Critica della volontà pura e pratica.
Von: Solania (solania@cheapnet.it) [Profil]
Datum: 02.06.2008 02:07
Message-ID: <2RG0k.680$Ca.12744@twister2.libero.it>
Newsgroup: it.cultura.filosofia.moderato
Datum: 02.06.2008 02:07
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Cristo, nel Vangelo, ci parla solo dell'Amore come Verità e non di altro In fondo Cristo dice IO SONO LA VERITA'...e la vita...ecc....non dice, che so'..."guardate che la verità esiste eccome...sappiate distinguerla dal falso...o chessò che altro avrebbe potuto dire. IO SONO LA VERITA'...solo io sono la verità, il resto è...mi verrebbe da dire..."relativo"....cioè, quasi...."tutto a parte ME è relativo". Ora, proseguendo in questo ragionamento mi vien da aggiungere che Cristo si proclama il RE DELL'AMORE, del sentimento e della volontà (intenzionalità ?), non del ragionamento che anzi "beati i poveri di spirito" vuol appunto dire questo.. Quindi, mi vien da pensare che forse la verità sbagliamo nel cercarla sempre nel ragionamento più giusto, nel qual caso ha ragione Nietzsche che ne parla come di "una cristalizzazione, momentanea, in attesa della sua conservazione-superamento", ma forse dovremmo cercarla nella stabilità del SENTIMENTO che, come insegna Kierkegaard, è ETERNO se VOGLIO che sia eterno. Non solo la "volontà di potenza" quindi, ma anche la "volontà di carità" è la VERITA'. Magari chiamiamola "volontà pura", che fa tanto Kant, quella di Cristo senza voler togliere nulla alla "volontà pratica" di Nietzsche. Ora - come del resto aveva capito già Hegel due secoli fa - il relativismo moderno *tende* proprio, fatalmente, ad accettare la grande divisione tra "fatti" e "valori", e a relegare tutto ciò che eccede i criteri dell'oggettività scientifica nella dimensione della soggettività arbitraria. A questo punto quello che io non capisco è perchè l'oggettività scientifica non possa essere applicata alla soggettività (nel caso contrario resta, ovviamente, arbitraria) La psicologia è proprio la materia scientifica che vuole andare oltre all'arbitrarietà soggettiva Ecco, quello che volevo arrivare a chiedere, più che ad affermare perentoriamente, è cosa c'è di sbagliato, per la soggettivita umana, che prendere la Verità di Cristo come modello per il "bene comune", o comunque come il più "efficente", al di là della "fede" che non mi interessa. (anche se qui, la parola "efficente" quando si parlerebbe della "Volontà pura" rischia di creare confusione...diciamo che sarebbe un'efficenza solo psichica a differenza dell'altra più generica) Mi spiego meglio: Siam partiti , osando un po' mettendo in bocca a Cristo queste parole: "IO SONO LA VERITA', tutto il resto è relativo" Nietzsche da un'altro lato, afferma: "TUTTO è solo volontà di potenza" Io, microbo, dico: "Hanno ragione tutti e due. Nel caso di Cristo la chiamiamo "Volontà di carità"(Volontà pura) Nel caso di Nietzsche la chiamiamo già "Volontà di potenza" (Volontà pratica) La prima vale per la soggettività umana, il "DENTRO" degli uomini, l'altra per il "FUORI", cioè scienza e tutto il resto. Insomma, cosa c'è di relativo, a parte l'indubbia scomodità ma fermo restando l'altrettanta indubbia efficenza, nel pensiero etico di Cristo ? La soggettività arbitraria non è solo un fatto di comodo ? Ma ce le possiamo veramente permettere certe comodità con la piega preoccupante che sta prendendo la globalizzazione ?[ Auf dieses Posting antworten ]
Antworten
- Amleto, il danese. (02.06.2008 11:11)
- solania (02.06.2008 12:54)
- Carlo Pierini (03.06.2008 03:09)
