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Lettera aperta ai responsabili della Fiera del Libro di Torino

Von: .sergio. (senzanome2222@yahoo.it) [Profil]
Datum: 07.05.2008 13:23
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Lettera aperta ai responsabili della Fiera del Libro di Torino
Scritto da Paola Merlo e Paola Canarutto
Sabato 15 Marzo 2008 22:13
Al Presidente della Fiera del Libro di Torino, Rolando Picchioni

Al Direttore della Fiera del Libro di Torino, Ernesto Ferrero

Al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino

Al Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta

Alla Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso



Torino, 8 marzo 2008

Egregi Signori, Illustrissimo Presidente della Repubblica, Egregio
Signor Sindaco, Egregio Presidente della Provincia, Egregia Presidente
della Regione,

Israele è stato invitato, dietro propria richiesta, alla Fiera del
libro di Torino per “celebrare il 60° anniversario della sua
fondazione”. Noi proponiamo invece di creare un’occasione di dialogo
invitando scrittrici e scrittori, artisti e persone di cultura
palestinesi ed israeliane, al di fuori di ogni ufficialità politica e
su base di assoluta pari dignità, alla Fiera del libro.

fLa fondazione di Israele, proclamata il 15 Maggio 1948, è avvenuta in
seguito alla cacciata degli abitanti Palestinesi dalla terra su cui il
nuovo Stato è sorto. Tale drammatico evento, il “Nakba”, è iniziato
nel dicembre 1947, ed alla proclamazione dello Stato Ebraico erano già
stati espulsi dalle loro case centinaia di migliaia di palestinesi;
creato lo stato, una delle prime preoccupazioni fu di rendere loro
impossibile il ritorno alle proprie case e ai propri campi, ed altre
centinaia di migliaia di persone furono cacciate in seguito (vedere B.
Morris, The Birth of the Palestinian Refugee Problem Revisited,
Cambridge University Press, Cambridge, 2004; Ilan Pappé, The Ethnic
Cleansing of Palestine, Oneworld Publications, Oxford, 2007). Non ci
pare dunque opportuno celebrare questo anniversario con Israele ospite
d’onore, tanto più che questa azione di “pulizia etnica” continua
tuttora, dopo 60 anni. Chi fa presente questo è accusato di voler
boicottare Israele, ma la realtà è che chi rifiuti di invitare come
ospiti d'onore anche i rappresentanti della cultura palestinese, si
rende complice di un altro boicottaggio, in corso da decenni: quello
dei palestinesi. Occorrerebbe invece intraprendere azioni verso la
pace, anziché appoggiare la parte più forte, con maggiore sostegno
internazionale, più armata. Convinti della necessità della pace
riteniamo indispensabile che Israele metta in atto passi concreti in
questo senso, anziché odiose ed ingiuste sopraffazioni.

In Cisgiordania, prosegue la pulizia etnica, in particolare a danno
degli abitanti della zona di Hebron. Il Muro esclude dai confini di
Gerusalemme almeno 50.000 palestinesi ai quali finora Israele aveva
concesso la carta di identità dei residenti. Muro e blocchi stradali
impediscono la normale vita quotidiana ed ostacolano lo sviluppo
economico, causando un'emigrazione forzata.

Dal 23 febbraio al 3 marzo, il feroce attacco israeliano a Gaza ha
provocato 106 morti, almeno la metà dei quali erano civili. Un
ministro israeliano ha minacciato, per la Striscia di Gaza, uno
sterminio. A questo atto di guerra è seguito l'assalto ad una scuola
rabbinica fondamentalista a Gerusalemme Ovest, che ha causato 8 morti
israeliani. Questi sono i frutti dell'occupazione israeliana e del
continuo violare la legge internazionale, che proibisce gli attacchi
ai civili.

Gaza, oggi, continua ad essere sotto assedio; nemmeno ai malati è
concesso di uscire, per essere curati. Jan McGirk scrive, sul
periodico medico The Lancet, 2-8 febbraio 2008, della morte di un
ventunenne affetto da seminoma: “Attraversare Erez, il valico con
Israele, che è l'unico punto da cui si può uscire da Gaza, era un
problema: i medici l'avevano giudicato troppo debole per affrontare
l'interrogatorio al confine. A novembre, è deceduto per metastasi al
fegato.

È stato riferito che negli ultimi sei mesi sono deceduti almeno altri
20 pazienti in condizioni critiche - ai posti di blocco, nei letti
degli ospedali di Gaza, o a casa, in attesa del permesso di uscire.”

E prosegue, citando la dichiarazione di Margaret Chan, direttrice
generale dell'OMS: “'Preoccupano particolarmente i frequenti tagli
all'elettricità e la limitazione del carburante per far funzionare i
generatori degli ospedali: ciò arresta il funzionamento delle unità di
terapia intensiva, delle sale operatorie, dei reparti di pronto
soccorso'”.

Si è accresciuta la malnutrizione. Riferisce ancora la giornalista di
Lancet, che sono aumentati del 60% i bambini sottopeso fra i 9 e i 12
mesi di età; questo dal giugno del 2007, quando si è stretto ancora di
più l'assedio. Il World Food Programme riferisce che, a Gaza, il 77,5%
dei bambini fra i 9 e i 12 mesi sono anemici.

Ai pazienti della Striscia è stata anche ridotta la dialisi,
indispensabile alla vita dei malati con insufficienza renale: Israele
vieta l'ingresso dei pezzi di ricambio per le apparecchiature
sanitarie.



Quando si ha a che fare con la fame e le malattie, trascuriamo
facilmente la cultura. Ma a dicembre, Israele ha negato l'accesso a
Gaza a un musicista palestinese, che suona nell'orchestra
dell'israeliano Daniel Barenboim: così non c'è stato il concerto di
musica barocca, programmato in una chiesa. A Gaza, a settembre, i
bambini sono andati a scuola senza libri: Israele non permetteva che
nella Striscia entrasse la carta. Tuttora, nelle scuole di Gaza
mancano l'elettricità, il riscaldamento, i materiali didattici
indispensabili.

Torino, che con la Città di Gaza è gemellata, su tutto questo tace.

Si dichiara che la Fiera ha carattere “esclusivamente culturale”. Noi
sappiamo che non si può scindere la cultura dalla politica. Gli
organizzatori della Fiera non solo accettano l'auto-invito di Israele,
mentre questo imprigiona e assedia Gaza, ma pure rifiutano di dare
eguale accoglienza alla cultura palestinese.

Anni fa, così aveva detto Sandro Pertini, in un messaggio di fine
anno: “Ho visitato (...) i cimiteri di Chatila e Sabra. È una cosa che
angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quel
massacro orrendo. Il responsabile di quel massacro orrendo è ancora al
governo in Israele.

E quasi va baldanzoso di quel massacro fatto. È un responsabile cui
doverebbe essere dato il bando della società”.

Oggi nella Striscia di Gaza assediata solo il 18% di coloro che non
vivono in un campo profughi sono certi di riuscire a procurarsi il
pasto successivo, e, per mancanza di latte in polvere, si svezzano i
lattanti con il the. Noi misuriamo dalle parole dell'allora Presidente
della Repubblica l'enorme regresso della società italiana: i
rappresentanti della Fiera del Libro si fregiano degli incontri con il
ministro di uno stato che condanna alla fame i bambini, ed a morte
certa i malati.

Altro ci saremmo aspettati, da una città di tradizione antifascista e
da un Presidente della Repubblica che ha lottato per la democrazia.



Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese – Torino

Barbara Agostini, Giorgio Canarutto, Paola Canarutto, Giorgio Forti,
Miryam Marino, Carla Ortona, Susanna Sinigaglia, Ornella Terracini
(Rete degli Ebrei contro l'Occupazione)

Fiamma Bianchi Bandinelli



Adesriscono:

Curzio Bettio (Soccorso Popolare, Padova)
Donato Cioli, Direttore di Ricerca CNR in pensione
Alma Renata Franceschini (Soccorso Popolare, Padova)
Liliana Frascati, militante CGIL e PdCI
Elena Gajani Monguzzi
Lorenzo Galbiati, docente di scuola media superiore
Raja Ibrahim
Sandra Livi
Lorenzo Mazzucato (Rsu Cciaa Padova)
Beppe Orlandi
Mariano Mingarelli, Presidente dell'Associazione di Amicizia Italo-
Palestinese
Donatella Rossatelli
Angelo Stefanini, Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e
Interculturale, Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica, Università
di Bologna
Danilo Zolo, Professore ordinario di filosofia del diritto
all'Università di Firenze, Coordinatore del Centro Jura Gentium di
filosofia del diritto internazionale






Pubblicato su la Rinascita della Sinistra, 27 marzo 2008


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