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Re: L'aurea cazzata del miracolismo.

Von: ukar@news.net [Profil]
Datum: 07.06.2008 22:10
Message-ID: <o8ql44hps2psah2jp544i97fgfh2ancodc@4ax.com>
Newsgroup: it.cultura.religioni it.cultura.ateismo
On Sat, 7 Jun 2008 21:21:58 +0200, "Raffaele Benzi"
<raffaelebenzi@alice.it>
wrote:

>
>"Luca" <l.mirri@tin.it> ha scritto nel messaggio
>news:b2ml441kb0jefen0a4p67934cimre1th8p@4ax.com...
>> On Sat, 07 Jun 2008 17:58:01 GMT, "Anna Maria"
>> <biundoa[togli]@libero.it> wrote:
>
>
>
>>
>> 1) La Sindone è ciò che si dice essere, ovvero il telo funebre di
>> Gesù: dunque è autentica.
>
>Chi sarebbe costui non ti viene affatto in mente di doverlo dimostrare PRIMA
>di discutere del telo, vero?
>
>
>
>>
>> 2) La Sindone è un telo funebre di un giustiziato qualsiasi: quindi
>> non è autentica.
>
>In cosa si avvolgevano i cadaveri degli ebrei in quel periodo?
>
>
>
>>
>> 3) La Sindone è stata costruita per sembrare autentica ma non lo
è:
>> dunque è un falso (e, naturalmente, non è autentica).
>
>Ecco, qui ti avvicini alla realta'...
>
>
>
>>
>>
>> Se la datazione C14 è corretta siamo in presenza quasi certamente
>> dell'ipotesi 3. La 2 non è da escludere in via di principio ma è
molto
>> remota, ai limiti della fantastoria direi.
>
>La 1 no, non e' fantasia pura, e' superstizione....
>
>
>
>
>>
>> Se la datazione C14 dovesse risultare errata allora ci sarebbe ancora
>> da decidere fra 1 e 2, che il punto in cui i trovavamo prima di questo
>> risultato. Ad ogni modo gli studiosi hanno sempre parlato di 'uomo
>> della Sindone' evitando di prendere posizione proprio per mantenere
>> quell'obbiettività di cui parli.
>
>Non ho ancora visto nessuno essere obiettivo sulla sindone.
>
>Ricominciamo....
>
>Raffaele
>
>
>>
>>
>

Bene, ricominciamo da cosa scrive il sito del CICP (Adesso anno 2008 si
incavola......)
http://www.cicap.org

La Sindone è un lenzuolo di 4 metri e 36 per 1 metro e 11 che reca impressa
un'impronta umana dalla tradizione attribuita a Gesù Cristo. Secondo alcuni il
telo avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la sua morte.
Custodito nel Duomo di Torino dal 1578, si tratta forse dell'oggetto più
studiato al mondo da ogni branca possibile del sapere: dalla storia alla
chimica, dalla numismatica alla palinologia, dall'archeologia all'informatica.
La datazione al radiocarbonio eseguita sul tessuto in tre laboratori di fama
internazionale nel 1988 ha determinato che il lenzuolo risale al XIV secolo e,
di conseguenza, non può che essere un artefatto.
La Sindone di Torino compare in Europa per la prima volta nel medioevo, in
sintonia con i risultati della radiodatazione, e uno dei primi documenti che ne
parla risale al 1389: si tratta di un memoriale del vescovo Pierre d'Arcis al
papa Clemente VII in cui si racconta dell'indagine compiuta dal suo predecessore
Henri de Poitier. Il vescovo aveva denunciato la pretesa del decano di allora di
presentare il telo come il vero Sudario di Cristo per fini di lucro e aveva
spiegato come, in seguito a un'indagine, fosse anche stato scoperto il falsario
che ammise che il telo "era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto
o concesso". Pierre d'Arcis dovette intervenire una seconda volta quando il
nuovo decano espose nuovamente il telo "artificiosamente dipinto" (ma si tenga
conto che all'epoca depingere definiva diverse tecniche di riproduzioni:
pitture, miniature, mosaici e ricami) con l'immagine di un uomo. In seguito a
ciò, papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni
volta
che fosse stato esposto il telo si doveva dire "ad alta voce, per far cessare
ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero
Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a
raffigurazione o imitazione del Sudario". La storia recente ha confermato le
condanne dello scettico vescovo e di papa Clemente: i test forensi condotti
dalla commissione del cardinal Pellegrino nel 1973 sul presunto sangue hanno
dato esiti negativi, mentre il microanalista Walter C. McCrone ha potuto
determinare la presenza indubbia sul telo di tracce di ocra, cinabro e di
alizarina: in pratica tempera rossa. Quest'ultimo fatto, unito alla natura
dell'immagine, una lieve bruciatura delle fibre superficiali del lino,
suggerisce un possibile meccanismo per "creare" una sindone con quelle stesse
caratteristiche.
E' Joe Nickell a proporre una possibile spiegazione delle immagini: esse
sarebbero il risultato dello sfregamento di una vernice a secco su un telo
adagiato su un bassorilievo le cui fattezze riprodurrebbero il corpo di un
cadavere. Le macchie di sangue sarebbero state aggiunte in seguito, forse
utilizzando vero sangue, forse tempera. Con il tempo la vernice si sarebbe
staccata dal lenzuolo, non prima di aver procurato le lievi impronte nella
cellulosa del telo.
Tutte queste scoperte si convalidano a vicenda e confermano la falsità della
reliquia.
La presenza di tempera suggerisce che l'immagine è il lavoro di un'artista,
fatto che a sua volta è confermato dalle dichiarazioni di Pierre d'Arcis e dalla
mancanza di precedenti storici, e la radiodatazione è coerente con la prima
apparizione storica del telo.
Lo stesso cardinale Ballestrero, che nel 1988 seguì le prove di radiodatazione,
dimostrò di accettare e adeguarsi ai risultati del test: "Penso non sia il
caso
di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno il caso di rivedere le bucce agli
scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore". Accanto al
lavoro condotto da scienziati imparziali, tuttavia, esiste l'intensa attività di
un gruppo di "sindonologi" decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare
l'autenticità del telo. Le "scoperte" di costoro, tuttavia, dimostrano
più un
incrollabile bisogno di credere alle "ragioni del cuore" che alle evidenze
sperimentali. Tipico il caso delle impronte di "monetine" di epoca romana che
alcuni, come i sindonologi Baima Bollone e Nello Balossino, sostengono di vedere
sul lenzuolo e che, a detta di costoro, confermerebbero che il telo risalirebbe
veramente al I secolo. Inutile dire che per i sindonologi le conclusioni
ottenute con l'analisi al Carbonio-14 sarebbero sbagliate. Al di là del fatto
che un falsario del 1300 avrebbe potuto benissimo lasciare delle impronte di
monete romane sul telo per renderlo più credibile, la cosa più importante da
rilevare è che tali impronte sono frutto dell'interpretazione di chi le vuole
vedere, un po' come nel famoso test di Rorschach. Luigi Gonella, fisico del
Politecnico di Torino e consulente scientifico del cardinale Ballestrero, troncò
ogni polemica: "Quella della Sindone è un'immagine il cui dettaglio più
piccolo,
macchie di sangue escluse, è di mezzo centimetro. Come le labbra. Appare quindi
molto, molto incongruente che esistano dei dettagli dell'ordine di decimi di
millimetro come le lettere sulle monete. Ma si sa: a forza di ingrandire, si
finisce a vedere anche quello che non c'è. Sono soltanto loro, i cosiddetti
sindonologi a scagliarsi contro il Carbonio-14. Nel campo scientifico, fisico,
chimico, non c'è nessuno che abbia il minimo dubbio. Nemmeno io. Il sudario
risale al medioevo".

Per saperne di piu:

I libri scettici in italiano pubblicati ad oggi sulla Sindone si contano sulle
dita di una mano:

* Vittorio Pesce Delfino, "E l'uomo creò la Sindone" (1982 Dedalo, Bari)
Si tratta del saggio scettico contenente il resoconto più "tecnico" di un
tentativo di riprodurre la Sindone utilizzando un bassorilievo arroventato.
* Carlo Papini, "Sindone: Una sfida alla scienza e alla fede" (1998,
Claudiana)
Copre un po' tutti gli studi sulla sindone, da quelli scientifici a quelli
storici, soffermandosi in particolare su questi ultimi. Contiene le migliori
critiche alle tesi dei sindonologi.
* Pier Angelo Gramaglia "L'Uomo della Sindone non è Gesù Cristo"
(1978,
Claudiana)
E' un saggio ormai superato, che sostiene che l'immagine sarebbe
l'impronta di un reale cadavere di un uomo crocifisso alla maniera di Cristo, un
anonimo palestinese del VII secolo.
* Luigi Garlaschelli "Processo alla Sindone" (1998, Avverbi, Roma)
L'autore propone in un libro formatopocket tutti gli studi effettuati
sulla Sindone, mettendone in risalto l'evidente origine medioevale.
* Antonio Lombatti "Sfida alla Sindone" (2000, Centro Editore, Pontremoli)
Molto approfondito dal punto di vista storico e archeologico, propone la
discussa teoria per cui sarebbero stati i Templari a portare la Sindone in
Europa.
Lombatti ha inoltre preso l'iniziativa di far nascere una rivista,
Approfondimento Sindone, dedicata a studi sul lenzuolo da un punto di vista
critico.
* Walter McCrone, Judgement Day for the Shroud of Turin
Dà una cronaca dettagliata delle analisi eseguite nel 1978 in cui fu
personalmente coinvolto. McCrone ha un sito personale dedicato alla Sindone
* Joe Nickell, Inquest on the Shroud of Turin (1983, Prometheus Book,
Buffalo)
Di gran lunga il più autorevole studio sulla Sindone fra quelli apparsi
fino a oggi., replica alle tesi dei sindonologi e affronta in modo approfondito
il problema della natura dell'immagine e del metodo di esecuzione. E' uscita
recentemente una ristampa.
* http://www.shroud.com
E' il sito più completo sulla Sindone di Torino. Di impronta autenticista,
ospita anche qualche saggio scettico.
* http://sindone.torino.chiesacattolica.it/
E' il sito ufficiale della Chiesa Cattolica dedicato al lenzuolo.
* http://humanist.net/skeptical/shroud.html

In ogni caso l'impronta della Sindone è in contrasto con i sacri prepuzi di
Gesù
conservati nel mondo (da 8 a 14 secondo le rivendicazioni tutti autentici).
Di 8 o 14 falli se ne dovrebbero scorgere le tracce.
A meno ché i prepuzi non siano una primitiva superstizione.
Ed allora non lo è forse anche la Sindone?
Ukar

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