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problemi di coppia, netiquette da NG

Von: Amleto, il danese. ([-[http://fotosenigallia.splinder.com/] foto.senigallia]@news.tin.it) [Profil]
Datum: 02.06.2008 00:37
Message-ID: <4843248a$0$18154$4fafbaef@reader3.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura.filosofia.moderato
Cercando un art. sui comportamenti che ingenerano problemi comunicativi
all'interno della coppia per un amico di icf ho trovato un pezzo davvero
interessante che credo possa essere molto utile per far riflettere chiunque
cerchi un dialogo con l'altruità (persino in un NG)

Lo posto sperando di fare cosa gradita e stuzzicare un dialogo (e anche
delle critiche al testo)
io lho trovato MOLTO interessante.

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SULLE CAUSE DI INTERRUZIONE COMUNICATIVA NELLA COPPIA:

Il tipo di interazioni coniugali consente di prevedere la stabilità di una
unione di coppia. Abitualmente per le coppie con prole, chi è vicino ai
propri figli lo sarà anche al proprio coniuge e questo comportamento è
sicuramente positivo per la salute del matrimonio.
Le coppie infelicemente sposate, percorrono abitualmente un sentiero
negativo di transazioni, atteggiamenti, sentimenti ed emozioni che porta
alla disintegrazione dell'unione. Questa distruzione avviene in diverse
fasi, quattro delle quali sono le più significative. In "L'intelligenza
emotiva" di Daniel Goleman, queste fasi sono definite per allegoria "I
quattro cavalieri dell'apocalisse". Ogni araldo della catastrofe è
successivo a quello precedente, smembra la comunicazione e l'attenzione sarà
rivolta sempre più verso il fallimento del rapporto.
Sono rappresentati da:
1) - CRITICA
2) - DISPREZZO
3) - REAZIONE DIFENSIVA
4) - MURO DI SILENZIO
Ne consegue che questi quattro elementi sono dannosi soprattutto per i figli
delle copie in crisi. Se l'atmosfera nella famiglia di un bambino è
contaminata da dal comportamento critico, sprezzante, difensivo e taciturno
dei genitori, è probabile che il figlio subisca gli effetti nocivi del
conflitto tra il papà e la mamma.

LA CRITICA -  Riguarda i dettagli negativi valutati sulla personalità del
partner, espressi in modo fastidiosamente biasimevole. Apparentemente può
sembrare una lagnanza, la gestione del reclamo/lagnanza è utile in un
rapporto, può essere considerata un regalo del partner d'amore. Ci comunica
un disagio e consente di comprendere il problema con immediatezza, senza
l'onere di patire conseguenze più gravi. Nella realtà, tra lamentarsi,
reclamare, per una insoddisfazione sulle attese e criticare c'è una gran
differenza. Il reclamo ha come obiettivo un comportamento specifico che non
piace, la critica attacca il carattere di una persona.
Esempio. Lagnanza: quando vai a giocare a calcetto con gli amici, io mi
sento sola. Critica: Sei irresponsabile a lasciarmi puntualmente a casa con
i bambini, è ovvio che la famiglia non ti interessa nulla.
Mentre il reclamo o lagnanza afferma un fatto, la critica è l'espressione di
un giudizio e richiama la persona criticata ad essere diversa da ciò che è.
Implica che il partner sia portatore di un difetto non rimediabile. La
critica si esprime attraverso termini assoluti: "Non mi aiuti mai", "Fai
sempre tardi", "Spendi sempre troppi soldi ed il conto è costantemente in
rosso", etc. La critica è anche espressione di frustrazione covata in
silenzio e di collera repressa. Uno dei due soffre in silenzio e l'altro
rimane indifferente alla crescente tristezza e disapprovazione del partner.
Quando la parte silenziosa non ne può più e non riesce a reprimere oltre i
propri sentimenti negativi, esplode in una sequenza di reclami. L'effetto
può essere pericoloso. Le lagnanze si succedono in modo disordinato, non
collegato: sei sempre in ritardo, non giochi mai con i bambini, sei sempre
stanco, non mi porti mai a cena fuori, non curi il tuo aspetto, continui ad
ingrassare, etc. Il rogo della rabbia sfociato in critiche a raffica è così
forte che chi le subisce le considera un affronto personale e non la
comunicazione di un disagio. Può sentirsi aggredito, offeso e vittima.
queste sensazioni aprono la strada alla seconda fase: "Il disprezzo". Per
evitare critiche, reclami così dannosi è necessario affrontare i conflitti
ed i disagi appena sorgono. Non bisogna mai attendere di essere così tanto
arrabbiati o offesi da non poterne più. Esprimete la vostra collera o
dispiacere in modo specifico, senza offendere la personalità del proprio
compagno/a. Quando comunicate insoddisfazione, evitate premesse come: non mi
sarei mai spettata che, non avresti dovuto, sei sempre, non sei mai, etc.
Quando un appartenente alla coppia si lamenta e non riesce a ottenere una
risposta accettabile dal compagno, la sua irritazione cresce fino a
trasformarsi in un atteggiamento critico negativo. Chi si arrabbia desidera
unicamente dare rilievo alla propria insoddisfazione. Per il partner la
strada più corretta è accettare l'irritazione e rispondere ad essa, senza
sentire ferita la propria personalità e prima che la rabbia diventi critica
negativa.

IL DISPREZZO è una critica estremizzata. Una persona che disprezza intende
ferire psicologicamente. Il disprezzo frequentemente nasce dalla
disapprovazione per il comportamento del compagno e dal desiderio di
vendicarsi. Chi sente disprezzo per qualcuno si riempie la mente di pensieri
meschini: mio marito è ignorante, incapace, stupido, etc. In una unione più
prendono piede queste idee e maggiore sarà la difficoltà a ricordare le
qualità che inizialmente sono apparse tanto gradevoli, al punto da suggerire
l'unione. Gli ingredienti che annunciano l'infezione del rapporto da parte
del disprezzo sono: insulti, offese e scherno, esercitato senza umorismo ma
con cattiveria. Un esempio è la correzione della grammatica nelle frasi che
l'altro ha pronunciato mentre era irato. Anche il corpo sottolinea la
mancanza di fiducia: sgranare gli occhi, ridacchiare beffardamente,
incrociare le braccia, voltare le spalle, fare altro mentre si ascolta etc.
Scacciare il disprezzo quando si è insediato in una unione richiede un
percorso volto ad "invertire la rotta", un grande impegno. Un buon inizio
è
prestare attenzione a quei meccanismi ripetitivi che ognuno porta nella
mente. Quando vi accorgete che state ripetendo dentro voi idee insultanti o
ipotesi di vendetta, immaginate di sostituirle con pensieri sereni, come:
anche se queste caratteristiche le detesto, ve ne sono altre per me di gran
valore, come: "la lealtà, l'onestà, la gioia, la saggezza, la
giocosità...
Di quello che non mi piace vorrei parlarne con calma, facendo attenzione a
non ferire. Attribuire motivazioni positive o negative al compagno dipende
solo da voi. Purtroppo, se non controllato, il disprezzo ha il potere di
smembrare l'ammirazione ed i sentimenti di affetto. Quando non ci si impegna
ad invertire la corrente succede, segue, la reazione difensiva.

LA REAZIONE DIFENSIVA. Chi si sente ripetutamente attaccato con offese,
gesti insultanti e sprezzanti, reagisce assumendo un atteggiamento
difensivo. La reazione difensiva è nemica di qualsiasi unione, perchè quando
ci si sente sotto assedio si perde la capacità di ascoltare. Si reagisce
negando ogni responsabilità: "non è colpa mia, etc". Oppure
inventando
pretesti per i problemi: "sarei venuto ma ho dovuto fermarmi in ufficio fino
a tardi; non ho trovato un capo di abbigliamento adatto all'occasione; sono
stata trattenuta dal capoufficio; etc.".
Ritorcere il reclamo è un altra forma di difesa. Mio marito dice che io
spendo troppo, è lui che guadagna poco! (Ritorsione). Mia moglie dice che
sono autoritario con i bambini, è lei che non li sa educare! (Ritorsione).
Altra forma frequente di difesa è l'utilizzo della frase: "si, ma.." Una
forma che muta il consenso in opposizione. "Una vacanza romantica? Si, ma
poi non avremo più i soldi per cambiare l'auto". "Un consulente familiare
per aiutarci? Si, ma tanto non servirà a nulla".
A volte le persone si difendono ripetendo sempre lo stesso argomento,
ripetendo sempre la stessa cosa in modo petulante e incessante.
Il modo per contrastare l'atteggiamento difensivo è ascoltare le parole del
partner, senza pensare che rappresentano un attacco. Dovrebbero essere
ascoltate con interesse perchè sono utilissime informazioni, anche se
espresse in termini forti. Facile a dirsi, meno facile mettere in pratica
questo suggerimento. Il segreto è di trovare anche solo una minima di verità
nella contestazione del coniuge. Spesso basta limitare la reazione un attimo
e riflettere: "non avevo mai considerato che per te questo fosse così
importante, parliamone un po'".

IL MURO DI SILENZIO. Quando non vi è modo di raggiungere un compromesso per
avviare una tregua, lasciando che critica, disprezzo e reazione difensiva
dominino il rapporto, è probabile che tra la coppia si innalzi un muro di
silenzio. Si diventa come un muro senza dare cenno di avere compreso quanto
l'altro dice. Questa situazione, se permanente, suggerisce la separazione;
la vita insieme diventa più una pena che una gioia e si perde completamente
l'interesse e l'entusiasmo a stare insieme. Come se tutti i sentimenti e le
emozioni che hanno unito fossero sostituiti con elementi negativi; la gioia
è tristezza e l'amore indifferenza. Per i coniugi consapevoli di avere
eretto un muro di silenzio e che vogliono cambiare, suggerisco di fare uno
sforzo per tentare di mutare la situazione e rispondere al compagno durante
le discussioni. Da questo punto di partenza si può procedere ad un ascolto
efficace, come l'esprimere le proprie reazioni e considerazioni su quanto si
sta ascoltando. In seguito si potranno esplorare nuovi modi per conservare
la calma mentre si discutono temi "bollenti".



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Sentence of the Day:
<<È una cosa stolta supplicare gli dei per ottenere ciò che uno
è in
condizione di procurarsi da se stesso.>> Epicuro


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