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LA RAPPRESENTANZA POLITICA

Von: rafminimi13@libero.it [Profil]
Datum: 02.05.2010 18:51
Message-ID: <J4iDn.53357$Ua.4124@twister2.libero.it>
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----- Original Message -----
From: Editoriale Il Giglio
To: Editoriale Il Giglio
Sent: Sunday, May 02, 2010 5:01 PM
Subject: Biblioteca de Il Giglio



José Pedro Galvão de Sousa

LA RAPPRESENTANZA POLITICA

Introduzione e cura di
Giovanni Turco


José Pedro Galvão de Sousa (San Paolo, 1912-92) fu un grande filosofo del
diritto e politologo brasiliano, uno dei più eminenti esperti di diritto
naturale. Fondò la Facoltà Paulista di Diritto, incorporata poi nella
Pontificia Università Cattolica di San Paolo, della quale fu pro rettore e
dove insegnò Teoria Generale dello Stato e Storia del diritto
internazionale. Autore di numerose opere - la maggiore della quali è il
Dizionario di Politica, pubblicato dopo la sua scomparsa - Galvão de Sousa
espresse anche un  forte impegno politico-culturale, fondando e dirigendo
accanto all'amico Francisco Elías de Tejada y Spínola, storico e
giusfilosofo, il mensile Reconquista, pubblicato in spagnolo e portoghese
tra il 1950 e il 1952, che rappresentò la voce del pensiero tradizionalista
ibero-americano. Inoltre, collaborò, tra altre, alla rivista Hora Presente e
diede vita al "Centro di Studi di Diritto Naturale" che porta il suo nome.

Studioso profondo quanto limpido e accattivante nell'esposizione, Galvão de
Sousa ci ha lasciato molte opere su diversi aspetti della politica e della
dottrina dello Stato nelle quali si possono trovare le chiavi di lettura
della situazione presente e delle origini storiche, filosofiche e
ideologiche dell'attuale difficile relazione tra cittadino e potere
politico.
Uno dei suoi scritti politici, "Da representação política",
del 1972, viene
riproposto nel volume La rappresentanza politica (ESI, Napoli 2009), a cura
del prof. Giovanni Turco, ricercatore presso l'Università degli Studi di
Udine ed autore del notevole saggio introduttivo.

José Pedro Galvão de Sousa
LA RAPPRESENTANZA POLITICA
Introduzione e cura di Giovanni Turco La questione della rappresentanza,
centrale in una società sempre più frazionata e globalizzata come quella
moderna, è esaminata da Galvão de Sousa mettendo a confronto le diverse
forme concepite da dottrine politiche che, nel corso dei secoli, si sono via
via discostate dai principi del diritto naturale, assumendo i caratteri dell'assolutismo,
del totalitarismo, del liberalismo, del costituzionalismo razionalistico
ecc.

Edizioni Scientifiche Italiane
Napoli, 2009
pp. 321 -  ? 33,00Lo studioso brasiliano ci ricorda che «una comunità
politica è sempre una comunità storica» - si legge nel saggio
introduttivo -
«impregnata di valori di cultura, che la ispirano ed imprimono una
direttrice al suo funzionamento», andando a  costituire la tradizione che le
appartiene e la connota. Essa è «'elemento vivo e vitale', razionalmente
valutabile ed effettivamente trasmesso», non scialba imitazione o interesse
antiquario; è la «trasmissione attraverso generazioni successive, di un
patrimonio di valori comuni - spirituali, culturali, religiosi - conservati
sempre in ciò che hanno di essenziale, corretti quando necessario, oltre che
incessantemente migliorati e accresciuti». La nazione intesa in senso
tradizionale non va confusa con il nazionalismo, prodotto ideologico della
rivoluzione francese, né con lo Stato, che non sempre si identifica con
essa, ma piuttosto con la «comunità umana nella quale si è andata
definendo,
nel corso del tempo, un complesso culturale sedimentato dalla storia».
richiedilo ora a



La comunità sociale quindi è un organismo non un meccanismo, ed alla sua
origine c'è sempre la famiglia; tra essa e lo Stato «si inseriscono altri
gruppi, di diversa natura, da quella economica a quella religiosa, a quella
sportiva, a partire dal municipio». Sono i corpi sociali, che la distinguono
sostanzialmente da una «mera somma di individui, i quali nel loro
giustapporsi possono solo dar luogo ad una massa amorfa e inconsistente, non
ad un autentico popolo» e che, realizzando le proprie finalità in vista del
bene comune, compongono quell'equilibrio di doveri, diritti e libertà
concrete che conforma ed ordina la vita dei cittadini. «Lo Stato infrange la
giustizia (e, ciò facendo, anche la sua stessa legittimità) se pretende di
assorbire o surrogare quanto i singoli e i gruppi sociali (a partire dalla
famiglia) possono fare con le proprie capacità e risorse»; la realizza,
invece, se regola la propria funzione sui principi di sussidiarietà e
solidarietà.

La visione politica di Galvão de Sousa, riconducendo ai principi immutabili
ed universali del diritto naturale, rappresenta un riferimento certo per
orientarsi nell'attuale scenario, che vede messa in discussione, e con
motivo, la legittimità dello Stato, l'elefantiasi delle funzioni che si è
attribuito, la delega di poteri ad entità ora sovranazionali ora locali in
una concezione meramente economicistica ed amministrativa, la
delegittimazione del ruolo dei corpi intermedi, indebolito fin quasi all'inconsistenza,
in un quadro di estrema confusione istituzionale.






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