Re: la grammatica
Von: Karla (nospam@nospam.it) [Profil]
Datum: 22.05.2008 12:56
Message-ID: <g13jap$pcq$1@news2.task.gda.pl>
Newsgroup: it.cultura.linguistica.italiano
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Davide Pioggia ha scritto: > Maurizio Pistone ha scritto: > >> [...] > > Innanzi tutto ti ringrazio per la faticaccia. Poi mi complimento con te, > perché da quel che ho letto mi sono fatto l'idea che tu devi essere un > ottimo insegnante. > > Detto questo, mi tocca tornare subito ad essere antipatico, facendoti > osservare che per me è del tutto pacifico che presentando a degli studenti > un po' di esempi, e mostrando loro in tutti quei casi qual è il soggetto e > qual è il verbo, dopo un po' essi diventano capaci di distinguerli in ogni > frase che gli venga presentata. Non basta presentare "un po' di esempi", all'inizio lo studente capisce "solo" con gli esempi. Anche in matematica, dove si definisono i vari enti, funzioni ecc. in modo più rigoroso, tali definizioni non servono a niente se lo studente non ha un bagaglio pregresso di conoscenze basate sull'esperienza. È vero che tu hai parlato di uno "studente inteligentissimo", e questo presuppone che abbia già sviluppato le capacità e le conoscenze necessarie per accedere alle definizioni astratte e capirle, ma quando affermi che lo studente, leggendo le definizioni delle grammatiche, senza esempi non è in grado di capire che cosa siano soggetto e predicato, sembra che tu stia parlando di una "tabula rasa". Dico questo, perché forse sarebbe meglio tenere i problemi separati: 1) l'insegnamento/apprendimento, 2) la definizione rigorosa delle forme della lingua, 3) insegnare a una macchina a parlare come una persona. Mi sembra che questi siano i tre temi ricorrenti nei tuoi messaggi. Non dico che i tre punti siano scollegati tra loro, ma penso sia meglio separarli per evitare confusioni. A proposito di 2 e 3, tu hai affermato che se si risolve il primo automaticamente si risolve il secondo, perché "la definizione è contenuta implicitamente nell'algoritmo". Questo non mi è ben chiaro. Si può ridurre la lingua, che è anche ceatività ed emozione come l'arte, a un algoritmo? Come fa la macchina, che non ha emozioni e non crea, a "parlare come un uomo"? Fino ad oggi, un computer, per esempio in mtematica, fa cose strabilianti, ma non trova la dimostrazione del teorema di Fermat, non crea. k[ Auf dieses Posting antworten ]
