare che noi dovremmo essere il paese del sole,del
vento e del mare...mi sa che siamo il paese del bengodi per i
petrolieri!:-(

da un articolo su Repubblica del 14 giugno 2008,a:
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/eolico/wind-day/wind-day.h
tml

Il 15 giugno oltre 20 Paesi Ue celebrano il "Wind Day".L'Anev: con
l'eolico italiano solo l'1,1% del fabbisogno.Il vento? Energia pulita
che avanza,ma l'Italia deve sfruttarla di più .
Germania, Danimarca e Spagna i "modelli" da seguire

ROMA - L'eolico avanza. Nel mondo, in Europa e in Italia aumenta
l'energia pulita prodotta con la forza del vento e, parallelamente, le
bollette si fanno un po' più leggere e si intacca meno il "serbatoio"
del petrolio: nel 2007 un risparmio di 17 milioni di barili solo nel
nostro Paese, secondo i dati dell'Anev, l'Associazione nazionale
energia del vento che raggruppa i produttori e gli operatori
dell'eolico. Ma non basta, il settore potrebbe dare di più. E' per
questo che è stato istituito il "Wind Day", la Giornata europea del
vento, che si celebra domani, 15 giugno, in oltre venti Stati europei,
tra cui il nostro.

L'energia eolica è la fonte rinnovabile che cresce più rapidamente in
termini di capacità installata. L'anno scorso è aumentata del 18% in
Europa, del 28% in Italia e, a livello globale, il 2007 ha segnato uno
storico sorpasso: dal punto di vista dei nuovi impianti l'eolico ha
battuto il nucleare.

"Sfruttare l'energia eolica significa aiutare l'ambiente, ma anche
aumentare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dall'estero e
la fluttuazione dei prezzi dell'energia", spiega il segretario
generale di Anev, Simone Togni. Senza contare le ricadute positive
sull'occupazione: secondo uno studio dell'associazione, entro il 2020
l'eolico porterà a oltre 50 mila nuovi posti di lavoro. "Non si tratta
di fantascienza - dice Togni - visto che in Germania, il paese primo
nel mondo per l'energia del vento, in 8 anni gli addetti al settore
sono cresciuti di 380 mila unità".

E' ancora lontana dalla Germania, ma anche l'Italia negli ultimi anni
ha fatto passi avanti nel campo dell'energia prodotta dal vento, con
2.943 impianti eolici distribuiti soprattutto nel Centro-Sud, che
garantiscono oltre 2.700 megawatt di potenza. Il che copre circa
l'1,1% del consumo interno lordo di energia elettrica.

Un miglioramento rispetto al passato, ma ancora poco in confronto alla
"ventosissima" Danimarca. Infatti, se l'Italia nel 2007 ha prodotto
4,36 terawattora da fonte eolica, pari al consumo di 5 milioni di
abitanti lo stato nordico ne ha prodotti 6,6 ma destinati a una
popolazione di appena cinque milioni e mezzo di persone. E in questo
modo la potenza eolica di Copenhagen è riuscita a garantire il 20% del
fabbisogno pubblico.

"L'Italia è molto in ritardo rispetto agli altri paesi europei -
continua Togni - basta guardare alla Germania che, prima in Europa con
oltre 22 mila impianti, ogni anno installa più pale di quante non ne
siano state installate da noi in 15 anni". Altro esempio virtuoso che
il Belpaese potrebbe seguire è quello dei "cugini" spagnoli. La Spagna
nel marzo scorso ha stabilito un record energetico: con l'eolico ha
coperto quasi la metà della domanda nazionale di elettricità, il
40,8%.

Ma che cosa rallenta lo sviluppo del settore in Italia? Secondo il
segretario di Anev, le colpe sono da ricercare nei troppi interessi
politici ed economici, ma anche nell'eccesso di ostacoli burocratici.
"La Conferenza dei Servizi, che dovrebbe dare un parere sulla
possibilità di realizzare un nuovo impianto entro 180 giorni, ci
impiega da tre a cinque anni", precisa Togni. La pensa diversamente
Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione romana di Italia Nostra,
che definisce l'eolico in Italia un "enorme raggiro" e sostiene che
"dopo dieci anni di investimenti colossali e distruzione paesaggistica
abbiamo ottenuto benefici energetici risibili".

Il "Wind Day" nasce proprio per dissipare dubbi e polemiche, oltre che
per sensibilizzare politici, imprenditori e opinione pubblica. L'Anev
ha organizzato un weekend all'insegna di attività didattiche e ludiche
in diverse regioni italiane: tra le varie iniziative figurano le
regate a Ostia e sul lago di Garda, ma anche l'"Open Day" negli
impianti eolici a nord di Cagliari.

Sempre in Sardegna, si corre la Maratona eolica, una corsa che da
Ulassai attraversa i "parchi del vento" fino a Nurri. Per ricordare
che la Sardegna ha tutte le potenzialità per incrementare l'eolico.
Attualmente produce 367 megawatt di potenza in 370 impianti, ma è meno
di quello che riesce a incamerare la capofila delle Regioni italiane,
la Puglia (658 impianti per 685 megawatt), o la Sicilia (631
"girandole a vento" e 583 megawatt) e la Campania (606 impianti,
519megawatt). Il motto della maratona? "Fateci girare le pale".


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