nntp2http.com
Posting
Suche
Optionen
Hilfe & Kontakt

Papa Alessandro II, vescovo di Lucca (di Domenico Riccio)

Von: Domenico Riccio (damnic.riccio@virgilio.it) [Profil]
Datum: 12.01.2007 18:40
Message-ID: <1168623639.092212.193080@q2g2000cwa.googlegroups.com>
Newsgroup: it.cultura.letteratura.italiana
Quando Anselmo da Baggio venne eletto papa, il potere politico aveva un

ruolo dominante anche nelle scelte ecclesiastiche. Lo stesso Anselmo,
infatti, era stato nominato vescovo di Lucca non dal papa ma
dall'imperatore, presso la cui corte aveva vissuto per circa tredici
anni, dal 1040 al 1053.

E le alte cariche della chiesa erano spesso rappresentate da personaggi

molto discutibili e dediti alla simonia (acquisto e vendita di cariche
ecclesiastiche) e al nicolaismo (concubinato).

Quando, nel 1045, morì il vescovo di Milano Ariberto da Intimiano, i
milanesi chiesero all'imperatore di scegliere il successore fra
quattro personaggi di specchiata moralità: Anselmo da Baggio, Arialdo
da Carimate, Attone e Landolfo Cotta.

Enrico III, invece, nominò il nicolaita Guido da Velate.Contro questi
e per contrastare la diffusa depravazione del clero, nacque allora il
movimento dei Patarini (forse dal termine spregiativo milanese pataria
= straccio, pezzente), guidato da Landolfo Cotta e sostenuto, oltre che

da Arialdo e Attone, dallo stesso Anselmo e da Ildebrando di Soana, che

poi succederà sul soglio pontificio proprio ad Anselmo e diventerà il

grande papa Gregorio VII.

Poiché i Patarini, che incitavano a rifiutare i sacramenti
somministrati dai sacerdoti corrotti e nicolaiti, facevano molta presa
sulla popolazione, l'imperatore si decise ad intervenire e, mentre
Guido scomunicava Landolfo e Arialdo, egli nominò Anselmo da Baggio
vescovo dell'importante diocesi di Lucca.

Anselmo si adoperò allora per il risanamento economico e morale della
sua diocesi e si distinse per la realizzazione di numerose opere
pubbliche. Fece ricostruire la chiesa di Sant'Alessandro (1057),
"la più antica chiesa lucchese pervenuta fino ai nostri giorni con
poche modifiche", come scrive Maria Grazia Tolfo, e qualche anno dopo
anche la chiesa di San Michele in Foro e il Duomo di San Martino, ove
dispose che il Volto Santo, molto venerato in tutta la cristianità,
venisse posto in una apposita cappella (non quella attuale che risale
al 1482 ed è opera di Matteo Civitali).

Alla morte di Niccolò II, avvenuta il 27 luglio del 1061, Anselmo da
Baggio, sostenuto dall'amico Ildebrando e da tutti i riformatori,
nonché dai normanni e da Beatrice di Toscana, il 30 settembre di
quell'anno fu eletto papa dai cardinali vescovi, assunse il nome di
Alessandro II e, conservando il titolo di vescovo di Lucca, prese
possesso del trono pontificio.

L'aristocrazia romana, che era rimasta esclusa dall'elezione in
base ai dettami della bolla di Niccolò II del 1059, che non permetteva

l'elezione di un papa da parte dei laici, si rivolse alla corte
imperiale. E i vescovi germanici, riuniti nel concilio di Basilea il 28

ottobre 1061, non riconobbero l'elezione di Alessandro II e, dopo
aver decretato patricius romanorum Enrico IV, dodicenne figlio di
Enrico III, deceduto già nel 1056, elessero papa il vescovo di Parma
Pietro Cadalo, che assunse il nome di Onorio II.

L'antipapa Onorio II, sostenuto da Agnese di Poitou, imperatrice
reggente, e da Benzone, vescovo di Alba, invase con le armi la sede
pontificia e nel marzo del 1062 si insediò in Castel Sant'Angelo.
Nel frattempo, però, l'arcivescovo di Colonia Annone, che era vicino
ai riformisti, estromise Agnese dalla reggenza dell'impero, prese
sotto la sua protezione il giovanissimo Enrico IV e tolse l'appoggio
all'antipapa. A Roma, quindi, si venne a creare una situazione di
stallo. Onorio II, indebolito, chiese sostegno ai bizantini; Alessandro

II, invece, rafforzò l'intesa con i normanni.

E mentre Goffredo di Lorena, marito di Beatrice di Toscana, coglieva la

ghiotta occasione per farsi arbitro della contesa, ordinando a entrambe

le parti di deporre le armi e invitando i due pontefici a ritirarsi
nelle rispettive diocesi di Lucca e di Parma, il reggente imperiale
Annone affidò il compito di dirimere lo scisma al nipote Burcardo,
vescovo di Alberstadt. Burcardo decretò valida l'elezione di
Alessandro II e questi, scortato dall'esercito di Goffredo,
nell'aprile del 1063 poté fare ritorno a Roma.

Onorio II tentò ancora di riprendersi il potere, ma il papa convocò
un concilio in Laterano e lo fece destituire e scomunicare. La
soluzione conclusiva dello scisma, però, si ebbe solo il 31 maggio del

1064, allorché, convocato il concilio di Mantova e presenti sia i
vescovi italiani che tedeschi, Alessandro II fu definitivamente
riconosciuto quale papa legittimo.

Nel corso del suo pontificato, Alessandro II sostenne i normanni nella
cacciata degli arabi e nella conquista della Sicilia (1063), appoggiò
Filippo I Capeto contro i musulmani di Spagna e Guglielmo di Normandia
(detto il Conquistatore) contro l'usurpatore del trono Aroldo e la
conquista del trono d'Inghilterra (1066). Intervenne anche in
Germania per risolvere le incessanti controversie fra i grandi prelati
e incoraggiò la costruzione della grande Abbazia di Montecassino (che
verrà distrutta quasi mille anni dopo dai bombardamenti americani del
1944 e ricostruita nel 1964).

Nel 1069 morì Goffredo di Toscana e per il papa ricominciarono i
problemi. I nobili romani, infatti, ne approfittarono per rivendicare
la signoria della città di Roma.

Nel 1070 ritornò a Lucca, che era rimasta la sua diocesi, ed inaugurò

il ristrutturato Duomo, sul fronte centrale del quale, scrive Dino
Grilli, fece murare una lapide per avvertire che chiunque avesse osato
modificare o danneggiare l'edificio sarebbe stato scomunicato in
eterno. Ecco il testo integrale dettato in esametri dallo stesso papa:
"Uius que celsi radiant fastigia templi/ sunt sub Alexandro Papa
Secundo constructa/ ad curam cuius proprios et praesulis usus/ ipse
domos sedes presentes struxit et edes/ in quibus hospitium faciens
terrena potestas/ ut sit in aeterno statuens anathemate/ sanxit
milleque sex denis templum fundamine/ iacto lustro sub bino sacrum stat

fine peracto".

In quello stesso anno, in Francia, si formava per la prima volta
un'istituzione chiamata "La comune" o semplicemente "Comune".
Fu Le Mans il primo Comune d'Europa. L'idea di governi cittadini
autonomi si estenderà poi a macchia d'olio non solo in Francia, ma
anche nel resto d'Europa e in Italia settentrionale e centrale. Pare
sia stato proprio Lucca il primo Comune d'Italia.

Ma Alessandro II proseguì soprattutto la sua opera di moralizzazione
della chiesa. Proibì al clero l'accumulo di benefici e la loro
investitura da parte di laici e convalidò i decreti di Niccolò II
sull'elezione papale. Affiancato dal suo amico Ildebrando, sostenne i
Patarini (che un secolo dopo saranno scomunicati proprio da un papa
lucchese, Lucio III) nella lotta contro la simonia e il concubinato,
inasprì ulteriormente i rapporti con l'arcivescovo di Milano Guido,
che fu costretto ad abdicare (1071), e sventò la nomina al suo posto
di Goffredo, un prete antiriformista fedele ad Enrico IV, imponendo
l'elezione di Attone e riproponendo così il problema dei rapporti
tra papato e impero, che sarà poi proseguito con maggiore intensità
ed efficacia dal suo successore Gregorio VII.

Alessandro II, che era nato a Baggio nel milanese intorno al 1012,
morì a Roma il 21 aprile 1073 e fu sepolto in Laterano.


[ Auf dieses Posting antworten ]