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Credenti e non credenti

Von: Francesco Lantana (panda@alice.it) [Profil]
Datum: 31.10.2009 08:23
Message-ID: <4aebe607$0$1106$4fafbaef@reader2.news.tin.it>
Newsgroup: it.cultura
Credenti e non credenti



La scienza non può dimostrare sia la sua esistenza, sia la sua inesistenza,
proprio perché essa si occupa di fenomeni che accadono sotto la nostra
osservazione diretta dei nostri sensi (il tatto, la vista, l'odore, l'udito,
il gusto). E Dio, che per definizione è un essere trascendente, non può
essere oggetto dei nostri sensi e quindi non si può impostare nessuna
analisi razionale scientifica su Dio.



I religiosi per dimostrare l'esistenza di un Dio impostano il discorso su
fatti non direttamente verificabili da chiunque (quindi non scientifici) ma
raccontati dai testi sacri del passato. In questo modo si finisce per dare
spazio alle congetture più fantasiose, spesso di comodo, e alla fine ogni
istituzione religiosa si crea la propria concezione di Dio o degli dèi e del
modo di intendere la vita. Per questo motivo ci sono un'infinità di
credenze, che in ultima analisi diventano atti puri di fede. Per questo
motivo gli agnostici sospendono il giudizio.



Gli atei fanno un ulteriore passo in avanti e negano ogni divinità,
prendendo atto dell'esistenza di una infinità di credenze religiose,
soprattutto a secondo delle tradizioni di un popolo, ognuna detentrice della
Verità assoluta inoppugnabile, zeppe di un cumulo di assurdità e in
contraddizioni tra lor. A cominciare dal fatto che Dio vede tutto, che sa
tutto anche i nostri pensieri, che può tutto, che è infinitamente buono e
poi ci manda all'inferno se non ubbidiamo ai suoi capricci che poi sono
quelli delle varie chiese, senza poi contare le assurdità dei vari dogmi.
Per cui essi concludono che le religioni sono delle invenzioni ispirate
della fantasia degli uomini, dettate da paure ancestrali e dall'ignoranza
nel tentativo di dare delle spiegazioni ad alcuni fenomeni naturali,
tramandate da generazioni a generazioni e modificate nei tempi secondo i
luoghi e i popoli. Alla fine le credenze religiose risultano essere, più che
convinzioni, delle convenzioni, conformismo.



Poi secondo gli atei marxisti (materialismo storico) la figura del Dio,
soprattutto nelle religioni monoteiste, è stata presa a prestito dai regimi
dispotici e autoritari dell'antichità allo scopo di tenere sottomesso il
popolo suddito, facendo paventare lo spauracchio dell'inferno per i
cattivi-disubbidienti. In effetti i dieci comandamenti e i precetti
religiosi sono finalizzati alla conservazione di quelle strutture
economiche-sociali autoritarie e repressive le quali in ultima analisi
finiscono per punire le classi sociali meno abbienti e di privilegiare
quelle più abbienti. Infatti lor signori si possono concedere tutte le
libertà a loro piacimento, spesso impunemente e senza tanti scrupoli. Ai
poveri sono riservate solo rinunce, sacrifici e privazioni, e la vana
promessa di un Paradiso dopo morte (Beati gli umili, perché di essi è il
regno dei cieli..). infine per i più titubanti viene minacciata la punizione
delle punizioni (quella estrema), cioè l'inferno eterno, senza nemmeno la
possibilità di un ulteriore riscatto. Cosa che dovrebbe fare inorridire i
più crudeli e sanguinari re e imperatori dispotici e i dittatori di tutti i
tempi. Per questo motivo gli uomini di potere concedono alle istituzioni
religiose una serie di privilegi e riconoscimenti di ogni genere e dagli
stessi esse ricevono cospicui finanziamenti.



Pratica delle religioni

Considerando che, fra atei e credenti non praticanti, si arriva anche oltre
'80% della popolazione adulta, e che molti precetti religiosi sono spesso
facilmente disattesi dalla maggioranza delle persone, se ne deduce che sono
difficilmente praticabili e che vanno spesso contro la natura dell'uomo.
Infatti i primi a trasgredirli in modo palese sono proprio quei governanti
che sostengono e finanziano le chiese. Quanti, per esempio, dei nostri
politici pratica le sette opere di carità? Le ricordo: Dar da mangiare agli
affamati; Dar da bere agli assetati; Vestire gi ignudi; Alloggiare i
pellegrini; Visitare gli infermi; Visitare i carcerati; Seppellire i morti.

Cosa dire poi di Berlusconi, Calderoli, Casini, Bossi che, fra l'altro,
hanno formato più famiglie?

Questo conferma che le religioni sono uno strumento di lotta politica,
utilizzate  da signori, padroni e governanti per potere governare e tenere
sottomesso un popolo suddito. Così viene assicurata la separazione delle
classi sociali e la schiavitù-servitù dell'uomo sull'uomo. La religione
è il
sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo spietato, come è lo
spirito di una condizione priva di spirito. Essa è l'oppio del popolo (Karl
Marx).



Le relgioni nella storia

Dal punto di vista storico, si può ben dire che l'uomo divenne religioso nel
momento in cui si distinse dagli animali, quando cioè divenne consapevole
della sua vita e della sua morte. Infatti le Religioni antiche preistoriche
erano tentativi di quegli uomini per spiegare i fenomeni naturali e di
volgerli a loro vantaggio. Successivamente chi si occupava del scaro, cioè i
sacerdoti, si mettevano al servizio di re, imperatori, signori e padroni per
la gestione del potere pubblico, ricavandone riconoscimenti e privilegi di
ogni genere. Così la religione diventava strumento di potere.



I primi miscredenti e scettici li troviamo nell'antica Grecia che
riconoscevano l'esistenza degli dèi, ma che erano del tutto indifferenti
alla vita degli uomini. Cito: Diagora di Melo (fu un sofista e un poeta
vissuto nel V sec. a.C.), Teodoro di Cirene, (vissuto tra la seconda metà
del IV e l'inizio del III sec. a.C), Evemero o Eumero di Messana, (vissuto
tra il 340 e il 260 a.C), ma soprattutto Epicuro (341-270 a.C.). Lucrezio,
nel mondo latino, ispirandosi ad Epicuro, col "De rerum natura" diffuse
l'idea
della divinità che esiste ma non interviene nel mondo.



Durante il Medioevo e il Rinascimento abbiamo casi di scetticismo, di
panteismo, di naturalismo e simili, ma nessuno dei pensatori ha mai varcato
totalmente la soglia dell'ateismo (Vanini, Bruno, Spinoza, Hume, Bayle)

Il vero ateismo razionale nasce solo nell'Illuminismo. Cito il curato Jean
Meslier (1664-1729), D'Holbach (1723-1789), il Marchese de Sade (1740-1814).
L'ateismo post-hegeliano è quello in cui l'ateismo raggiunge forse il suo
punto più alto con le critiche demolitrici dei grandi atei dell'Ottocento
verso tutte le religioni.

Cito: Arthur Schopenhauer (1788-1861), Friedrich Nietzsche (1844-1900), Max
Stirner (1806-1856), Mikhail Bakunin (1814-1876).



Nell'Ottocento la popolarità dell'ateismo crebbe moltissimo, in seguito
anche alle scoperte scientifiche della biologia, dell'evoluzionismo,
dell'antropologia, e ai movimenti politici come il socialismo, l'anarchismo,
il materialismo storico, e dell'idea della possibilità di dominare la natura
derivante dalla rivoluzione industriale. Cito Auguste Comte, Félix Le
Dantec, Ludwig Feuerbach (1804-1872), Karl Marx (1818-1883), Friedrich
Engels (1820-1895), Lenin (1870-1924).



Gli atei del novecento hanno poi contribuito a rafforzare l'ateismo sotto il
profilo psicologico, sociale, esistenziale e scientifico (neurologia e
neuroscienze), e con saggi critici sulle religioni. Cito: Sigmund Freud
(1856-1939), Jean-Paul Sartre (1905-1980), Albert Camus (1913-1960), Claude
Lévi-Strauss, Michel Onfray (Trattato di ateologia - 2005), Karlheinz
Deschner (Storia criminale del cristianesimo).



Alcuni dati statistici

Secondo l'Enciclopedia Britannica Book of Year, gli atei nel mondo (ma
talvolta confusi con gli agnostici) nel 1994 ammontavano ad 1 miliardo e 154
milioni.



Un'inchiesta condotta in 21 paesi su un campione di 21.000 persone
pubblicata nel dicembre 2004 annuncia che il 25% degli europei occidentali
si definisce ateo/agnostico contro il 12% nei paesi dell'Europa centrale e
orientale. Fonte Wikipedia



Queste approssimativamente le percentuali di alcune Nazioni:

Vietnam  81% - Giappone 65% - Francia  50% - Germania  45% - Belgio 43% -
Gran Bretagna 38% - Russia 30% - Cina 10% - Italia 10% -  Usa 6%. Fonte:
www.atei.it

In Italia gli atei salgono dal 5,2% del 1987 al 18% del 2003. Fonte:
www.uaar.it



In conclusione si può ben dire:

1.     che le credenze religiose non hanno un fondamento scientifico e
nascono da paure ancestrali sulla morte e le malattie, e dal bisogno di
soddisfare le nostre aspirazioni materiali e "spirituali";

2.    che ogni popolo e ogni etnia hanno un proprio credo religioso in
contraddizione tra loro e le loro chiese in lotta tra loro;

3.    che le istituzioni religiose sono uno strumento di lotta politica, al
pari dei partiti politici, allo scopo di mantenere la separazione delle
classi sociali  e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

4.    che spesso le credenze religiose vengono ormai alimentate da
istituzioni religiose, ognuna delle quali si ritiene la depositaria della
Verità e quindi inoppugnabile.

5.    che le credenze religiose tendono a perdere la loro influenza e a
ridursi drasticamente man mano che progrediscono le scoperte scientifiche e
le conoscenze su questo nostro mondo e sulla nostra stessa vita, e si
consolida l'affrancamento dai bisogni materiali immediati per sempre più
larghi strati di popolazione;

6.    che uomini e donne praticano sempre meno i precetti religiosi anche se
credenti.

7.    che Dio ha sempre meno successo nelle zone geografiche più evolute e
fra individui maggiormente acculturati, specialmente dal punto di vista
scientifico.



Per saperne di più visita i siti:



www.materialismo.it



www.reistenzalaica.it



Filmato realizzato da:



Francesco Lantana



Livorno, Ottobre 2009



Grazie della visione



Fine










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