Alfredo Catalani (di Domenico Riccio)
Von: Domenico Riccio (damnic.riccio@virgilio.it) [Profil]
Datum: 19.01.2007 14:11
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Newsgroup: it.cultura.letteratura.italiana
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Apparve per brevi anni guardando intorno in alto in sé. Trasse d'oltre la vita Dejanice Edmea Loreley Wally. Riportò agli uomini dolci note che il cuore non ricordava e riconobbe e non oblia. Pende dal salice l'arpa ma cantano ancora le corde tocche da dita che i nostri occhi non vedono più. Due anni fa, in occasione del 150° anniversario della nascita di Alfredo Catalani, la città di Lucca lo ha ricordato dandogli una degna sepoltura nel famedio del cimitero monumentale urbano. Un doveroso atto di riconoscenza per uno dei più grandi figli della nostra città, l'autore di Dejanice, Edmea, Loreley, Wally, genio precoce e sfortunato. Nato a Lucca il 19 giugno del 1854 da una famiglia di musicisti, Alfredo Catalani abbandonò gli studi da avvocato per dedicarsi esclusivamente alla musica, avendo come maestri Carlo Angeloni e Fortunato Magi e diplomandosi nel 1872 con quel capolavoro di composizione che è la Messa. Pochi mesi dopo venne accettato al conservatorio di Parigi e studiò pianoforte con Marmontel e contrappunto con Bazzini, ma l'anno successivo tornò in Italia e continuò gli studi al conservatorio di Milano, manifestando il suo talento con la Chanson Groenlandaise. Si diplomò nel 1875 presentando La Falce, una breve opera dal tono wagneriano, tratta da un libretto di Arrigo Boito. Rimasto a Milano e vivendo in ristrettezze economiche, nel 1880 compose Elda (che dieci dopo trasformò in Loreley), opera commissionata dalla casa editrice Lucca, nel 1883 Dejanice, opera su libretto di Zanardini su soggetto di Boito, ed Ero e Leandro, poema sinfonico, e nel 1886 Edmea, che andò in scena a Torino e fu diretta da Arturo Toscanini. Morto Ponchielli nel 1886, fu assunto al conservatorio di Milano come insegnante di alta composizione. L'opera che portò il compositore lucchese al successo fu Wally, tratta da un romanzo d'appendice tedesco, che fu rappresentata alla Scala e poi al teatro di Lucca con la direzione ancora di Arturo Toscanini. Alfredo Catalani credeva molto nel potere della melodia ed introdusse nelle sue opere la lezione del rinnovamento sinfonico e del dramma lirico francese. Fu rispettato dal suo concittadino Giacomo Puccini, ma non da Giuseppe Verdi, che in una lettera scrisse: "Questi giovani che vogliono rinnovare e correre per le nuove strade mi sembrano un poco sconsigliati e, confidando troppo nell'avvenire, finiranno col perdere anche il presente". Ma il problema principale di Catalani fu la sua malferma salute, che certamente ne condizionò anche la produzione musicale. Affetto da tubercolosi fin da giovane, la malattia lo condusse alla precoce morte, che avvenne a Milano il 7 agosto del 1893. Aveva solo 39 anni! Le sue spoglie mortali, sepolte inizialmente nel cimitero monumentale di Milano, l'anno successivo vennero traslate a Lucca. Furono poste, dopo le onoranze funebri, in un deposito sotto il famedio del cimitero di S.Anna, con l'impegno dell'amministrazione comunale di provvedere in breve tempo (!) ad un sepolcro dignitoso. Sono rimaste abbandonate in quel luogo per ben 110 anni! E' stato grazie all'energia e alla perseveranza dell'amico Beppino Lenzi, cultore appassionato della storia di Lucca, nonché all'impegno del Comune, alla collaborazione della Soprintendenza e al sostegno insostituibile della Fondazione Cassa di Risparmio, che Lucca ha potuto finalmente onorare il suo debito di riconoscenza nei confronti di un altro dei suoi grandi musicisti. Un modo per ridestare la consapevolezza dei cittadini, specie dei più giovani, su un patrimonio culturale di assoluto livello. Un modo per richiamare la città al dovere della memoria. Queste, in estrema sintesi, furono le considerazioni che io espressi, nella mia veste di vicesindaco in rappresentanza dell'amministrazione comunale, in occasione dell'inaugurazione del monumento funebre del 19 giugno 2004. E a conclusione del breve discorso, mi piacque recitare i meravigliosi versi sopra riportati, scritti per Alfredo Catalani da Giovanni Pascoli, che avevo letto sull'epigrafe murale posta nel centro storico di Lucca, in via Santa Giustina, dinanzi al Comune, dalla società musicale Guido Monaco in memoria del geniale ma sfortunato musicista[ Auf dieses Posting antworten ]
