Perché sono ateo comunista anarchico
Von: Francesco Lantana (panta@alice.it) [Profil]
Datum: 20.10.2009 12:58
Message-ID: <4add97da$0$1114$4fafbaef@reader1.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura.ateismo
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Perché sono ateo comunista anarchico La scienza non può dimostrare sia la sua esistenza, sia la sua inesistenza, proprio perché essa si occupa di fenomeni che accadono sotto la nostra osservazione diretta dei nostri sensi (il tatto, la vista, l'odore, l'udito, il gusto). E Dio, che per definizione è un essere trascendente, non può essere oggetto dei nostri sensi e quindi non si può impostare nessuna analisi razionale scientifica su Dio. I religiosi per dimostrare l'esistenza di un Dio impostano il discorso su fatti non direttamente verificabili da chiunque (quindi non scientifici) ma raccontati dai testi sacri del passato. In questo modo si finisce per dare spazio alle congetture più fantasiose, spesso di comodo e alla fine ogni religione si crea la propria concezione di Dio o degli dèi e del modo di intendere la vita. Per questo motivo ci sono un'infinità di credenze, per cui esse in ultima analisi diventano atti puri di fede. Per questo motivo gli agnostici sospendono il giudizio. Gli atei fanno un ulteriore passo in avanti e negano ogni divinità, partendo dal fatto che ci sono un'infinità di credenze religiose, soprattutto a secondo delle tradizioni di un popolo, in contraddizioni tra loro e ognuna detentrice della Verità assoluta inoppugnabile e zeppe di un cumulo di assurdità. A cominciare dal fatto che Dio vede tutto, che sa tutto anche i nostri pensieri, che può tutto, che è infinitamente buono e poi ci manda all'inferno se non ubbidiamo ai suoi capricci che poi sono quelli delle varie chiese, senza poi contare le assurdità dei vari dogmi. Per cui essi concludono che le religioni sono delle invenzioni ispirate della fantasia degli uomini, dettate da paure ancestrali e dall'ignoranza per cercare di dare delle spiegazioni ad alcuni fenomeni naturali, tramandate da generazioni a generazioni e modificate nei tempi secondo i luoghi e i popoli. Alla fine le religioni sono, più che convinzioni, delle convenzioni, conformismo. Secondo il materialismo storico poi siffatta divinità assomiglia più ad un padrone dispotico, sadico, crudele e irascibile (Non è un caso che il più significativo appellativo di Dio è proprio "Signore") che per tenere sottomessi e servizievoli i suoi schiavi e servi minaccia e commina una serie di punizioni anche molto severe da fare inorridire i più crudeli e sanguinari signori dispotici e dittatori terreni, come appunto l'inferno eterno. Per questo motivo le religioni diventano uno strumento di lotta politica, utilizzato da signori, padroni e governanti per tenere sottomesso un popolo suddito. La religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo spietato, come è lo spirito di una condizione priva di spirito. Essa è l'oppio del popolo (Karl Marx). Per questo motivo non è un caso che gli stessi riconoscono alle istituzione religiose privilegi e riconoscimenti di ogni genere e dagli stessi esse ricevono cospicui finanziamenti. Considerando che, fra atei e credenti non praticanti, si arriva anche oltre '80% della popolazione adulta, e che molti precetti religiosi sono spesso facilmente disattesi dalla maggioranza delle persone, se ne deduce che sono difficilmente praticabili e che vanno spesso contro la natura dell'uomo. Infatti i primi a trasgredirli in modo palese sono proprio quei governanti che sostengono e finanziano le chiese. Quanti, per esempio, dei nostri politici pratica le sette opere di carità? Le ricordo: Dar da mangiare agli affamati; Dar da bere agli assetati; Vestire gi ignudi; Alloggiare i pellegrini; Visitare gli infermi; Visitare i carcerati; Seppellire i morti. Cosa dire poi di Berlusconi, Calderoli, Casini, Bossi che, fra l'altro, hanno formato più famiglie? Tutto questo conferma che le religioni che hanno lo scopo di opprimere le classi meno abbienti, che quindi fanno comodo solo alle classi al potere, tanto lor signori si concedono tutte le libertà, spesso impunemente e senza tanti scrupoli. Per i poveri solo rinunce e sacrifici. Così viene assicurata la separazione delle classi sociali e la schiavitù-servitù dell'uomo sull'uomo. Per questo vengono difese solo per la conservazione di certe strutture sociali ed economiche, soprattutto di quelle tradizionali. Dal punto di vista storico, si può ben dire che l'uomo divenne religioso nel momento in cui si distinse dagli animali, quando cioè divenne consapevole della sua vita e della sua morte. Infatti le Religioni antiche preistoriche erano tentativi di quegli uomini per spiegare i fenomeni naturali e di volgerli a loro vantaggio. Successivamente chi si occupava del scaro, cioè i sacerdoti, si mettevano al servizio di re, imperatori, signori e padroni per la gestione del potere pubblico, ricavandone riconoscimenti e privilegi di ogni genere. Così la religione diventava strumento di potere. I primi miscredenti e scettici li troviamo nell'antica Grecia che riconoscevano l'esistenza degli dèi, ma che erano del tutto indifferenti alla vita degli uomini. Cito: Diagora di Melo (fu un sofista e un poeta vissuto nel V sec. a.C.), Teodoro di Cirene, (vissuto tra la seconda metà del IV e l'inizio del III sec. a.C), Evemero o Eumero di Messana, (vissuto tra il 340 e il 260 a.C), ma soprattutto Epicuro (341-270 a.C.). Lucrezio, nel mondo latino, ispirandosi ad Epicuro, col "De rerum natura" diffuse l'idea della divinità che esiste ma non interviene nel mondo. Durante il Medioevo e il Rinascimento abbiamo casi di scetticismo, di panteismo, di naturalismo e simili, ma nessuno dei pensatori ha mai varcato totalmente la soglia dell'ateismo (Vanini, Bruno, Spinoza, Hume, Bayle) Il vero ateismo razionale nasce solo nell'Illuminismo. Cito il curato Jean Meslier (1664-1729), D'Holbach (1723-1789), il Marchese de Sade (1740-1814). L'ateismo post-hegeliano è quello in cui l'ateismo raggiunge forse il suo punto più alto con le critiche demolitrici dei grandi atei dell'Ottocento verso tutte le religioni. Cito: Arthur Schopenhauer (1788-1861), Friedrich Nietzsche (1844-1900), Max Stirner (1806-1856), Mikhail Bakunin (1814-1876). Nell'Ottocento la popolarità dell'ateismo aumentò moltissimo, in conseguenza anche alle scoperte scientifiche della biologia, dell'evoluzionismo, dell'antropologia, e da movimenti politici come il socialismo, l'anarchismo, il materialismo storico, e dell'idea della possibilità di dominare la natura derivante dalla rivoluzione industriale. Cito Auguste Comte, Félix Le Dantec, Ludwig Feuerbach (1804-1872), Karl Marx (1818-1883), Friedrich Engels (1820-1895), Lenin (1870-1924) Gli atei del novecento hanno poi contribuito a rafforzare l'ateismo sotto il profilo psicologico, sociale, esistenziale e scientifico (neurologia e neuroscienze), e con saggi critici sulle religioni. Cito: Sigmund Freud (1856-1939), Jean-Paul Sartre (1905-1980), Albert Camus (1913-1960), Claude Lévi-Strauss, Michel Onfray (Trattato di ateologia - 2005), Karlheinz Deschner (Storia criminale del cristianesimo). In conclusione si può ben dire: 1. che le credenze religiose nascono da paure ancestrali circa la morte e le malattie, e dal bisogno di soddisfare le nostre aspirazioni materiali e "spirituali"; 2. che spesso le stesse vengono ormai alimentate da istituzioni religiose, ognuna delle quali si ritiene la depositaria della Verità e quindi inoppugnabile. 3. che le credenze religiose tendono a perdere la loro influenza e a ridursi drasticamente man mano che progrediscono le scoperte scientifiche e le conoscenze su questo nostro mondo e sulla nostra stessa vita, e si consolida l'affrancamento dai bisogni materiali immediati per sempre più larghi strati di popolazione; 4. che uomini e donne praticano sempre meno i precetti religiosi anche se credenti. 5. che Dio ha sempre meno successo nelle zone geografiche più evolute e fra individui maggiormente acculturati, specialmente dal punto di vista scientifico. Secondo l'Enciclopedia Britannica Book of Year, gli atei nel mondo (ma talvolta confusi con gli agnostici) nel 1994 ammontavano ad 1 miliardo e 154 milioni. Un'inchiesta condotta in 21 paesi su un campione di 21.000 persone pubblicata nel dicembre 2004 annuncia che il 25% degli europei occidentali si definisce ateo/agnostico contro il 12% nei paesi dell'Europa centrale e orientale. Fonte Wikipedia Queste approssimativamente le percentuali di alcune Nazioni: Vietnam 81% - Giappone 65% - Francia 50% - Germania 45% - Belgio 43% - Gran Bretagna 38% - Russia 30% - Cina 10% - Italia 10% - Usa 6%. Fonte: www.atei.it In Italia gli atei salgono dal 5,2% del 1987 al 18% del 2003. Fonte: www.uaar.it Francesco Lantana Per saperne di più visita i siti: www.materialismo.it www.resistenzalaica.it[ Auf dieses Posting antworten ]
