comincia ad inqietare
Von: Magister (magisterludi@e-mail.it) [Profil]
Datum: 04.03.2008 23:05
Message-ID: <47cdc7a7$0$36451$4fafbaef@reader5.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura.antagonista
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Un libro che è stato annunciato. Inquieta sfere essclesiastiche, politici vari, e, soprattutto politici locali e dirigenza "di nomina regia (politica)" Alberto Bianco L'ultimo confine Da Bologna parte un uomo che ha deciso di abbandonare per sempre l'Italia. E' un uomo stanco, amareggiato, deluso che dopo essere stato per vent'anni direttore della Biblioteca cittadina, non tollera più le meschinità di politici e dirigenti incompetenti, corrotti, arroganti e un'Italia preda d'imbecilli. Il dottor Franz Kalbian, tuttavia, non è stato, sempre e soltanto, un funzionario. In gioventù, mosso da un forte, quasi fanatico desiderio di giustizia sociale (quell'istanza, che pervadeva gli anni 70), è stato prima prete, quindi si è trovato a far parte della misteriosa "Opus Dei" di cui ha condiviso atroci segreti e subdoli misfatti. Come prete, in Curia, è venuto conoscenza di fatti che l'hanno profondamente disgustato: usura, pedofilia, ricatti: una sordida melma che ne ha avvelenato per sempre lo spirito. Lasciata, per un dovere di coscienza, la Chiesa Cattolica, si è iscritto al Partito Comunista, di cui è divenuto ben presto un funzionario d'alto livello fino a entrare come collaboratore nelle file del temuto KGB. Ora Franz è uno sbandato. Un uomo che conosce tanti, troppi segreti. Chi è allora il dottor Franz Kalbian? La verità è che forse esistono molti "Franz": lo studioso che indaga sulle origini del pensiero filosofico, il rivoluzionario che combatte una guerra personale, l'uomo che diventerà un criminale, un individuo freddo e feroce, forse psicopatico. L'uomo "giusto" per essere obbligato a rapire un ufficiale della Cia per conto di una "Organizzazione" che mira a un diverso assetto del mondo. Fumose birrerie, treni, autobus, confini. Il romanzo si dipana in un continuo viaggio, fino a diventare metafora dell'inquietudine di una generazione che ha perduto valori e riferimenti e, con questi, la sua identità. "L'ultimo confine" è frutto d'immaginazione, certo, ma l'elemento autobiografico resta sempre sullo sfondo. Non è un libro per tutti e la sua lettura è consigliata solo a quanti sono "adulti": capaci cioè di una lettura attenta, aperta alla comprensione. Una lettura acuta e sottile, poiché la linea che demarca il reale dal fittizio è, in quest'"opera prima", veramente e volutamente sfuggente.[ Auf dieses Posting antworten ]
